lunedì 17 novembre 2014

Di shopping, souvenir e ricordini vari dalla Corea.

Dopo aver scritto il diario di bordo è giunto il momento di passare ad argomenti più frivoli (e divertenti) che riguardano il mio viaggio in Corea.
Oggi l'argomento è lo shopping, ovvero il prodotto di quei momenti in cui mi prende il raptus da acquisto.
Sono un'accumulatrice cronica (ho scatoloni pieni di cartine, biglietti e depliant di TUTTI i viaggi passati) ma devo sottolineare che gran parte del bottino raccolto e raccontato in questo post è stato regalato a parenti e amici.

Bando alle ciance, via con le foto.



  • Iniziamo subito con la categoria GARDEN.

Negozi in cui avrei comprato di tutto (come sapete ho la passione per il giardinaggio), specialmente per il prezzo. Alzavasi con rotelle a un euro, decorazioni per vasi a niente. Questo è il mio bottino:

Mini vasetti con semini (quadrifoglio e fragolina). Non so ancora se sono spuntati, mi devo informare.

Buste di semi vari: germogli di erba medica, catnip, daikon, e shiso.
Lo shiso è già cresciuto. Il catnip ci ha messo un po' ma alla fine è spuntato (sapete cos'è? E' l'erba che fa sballare i gatti. Sandro però non ha mostrato molto interesse). Gli altri due non sono ancora stati piantati.



  • Categoria CUCINA

Set di coltelli e posate coreane. Mangiare con le bacchette di metallo è abbastanza difficile, anche se i coreani si aiutano col cucchiaio.

Il prezioso contenuto della valigia smarrita all'aeroporto di Istanbul (adesso capirete la mia angoscia).
Sughi, salse per la carne alla griglia, paletta per riso e formina per onigiri, porta-riso e bicchieri in metallo. Ci sono anche due ciotole in pietra (foto sotto) e un vecchio ricettario scovato in una libreria dell'usato. Il peluche a forma di daikon non è commestibile ma è troppo carino.



  • Categoria CANCELLERIA

La bustina più piccola in realtà è più un portamonete, invece l'altro è un astuccio stretto (ci stanno al massimo 4 matite). Riesco sempre a sparpagliare le penne in borsa e quando mi servono non le trovo mai, potrebbe essere utile.

Un'agendina gattosa con le pagine bianche (perfetta per gli appunti di viaggio) e un quaderno illustrato con i disegni della torre di Seoul.

Adesivi a forma di francobollo che rappresentano le tradizioni coreane.

Adesivi da appiccicare sul calendario o sul diario in base al proprio stato d'animo (felice? arrabbiata? triste?) o al tempo (ombrellino per la pioggia o il sole). Le faccine della foto più grande mi fanno morire, sembro io.
Insieme ai coordinati busta/lettera sono tra i souvenir che preferisco.

Segnalibri preziosi, bagnati nell'oro ma economici (di oro ce n'è proprio pochino eh). Le gru, l'alfabeto coreano e la cerimonia di matrimonio coreana.



  • Categoria TROPPO BELLI PER LASCIARLI LI'

Le cartoline dei personaggi famosi illustrati in stile coreano. Ce n'erano davvero tante, ma io ho scelto questa versione fumettosa del Che.

Hai male al polso perché usi troppo il mouse? E' indolenzito? Appoggialo sul gatto riposa-polso e non ti stancherai più. Questo l'ho voluto per me e sono orgogliosa di averlo, anche se avrei preferito il cuscino migliora-umore da abbracciare che però (giustamente) è andato a ruba.

Nell'ordine: il gatto reggi-libri (quello rosa era carino, ma Sandro è nero e io devo difendere la specie), i tappini da smartphone, una matita del museo del folclore di Seoul e una salviettina.



  • Categoria FAI DA TE

A Jeonju ho trovato un bellissimo negozio di oggetti fai da te. Non sono molto brava col cucito, e questa è stata una bella sfida. Prima ho dovuto decifrare le indicazioni sul cartamodello (in coreano), e ho subito scoperto che pensavo d'aver preso un gatto e invece è una lontra. Va bé. Poi ho litigato parecchio con l'imbottitura e i pallini di plastica che alla minima distrazione schizzavano fuori (ho avuto pallini in tutta la casa per giorni).
Però il risultato non è poi così male no?



  • Categoria PEANUTS

Snoopy e Charlie Brown meritano sempre una categoria a parte, ma devo dire che in Corea non sono amati e onnipresenti come in Giappone (tanto per fare un esempio vi ricordo il calendario dei Peanuts in Giappone o un po' di sano Penuts-Shopping a Tokyo).
In effetti ho scovato un fantastico Charlie Brown Café in aeroporto proprio mentre correvo al Gate e mi avanzavano giusti giusti i soldi per una tazza e una serie di cartoline! (Sarà la sorpresa per Natale di qualcuno per cui Shhhh! fate come se non ve l'abbia fatta vedere!)



  • Categoria I SEGRETI DI BELLEZZA

Maschere di tutti i tipi, idratanti, antirughe, effetto lifting. Sono una goduria, ma si consiglia di usarle in casa da sole perché l'effetto è molto Hannibal Lecter. Le ho prese anche per i piedi, sì. 
E già che c'ero mica potevo privarmi delle strisce per i punti neri al Q10 (che non proverò mai perché ho paura di strapparmi via la pelle, e non oso regalarle per lo stesso motivo. Praticamente un acquisto inutile).



  • Categoria DI TUTTO DI PIU'


Quegli oggetti che sembrano senza senso ma che hanno sempre un perché:

- La bandiera coreana
Perché mi piace di più collezionare le maglie della nazionale di calcio ma quella originale costava troppo (e non ho trovato quella tarocca).
- La maglietta e la stola del Papa
Perché fanno davvero troppo ridere, e visto il costo sarebbe stato un peccato non prenderle.
- Le ciabatte
Primo: perché le ciabatte in Corea sono come gli ombrelli, appena inizia a piovere ce l'hanno tutti. Secondo: perché se hai un amico che in genere va in giro con le ciabatte di plastica SAI che apprezzerà il pensiero. Terzo: Se poi gliele trovi arancioni (che è il suo colore preferito) è inutile chiederti come farai a trovare il posto in valigia, le prendi e basta.
- La mascherina
Perché è fighissima.

- Il portalenti a forma di pecora
Perché se un regalo non è un po' scemo non c'è gusto.
- Set per le unghie e specchietto
Perché ho una nipote dodicenne che è un'esperta nelle decorarsi le unghie nonostante la giovane età (per la gioia della mamma che infatti mi odia, ehm)
- Il pirata Pop Pop
C'è bisogno di un perché??

- Calzini
Perché sono OVUNQUE, e prima o poi scatta l'impulso irrazionale di comprarne almeno una decina di paia (gli esemplari acquistati sono molti di più di quelli in foto)



  • Categoria MOLTO PIU' DI UN SOUVENIR


Ben due paia di scarpe (poi mi chiedo come mai la valigia non si chiude). Un paio di All Stars viola, non di marca ma identiche alle originali, e questi sandaletti che mi piacciono proprio tanto.

Un Gundam da montare e un personaggio di One Piece, i souvenir più ambiti presi nel negozio più bello del mondo. Solo che per The Gundam Base ci va un post a parte.




Se volete proseguire lo shopping, questi sono i miei (passati) bottini di viaggio in ordine sparso:
- I souvenir dalla Cina
- Shopping ad Amsterdam
- Shopping a Berlino
- Il borsellino dei ricordi
- I gadget dal Giappone
- Sottobichieri giapponesi
- Souvenir culinari dal Giappone
- Caramelle giapponesi
- Il calendario dei Peanuts




mercoledì 12 novembre 2014

Ultima (ma intensa) giornata a Seoul

Diario di viaggio in Corea
23 e 24 agosto 2014




Taiyaki
Colazione con Taiyaki
(il dolce giapponese a forma di pesce col ripieno di azuki).


Oggi è il nostro ultimo giorno in Corea, ma siccome abbiamo il volo a mezzanotte c'è ancora tutta una giornata davanti.

Stamattina andiamo al Namsangol Hanok Village, un complesso di abitazioni tradizionali della dinastia Joseon provenienti da diversi posti della città e collocati ai piedi della montagna Namsan.
Queste case tradizionali appartenute a famiglie di diverse estrazioni sociali conservano al loro interno mobili e utensili da cucina originali. Il tempo non è dei migliori, ma la visita è piacevole.
Nei cortili degli hanok si possono anche provare gli sport e i giochi dell'epoca, e considerando che l'ingresso a questo parco è gratuito direi che ne vale davvero la pena.

Un ampio spiazzo tra le abitazioni, e la Seoul Tower sullo sfondo.
Namsangol Hanok Village

Tetti, lanterne con i colori della Corea e la Seoul Tower.
Namsangol Hanok Village

Questa è la mia casa preferita, perché è costruita seguendo il dislivello del suolo e per la facciata in cui la pietra e il legno si alternano in una maniera davvero molto elegante.
Namsangol Hanok Village

Giardino tradizionale
Namsangol Hanok Village

Interni: la cucina, la sala e la finestra di una camera da letto.
Namsangol Hanok Village


Da qui prendiamo l'autobus che sale in cima alla montagna, dove svetta la Seoul Tower. E' stata costruita nel 1969 per le trasmissioni radiofoniche e televisive, ed è aperta al pubblico dal 1980, diventando il simbolo della città. La torre è bruttina, ma il contesto è meraviglioso. La salita che porta alla base della torre conserva una parte delle vecchie mura della città e per chi è appassionato di trekking ci sono diversi percorsi da fare a piedi.

All'interno della torre ci sono osservatori, i lucchetti degli innamorati sulla terrazza, uno shop a tema e il Teddy Bear Museum, per soddisfare la massa di turisti che ogni giorno affollano questa che è l'attrazione più famosa della città.

Personalmente a me piace di più di notte, quando si illumina e cambia colore.

Nascosta dalla vegetazione
Seoul Tower

Non è la giornata ideale per godersi il panorama da quassù.
Namsan

La strada per la Seoul Tower
Namsan

I lucchetti dell'ammmore
Namsan



Riprendiamo l'autobus e scendiamo vicino alla stazione centrale di Seoul. Di fianco alla costruzione moderna con le pareti di vetro (qui arrivano e partono i treni ad alta velocità) c'è la vecchia stazione in mattoni rossi. Il sottopasso che porta al grande piazzale è popolato di poveracci e senzatetto a cui qualche volontario sta portando il pranzo.

Proseguiamo a piedi e passiamo la porta Sungnyemun, attraversiamo Namdaemun Market e arriviamo a City Hall. Il vecchio Municipio che ora ospita la Biblioteca Metropolitana si affaccia su Seoul Plaza, una piazza pedonale che si presenta come un enorme prato. L'interno del nuovo municipio (è del 2012) ci lascia a bocca aperta. Una struttura di vetro che utilizza nuove forme di energia rinnovabili come il riscaldamento geotermico che sfrutta l'acqua piovana riciclata. All'interno c'è l'impressionante, enorme e bellissimo "muro verde" composto da piante che rendono l'ambiente fresco d'estate e depurano l'aria. Sembra in effetti di trovarsi dentro ad una grande serra.

La vecchia stazione di Seoul
Seoul Station

Pranzo in uno dei tanti ristoranti della nuova stazione.
In alto: la versione "vecchio stile"  del pranzo da consumare sul treno (con tanto di contenitore in metallo usurato dal tempo) - Sotto: riso con verdure e gamberi (e uovo) - A sinistra: casseruola di tteokbokki, gnocchi di riso in sugo piccante.
Korean food

Sungnyemun
Vecchia porta tra palazzi moderni.
Sungnyemun

Il nuovo Municipio di Seoul. (Qui un articolo fotografico di Repubblica)
Municipio Seoul


Continuiamo a piedi (ormai non ci fermiamo più) e arriviamo nello Stream. Oggi è sabato e il lungo fiume è molto animato. Ci sono balli tradizionali, concertini, giocolieri, e un fiume di gente.
Quanto mi mancherà tutto questo, ormai conosciamo questi posti così bene che ci sembra di essere qui da tantissimo tempo.

Ridendo e scherzando abbiamo macinando parecchio chilometri, ma già che ci siamo facciamo ancora un saltino a Insadong. La troviamo strapiena di gente che passeggia su e giù nella via pedonale. Da lì al nostro ostello è questione di una decina di minuti.

Cheonggye Plaza
Cheonggye Plaza

Jongno (uno dei miei quartieri preferiti)
Jongno

Lezione di scrittura calligrafica a Insadong
Insadong


Che dire, l'ultimo giorno è sempre un misto di sentimenti che si ripropongono ogni volta, ad ogni viaggio. La sensazione di dover andare via proprio quando ti sembra di esserti ambientato al 100%. La malinconia di vedere l'ultimo tramonto dalla terrazza di un ostello che ti ha dato l'illusione di essere a casa tua e invece eri solo uno dei tanti ospiti che vanno e vengono. L'euforia per aver fatto un'altra esperienza stupenda.


Dalla terrazza del nostro ostello ci godiamo l'ultimo tramonto a Seoul.
Seoul



Salutiamo il responsabile dell'ostello che mi prende alla sprovvista con un abbraccio che mi fa venire il magone. Ciao ciao Seoul.





Il viaggio di ritorno comincia sull'autobus che ci porta all'aeroporto. Dovevamo impiegarci meno di un'ora ma ci troviamo bloccati nel traffico serale di Seoul, stravolto da quello che sembra un colossale ritrovo delle forze di polizia. Ci sono centinaia di pullman, camionette e macchine della polizia che bloccano il traffico e ci fanno perdere un sacco di tempo.


Arriviamo all'aeroporto al pelo, e a mezzanotte siamo a bordo. Dormo buona parte delle nove ore che servono per arrivare a Istanbul, e poi ci accampiamo in aeroporto per far passare il tempo dello scalo. Tra un operativo voli poco favorevole e un ritardo che si accumula passano altre dieci ore. Quando finalmente saliamo sull'aereo che ci porta a Torino siamo ormai in viaggio da 24 ore e la Corea è tornata ad essere lontanissima.


A Caselle perdiamo un altro paio d'ore in attesa di una valigia rimasta ad Istanbul. Proprio quella imbottita di ogni bendiddio culinario, riempita fino a scoppiare (avevo paura che esplodesse tipo bomba).
Per fortuna è arrivata a casa sana e salva due giorni dopo.

Ma di questo vi parlerò la prossima volta.







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Info pratiche:

Namsangol Hanok Village
28, Toegye-ro, 34-gil, Seoul
9-21 Chiuso il martedì - Ingresso libero
Metro Line 4 / 3 Chungmuro Station exit 3 / 4
http://hanokmaeul.seoul.go.kr (solo in coreano)

N Seoul Tower
105, Namsangogwon-gil, Yongsan-gu, Seoul
10-23 Ingresso osservatorio 9,000 KRW
Metro Line 4 / 3 Chungmuro Station exit 2 + Bus giallo 02
www.nseoultower.co.kr/eng/

City Hall
Metro Line 1 (exit 4 / 5 per Seoul Plaza - exit 3 / 2 per Deoksungung Palace)
L'ingresso al Municipio è gratuito.

Limousine bus per Incheon Airport
La tariffa varia in base alla fermata di partenza, da Anguk abbiamo speso 10,000 KRW a testa.
www.airport.kr/airport/traffic/bus/busList
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giovedì 6 novembre 2014

Tour de force culinario (e non) a Seoul

Diario di viaggio in Corea
22 agosto 2014



Penultimo giorno a Seoul (e in Corea). Questo si traduce in: dobbiamo visitare il più possibile, camminare come i pazzi, girare la città in lungo e in largo, scovare gli angoli nascosti e i quartieri che ancora ci mancano ecc. ecc.

Detta così mette un po' d'ansia, e invece questo è stato uno dei viaggi più rilassati degli ultimi anni (forse perché non ho dovuto avere niente a che fare con le ferrovie cinesi). Certo, un po' di frenesia mi è presa, specialmente quando ho iniziato a pensare che prima o poi dovrò fare la valigia.

Ma andiamo con ordine.

La nostra prima tappa è Hongdae, che essendo un quartiere super giovane e pieno di locali andrebbe visitato di notte. Noi invece ci andiamo di prima mattina, e infatti è - giustamente - tutto chiuso. L'errore madornale nell'orario ci regala però un evento a sorpresa: capitiamo nel bel mezzo della festa di laurea in università! Ci infiliamo tra i parenti e rubiamo qualche scatto ai neo-laureati, che presi dall'emozione non si accorgono di noi (e meno male, io mi sto vergognando tantissimo).

Seguiamo il corso principale dove immagino di trovare murales o almeno qualche scritta sui muri dato che si chiama Wall Painting Street, ma troviamo solo un giardinetto con qualche tossico che batte moneta. Qualche disegno c'è invece in Picasso Street e i murales più belli secondo me sono in Club Street.

Mattina a Hongdae
Hongdae

Come si fa a fare quelle scale da sbronzi?
Hongdae

KT&G Sangsang Madang
Complesso culturale con cinema, sala concerti, galleria espositiva e studio fotografico.
Hongdae

La replica del castello dell'orologio di Praga è una stupenda birreria/bistrot.
Hongdae

Alcuni murales
Hongdae


Proseguiamo a piedi in Wausan-ro e attraversiamo l'area dei caffè di Sangsu-dong per andare nel centro commerciale oltre la fermata metro Sangsu, la nostra seconda tappa di oggi.
L'intenzione è quella di svaligiare il reparto alimentari, e ci andiamo molto vicino. Adesso sì che sarà un bel problema far stare tutto in valigia! Però abbiamo comprato un sacco di cose buonissime, e anche un bel po' di regalini.

Pausa pranzo nel ristorante del centro commerciale, dove possiamo scegliere diversi tipi di cucina. Cinese, giapponese, coreana, italiana, messicana. L'imbarazzo della scelta. C'è una cassa centrale, si scelgono i piatti riprodotti nelle vetrine (ognuno ha un numero), si paga e ci si siede in attesa che il telecomando che ci consegnano suoni. A quel punto si individua sul tabellone il banco in cui andare a ritirare il proprio vassoio e buon appetito.

Mi ritrovo con una zuppa dal colore spaventosamente inquietante. Il grado di piccantezza non è classificabile, dopo un timido assaggio mi ritrovo con due labbra a canotto e la gola in fiamme.
Faccio a cambio con Lore (che ha scelto molto meglio di me) e lo vedo soffrire nel tentativo di domare quell'inferno liquido. Dice che nonostante tutto è buono, ma sotto sotto penso che voglia morire.

Sangsu-dong Cafe Street: installazioni artistiche.
Sangsu

 Locali storici in legno.
Sangsu

Centro commerciale
Sangsu

In questa foto: larve in scatola - (carissima) pasta italiana - la sala ristorante - i due menu del pranzo che abbiamo scelto. Scommetto che avete già capito qual è quello infernale. 
Seoul Market


Senza sosta ci dirigiamo verso la nostra terza tappa: Itaewon. Guardiamo velocemente la via principale (ci siamo già passati all'inizio del nostro viaggio in Corea) e andiamo in Antique Street. La zona è bellissima, piena di botteghe di antiquariato e negozi di usato che si susseguono in un piccolo corso alberato dai sapori internazionali.

Arriviamo nei pressi del LEEUM (Museo d'arte) dove ci sono esposizioni permanenti e uno dei famosi ragni giganti di Louise Bourgeois (ne avevo visto uno a Roppongi, Tokyo).
Inizia ad essere tardi e non ho molta voglia di chiudermi in un museo. E poi lo ammetto, volevo solo vedere il ragno gigante e speravo che fosse visibile dall'esterno, invece si intravede appena ed è nascosto dagli alberi.

Disegni sui muri a Itaewoon
Itaewoon

Negozio di antiquariato
Itaewoon

Palazzina nei pressi del museo d'arte.
Itaewoon

Dopo una giornata così intensa è il caso di tornare in ostello (è tutto il pomeriggio che ci trasciniamo le buste della spesa). Stasera vogliamo andare a farci una bella grigliata nelle viuzze piene di risto-zozzi (soprannome che può sembrare dispregiativo ma non lo è), però conviene andare sul tardi, quando c'è un bel movimento. Visto che siamo a due passi facciamo un bel giro a Insadong, dove ci scappa ancora qualche souvenir.

Quando ci infiliamo nei vicoli di Jongno abbiamo l'imbarazzo della scelta. I ristoranti sono tutti pienissimi e l'odorino che arriva è da svenimento. Il marciapiede è invaso dai tavoli, c'è un delirio di gente. Ne scegliamo uno a naso (letteralmente), ci dicono che se vogliamo mangiare fuori c'è da aspettare ma se vogliamo star dentro un posticino ce lo trovano. Vada per dentro.

Ci ritroviamo in un angolo di questo locale storico (le foto alle pareti suggeriscono l'età del posto) che negli anni non deve aver subito molte modifiche. I muri sono scrostati, la piccola sala è sfruttata al massimo, ogni spazio utile è occupato da un tavolo. Fa solo un po' caldino e devo fare attenzione a non toccare il tavolo con le gambe per non ustionarmi, ma nel complesso questo posto è bellissimo! Pochi fronzoli, ottima carne e un proprietario a cui va tutta la mia stima. (Dopo ben venti giorni ho imparato grazie a lui come si abbinano le salse alla carne, meglio tardi che mai).

Shopping a Insadong

Messi in un angolo, dietro al gabbiotto della lavapiatti,
abbiamo gustato la grigliata più buona del mondo.


Domani è il nostro ultimo giorno in Corea, mannaggia al tempo che si mette a correre sul più bello!


- continua - 




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Info pratiche:

Hongdae
Metro Line 2 Hongik University exit 9
www.visitseoul.net/en/


LEEUM, Samsung Museum of Art
60-16 Itaewon-ro 55-gil, Yongsan-gu, Seoul
Ingresso 10,000 KRW
10.30 - 18.00
http://leeum.samsungfoundation.org
Metro Line 6 Hangangjin Station exit 1
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