venerdì 31 ottobre 2014

Samsung d'light (e Seoul)

Diario di viaggio in Corea
21 agosto 2014


Gangnam sotto la pioggia


Cosa si può fare a Seoul, quando ci si sveglia sotto la pioggia? Tantissime cose. Una di queste è sicuramente andare al Samsung d'light (non vedevo l'ora!).
Ci troviamo a Gangnam, un quartiere ricoperto di grattacieli dalle forme futuristiche, centri commerciali che si sviluppano in verticale, e negozi di lusso. In mezzo a tutto questo svetta il grattacielo Samsung Eletronics, in cui si trovano i tre piani espositivi di Samsung d'light.

Al piano terra (1F) troviamo Mobile Plaza dove possiamo provare tutti i prodotti Samsung e sperimentare nuove tecnologie. (Tra i più divertenti: Camera Zone e Game Zone)

Al primo piano (2F) c'è Global Gallery, in cui scopriamo in sostanza la visione del futuro di Samsung.
LCD Zone - Semiconductor Zone (l'esperienza più folle che abbia mai fatto, ne ho messo un assaggio nel video qui sotto) - LED lighting drums - Smart Home (la mia casa dei sogni) - Media Wall (48 monitor che riproducono un paesaggio che cambia nel tempo come un'enorme finestra).
Un'esperienza pazzesca.

Al piano interrato (B1), quando ormai l'entusiasmo è alle stelle, ci si trova nello shop Samsung dove esplode la voglia di comprarsi TUTTO.

Nella foto:
          1- Capture Wall (si nota la mia faccia riprodotta su tutti gli schermi della parete?). 
          2- Tra tanti prodotti Samsung dello shop un bellissimo extra: instax mini (fujfilm). 
          3- Media Wall con la mia immagine preferita tra quelle proiettate (la foresta). 
          4- Camera Zone con i set in miniatura per scattare le foto.

Nella foto:
          1- la filosofia di Samsung d'light. 
          2- Smart Home (la lavatrice del futuro che comunica con te, il frigo dei desideri e l'omino
              rotondo che pulisce i pavimenti e si scansa quando passi, praticamente il sogno di tutte
              le casalinghe). 
          3- Samsung UHD (i colori delle immagini sono talmente nitidi da far girare la testa). 
          4- Un muro di led con effetto 3D (si vede meglio nel video).

Samsung d'light, il mio video.
Dura poco più di un minuto e condensa gli aspetti più strani e innovativi di questo pazzesco
"museo tecnologico".


Uscendo dal palazzo Samsung riusciamo a camminare un po' per Gangnam, prima che la pioggia ricominci a cadere con maggiore intensità. Io amo molto le città piene di grattacieli, e questa zona non mi delude. Entriamo in un palazzo a caso e ci infiliamo nell'ascensore di vetro per "scroccare" una vista panoramica (ci ritroviamo nell'atrio di uno studio medico e facendo finta di aver sbagliato piano scendiamo subito).

A Seoul la chirurgia plastica va fortissimo, e qui a Gangnam sono concentrati gli studi medici specializzati in chirurgia estetica. Mi sono capitate sottomano diverse riviste di settore, ed ora ho capito come mai la richiesta è così alta e per quale motivo c'è molta gente che viene qui ad operarsi dagli Stati Uniti: costa (relativamente) pochissimo.

I coreani ovviamente non sono tutti uguali ma hanno delle caratteristiche comuni come il viso tondo, il naso a patata e gli occhi a mandorla. Io trovo che specialmente sulle ragazze questi particolari stiano molto bene, perciò quando incappo in un viso rifatto (e mi è successo parecchie volte da quando sono qui) ho sempre la sensazione che ci sia qualcosa di estremamente sbagliato in una palpebra tirata e un naso minuscolo.

Le vie interne di U Street (il corso principale di Gangnam)

Grattacieli a Gangnam

U Street, la via principale di Gangnam con i negozi di lusso, i maxi schermi pubblicitari a led e 22 stazioni digitali pubbliche con contenuti multimediali.

Pausa caffè (con panna)

Dopo tanta tecnologia c'è bisogno di un tuffo nel passato per ritornare con i piedi per terra. Voglio tornare a Bukchon Hanok Village (ci siamo già stati all'inizio di questo viaggio in Corea) arrivando però da Samcheong Street, una via piena di abitazioni tradizionali e moderne, gallerie d'arte e negozi ricercati. Da Samcheong basta prendere una delle scalinate che salgono in collina per arrivare a Bukchon.
Nonostante il cielo grigio questa zona di Seoul è sempre molto affascinante.

Case tradizionali e panorama di Seoul:
in lontananza si vede la torre di Jongno e la NSeoul Tower.

Tempo variabile che ci regala qualche raggio di sole nel tardo pomeriggio.

Stasera facciamo un po' di shopping a Jongno. Mentre le strade si stanno riempiendo di bancarelle per la cena (dato che piove sono coperte da tendoni di plastica) noi approfittiamo dei negozi aperti fino a tardi per comprare un po' di souvenir. Gli ultimo giorni sono sempre quelli in cui riesco a raddoppiare il volume della mia valigia.

Cibo da strada a Jongno

UNIQLO (catena giapponese di abbigliamento) è uno dei miei negozi preferiti

Per cena andiamo in un bellissimo kaiten sushi giapponese. Ci accomodiamo in un tavolo appartato e peschiamo dal nastro tutto quello che ci ispira, e dato che siamo in coda e molti piattini non arrivano fin da noi ne ordiniamo diversi che ci vengono preparati sul momento.
Ogni piattino ha un colore che corrisponde a un prezzo, si va da poco meno di un euro a un massimo di cinque o sei euro. Le porzioni di sushi sono come sempre enormi, e il pesce è sporge dal riso di un paio di centimetri per lato.

Sushi espresso, nastro trasportatore e tante bontà.



La serata termina per le vie del quartiere, dove c'è un sacco di gente sia dentro che fuori dai locali. Ormai il cielo è sereno, e io mi chiedo dove sono finiti tutti gli ombrelli e gli stivali di gomma. Possibile che spariscano appena non piove più?

Locali, ristoranti e tante insegne luminose.

Locali ad ogni piano dei palazzi.



- continua - 

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Info pratiche:

Samsung d'light
11, Seocho-daero 74-gil, Seocho-gu, Seoul
10 - 19 Ingresso libero

Metro Line 2 Gangnam Station exit 8
www.visitseoul.net/en/
www.samsung.com/us/experience/dlight/main/main.html


Ristorante giapponese
갓덴스시 강남점 (Gatten Sushi)
www.gatten.co.kr
www.seoultaste.com/en/restaurants/gatten-sushi
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lunedì 27 ottobre 2014

Ritorno al futuro (Seoul)

Diario di viaggio in Corea
20 agosto 2014






Questa mattina dobbiamo lasciare il nostro hanok (e Jeonju), ma abbiamo ancora un paio d'ore che impieghiamo per spingerci oltre il ponte e visitare un pezzo di città che non abbiamo ancora visto.
Come spesso succede, camminare senza una meta precisa riserva qualche sorpresa.

Notiamo un po' di movimento lungo il fiume, e seguendo qualche venditore ambulante ci troviamo nel pieno del mercato mattutino. Non posso parlare di veri e propri banchi, per lo più ci sono prodotti esposti su teloni stesi sul pavimento e sembra l'esposizione abusiva di generi di prima necessità provenienti da orti casalinghi, ma è tutto molto pittoresco.

I frutti di mare sono freschissimi - i granchi tentano la fuga, i pesci cercano di saltare fuori dalle bacinelle - e i mercanti hanno un'età che varia dai settant'anni all'immortalità.

La cosa che mi stupisce di più è che in questo posto, dove mi aspettavo come minimo sguardi curiosi se non proprio ostili nei nostri confronti, riceviamo invece una sorta di tacita e divertita tolleranza. Mi sembra improbabile che siano abituati ai turisti occidentali, forse sono solo persone semplici che apprezzano questa nostra straniera incursione nel loro mondo.

Mercato a Jeonju
Jeonju Market

Ultimo saluto alla rana del nostro hanok
Hanok Jeonju

Per le vie di Jeonju
Jeonju

Un cortile di Jeonju
Jeonju


Il tempo stringe, torniamo a prendere i nostri bagagli e fermiamo un taxi. Dopo l'esperienza dell'andata (su cui ormai ci ridiamo sopra) decidiamo di dare una seconda chance alla categoria e veniamo ripagati da un tassista spigliato che masticando qualche parola di inglese riesce ad intrattenerci con una simpatica conversazione. Mi insegna anche qualche parola di coreano e anche se capisco la metà di quel che dice sembra divertirsi un sacco con noi.


Il nostro autobus ci porta a Seoul in 3 ore scarse. Il tempo sembra migliorare, e quando ci fermiamo all'autogrill la temperatura è ormai caldissima.

Seoul ci appare come un luogo famigliare, sembra di respirare aria di casa. Nonostante tutto il fatto di arrivare in una stazione diversa rispetto all'andata, sommata al fatto di trovarci nei sotterranei di un centro commerciale gigantesco ci disorienta un po'. Siamo passati dall'architettura tradizionale di Jeonju, dove sembrava di vivere in un'epoca lontana, ai grattacieli super-tecnologici di Seoul.
Un bel salto nel futuro.

Pranzo giapponese a Seoul: tonkatsu e katsudon
Ristorante giapponese a Seoul


Il nostro ostello si trova in una zona bellissima, nei pressi della stazione Anguk. La posizione mi piace tantissimo, siamo a due passi da Bukchon Village e dal Changdeokgung Palace, che decidiamo di visitare oggi.
Iniziamo dal giardino segreto, visitabile solo con accompagnatore. Quando arriviamo sta per partire il gruppo con la guida in inglese, e ci aggreghiamo al pelo. E' uno dei posti più belli che ho visto fin'ora, forse perché sembra incredibile che possa esistere tutta questa natura nel cuore di Seoul.

Non sono abituata a dover seguire altre persone, mi piace assecondare i miei tempi e seguire il mio istinto, ma devo dire che è bello ascoltare la storia di questo luogo speciale e conoscere qualcosa in più della storia coreana (di cui ammetto di sapere ben poco).

Certo, muovendoci in gruppo è difficile riuscire a fare fotografie senza che qualcuno passi davanti all'obbiettivo. E mi fa anche un certo effetto sentire parlare italiano dopo tanti giorni.

Quello che viene chiamato "Secret garden" è in realtà una vasta area con più giardini segreti (ne visitiamo sei), palazzi estivi ed edifici nascosti dalla fitta vegetazione.
Changdeokgung Palace

Changdeokgung Palace

Changdeokgung Palace

Changdeokgung Palace

Injeongjeon (il palazzo con la sala del trono)
Changdeokgung Palace

Changdeokgung Palace


Il nostro ostello è bellissimo. Mi aspettavo spazi ridotti e i servizi essenziali, invece la stanza è spaziosa ed è tutto molto accogliente. E poi, oltre ai ragazzi dello staff, ci sono due gatte meravigliose che vivono qui. Le pelose, una volta capito che ci sciogliamo al primo ronf ronf, si piazzano subito nella nostra camera.

Lei è YouWolYi
Beewon Guest House


Seoul mi provoca sentimenti contrastanti e forti. E' una città dai tanti volti, ogni quartiere ha una sua identità e caratteristica. Mi ci trovo bene, mi sento a mio agio e trovo che sia semplice da girare. Provo ad immaginarmi come sarebbe vivere qui, ed il mio entusiasmo mi porta a pensare che ci starei bene davvero.
Sono felice di essere qui, ma questo significa che il nostro viaggio volge al termine, quindi adesso per me Seoul è un misto tra euforia, curiosità, stupore e malinconia.
Mi sta facendo lo stesso effetto che mi hanno fatto Tokyo, Hong Kong e Shanghai.
In poche parole vorrei poter vivere questa città più a lungo di quello che mi posso permettere.


Passiamo la serata a Insadong, sulla terrazza di un pub a bere birra con una vista sulla via pedonale che mi emoziona. Mi perdo a guardare le luci, i negozi aperti fino a tardi, i ragazzi che si preparano a fare nottata, i turisti che formano una fiumana multicolore. Probabilmente la mia natura di persona semplice mi porta ad emozionarmi con poco, ma mi sento davvero felice. Credo che niente mi gratifichi di più di un bel viaggio, di trovarmi dall'altra parte del mondo a conoscere posti e cose che ignoravo fino a poco tempo prima, e mi sento arricchita da ogni esperienza. E' una cosa sconvolgente, appagante, che mi entusiasma.

Bottega di oggetti tradizionali a Insadong
Insadong

Una cena molto poco coreana
Burger King Seoul


Per tornare in ostello prendiamo una via secondaria che ci apre un altro mondo. Ci troviamo in mezzo ad un'accozzaglia di ristoranti, tavoli sui marciapiedi, griglie fumanti e gente che mangia fino a tardi. Sono convinta che in Italia nessuno di questi posti passerebbe il controllo sanitario, e proprio per questo ne resto affascinata. Domani dobbiamo assolutamente venire a mangiare qui, voglio confondermi tra la gente e vivere come fanno loro, che dopo una giornata passata a lavorare si concedono il piacere di una cena tardiva in compagnia, in locali fatiscenti dove il profumo della carne mette fame, dove scorrono fiumi di birra che si scalda a stare vicino alle griglie e la parola d'ordine è star bene insieme.

Avenue of Youth
Avenue of Youth - Seoul


C'è un'altra piccola chicca in questo ostello, che penso sia comune a Seoul. La terrazza sul tetto, dove i rumori della città arrivano ovattati e si vedono le luci dei grattacieli. Dove ti puoi isolare anche se sei nel centro di una città piena di gente che non si ferma mai.


Mi sento davvero molto fortunata a poter essere qui.




- continua -


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Info pratiche:

Autobus Jeonju-Seoul 
(202.6 km / 2h 35m)
General 12,800 ₩ - Excellent 18,700 ₩ - M/Excellent 20,500 ₩

BEEWON GUEST HOUSE
28-2 Unni dong, Jong-ro gu, Seoul
Posto letto/doppie/triple/camere tradizionali. Da 17,000 ₩ a 50,000 ₩
A disposizione acqua calda/fredda, wi-fi, lavanderia, cucina attrezzata e colazione inclusa.
Come arrivare: 
a) Metro Line 3 - Anguk Stn exit 4 (Proseguire sul corso, girare a destra in Donhwmun-ro e dopo KB Bank a destra)
b) Metro Line 3 - Jongno3 Stn exit 7 (Proseguire dritto fino a KB Bank e girare a sinistra)
c) Dall'aeroporto Limousine Bus n°6011 Fermata 5B/12A
www.beewonguesthouse.com/en/

CHANGDEOKGUNG Palace
Ingresso palazzo 3,000 ₩
Huwon tour (Secret garden) 5,000 ₩
Il giardino segreto si può visitare esclusivamente con un tour privato, perciò occorre controllare gli orari in cui i visitatori sono accompagnati da una guida che parla inglese. Per questa visita bisogna pagare anche il biglietto d'ingresso del Palazzo reale (tot 8,000 ₩).
www.cdg.go.kr/main/main.htm

INSADONG
Metro Line 3 Anguk Stn exit 6 (Dritto per 100 metri e poi sinistra)
Oppure Metro Line 1 Jonggak Stn (Dritto per 300 metri, sinistra, altri 100 metri, sinistra)
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giovedì 23 ottobre 2014

Jeonju - Cortili, angoli nascosti e ispirazioni.

Diario di viaggio in Corea
19 agosto 2014



Jeonju permette di immergersi completamente nella cultura e nella tradizione coreana.
Arrotolare il futon appena alzati, fare colazione seduti sui cuscini guardando attraverso le finestre la città che piano piano si sveglia, e poi sedersi in cortile dove qualcuno ha steso i panni ad asciugare. Sono gesti semplici che mi rendono partecipe di una quotidianità che sono grata di poter sperimentare.

Il mio posto preferito
Jeonju Hanok Village


Iniziamo la giornata con la vista di Jeonju dall'alto. Ci sono molti percorsi da fare nelle colline intorno alla città, più o meno impegnativi. Come ho già spiegato in Corea i templi sono spesso arroccati sulle montagne e si raggiungono percorrendo sentieri che a volte richiedono una buona preparazione fisica.
Questa mattina il tempo nuvoloso e il fango nelle strade sterrate non ci permettono di spingerci oltre, ma riusciamo comunque a goderci un bellissimo panorama.

I tetti di Jeonju
Jeonju Hanok Village

Per le strade silenziose si vede solo qualche abitante che passeggia. I turisti arriveranno più tardi a invadere i marciapiedi e le botteghe. Ne approfitto per dedicarmi alla fotografia e all'osservazione dei particolari.

Piccoli corsi d'acqua che decorano i marciapiedi del villaggio
Jeonju Hanok Village

Una rana a guardia del piccolo ponte
Jeonju Hanok Village

La visita al Santuario Gyeonggi ci regala una piacevole passeggiata in un cortile enorme e bellissimo, dove gli alberi e le piante hanno delle forme e dei colori così intensi e particolari da colpirmi molto di più del santuario stesso.
Il Santuario si sviluppa in diversi edifici tradizionali separati da mura e passaggi. Nel museo ci sono mostre permanenti e reperti storici, oltre al ritratto del re Tae-jo (il fondatore della dinastia Joseon).

Colori e riflessi di una natura spettacolare
Gyeonggijeon Shrine

Folti chiome di foglie d'acero
Gyeonggijeon Shrine

Contrasti: Alle spalle di Gyeonggijeon Shrine sorge la Cattedrale Jeondang
Gyeonggijeon Shrine e Cattedrale Jeondang

Il resto della mattinata lo passiamo perdendoci tra i vicoli delle abitazioni, sbirciando all'interno dei cortili per ammirarne le forme, le decorazioni, le piante. Una delle cose che amo di più dei coreani è la capacità di rendere tutto molto elegante e senza perdere la semplicità. Questa arte è evidente nel modo di disporre i piatti a tavola, ma si esprime anche nell'arredamento e nei giardini.

 Cortile #1 - Quando i vasi prendono vita
Jeonju Hanok Village

 Cortile #2 - Puffetta e le farfalle
Jeonju Hanok Village

Cortile #3 - L'eleganza naturale del legno
Jeonju Hanok Village

Cortile #4 - I gatti sono sempre l'elemento decorativo più bello
Jeonju Hanok Village

Cortile #5 - Il lusso di avere un albero in giardino
Jeonju Hanok Village

Cortile #6 - Vicinanza di tetti e corridoi in legno
Jeonju Hanok Village

Cortile #7 - Quando le dimensioni non contano
Jeonju Hanok Village

Cortile #8 - Lanterne accese, panni stesi, ciabatte in fila.

Anziché fare un vero e proprio pranzo oggi ci diamo al cibo da strada. Cercando di evitare i posti troppo affollati saltiamo da un negozio all'altro per provare i piatti che più ci ispirano.
Iniziamo con  degli ottimi ravioli di gamberi, proseguiamo con un panino al vapore ripieno e poi seguiamo il profumino irresistibile di carne alla griglia che ci porta dritti dritti al banchetto degli hot dog.

Insegne e delizie
Jeonju Hanok Village

Tutti al lavoro per l'hot dog perfetto

Nel pomeriggio visitiamo due zone di Jeonju molto diverse fra loro.

Nambu Market si sviluppa intorno a Pungam-mun Gate. Un reticolo di vie coperte piene di bancarelle, dall'abbigliamento al cibo, dai mobili alle piante. Proseguendo su Paldal Road troviamo Joongang Market. In questi mercati si entra in contatto con le abitudini delle persone, capita di fare incontri particolari, e si fanno buoni affari. Gran parte dei souvenir più belli arrivano da qui (oggi ho avuto occhio e fortuna).

Film Street è una via pedonale che fa parte di un quartiere commerciale pieno di negozi. Qui lo shopping è più classico e meno originale che al mercato, ma rispetto a Seoul i prezzi sono più bassi.
Nei giorni piovosi come oggi i centri commerciali cadono proprio a fagiolo.

Nambu Market: il mercato coperto, i prodotti essiccati e i vivai.
Jeonju Nambu Market

Stasera per cena ci allontaniamo dal tradizionale e scegliamo un locale popolato di giovani in Dongmun Art Street. Troviamo un posticino per due e ci gustiamo un bel piatto di carne con riso e insalata. Questa è la zona degli artisti ma anche dei club, e infatti ci sono tantissimi ragazzi in giro (ci sono anche diversi ostelli).

 Hamburger con formaggio e germogli, riso con semi di sesamo, insalata mista, kimchi e sottaceti.
Food in Jeonju


Il nostro viaggio è agli sgoccioli. Domani torniamo a Seoul, dove ci aspettano ancora delle sorprese.
Per ora mi godo la mia ultima notte a Jeonju, che è stata una piacevole scoperta.
Nel libro degli ospiti che ho trovato in camera lascio il segno del nostro passaggio, sperando che un giorno torneremo di nuovo in questa bellissima città.

Buio, lanterne accese, riflessi della pioggia. Atmosfere magiche.

Il mio contributo sul libro degli ospiti del nostro Hanok.



- continua -




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Info pratiche:

Gyeonggijeon Shrine
Taejo Road Jeonju
9 - 18 Ingresso 1,000 KRW
Dalla stazione ferroviaria: autobus 79 o 119
Da Express Bus Terminal: autobus 5-1 o 79
Scendere alla Cattedrale Jeondong (Hanok Village)

Cibo da strada
All'interno dell'Hanok Village Taejo Road e le vie limitrofe sono piene di botteghe e negozi artigianali che aprono intorno alle 10 del mttino. Ce ne sono alcuni in cui per tutto il giorno c'è sempre moltissima gente in coda, e probabilmente sono quelli segnalati dalle guide. Sono altrettanto buoni anche quelli vuoti (pare che la gente aspetti di vedere qualcuno per entrare, dove abbiamo mangiato i ravioli non c'era nessuno ma appena ci siamo seduti la bottega si è riempita).

Taejo Road termina in Paldal Street, il corso principale che porta nei quartieri di Jeonju che ho visitato oggi: Nambu Market, Joongang Market, Film Street e Dongmun Art Street.
Distano tra loro circa 15 minuti a piedi.
Nei numerosi info point sparsi per Jeonju potete trovare la cartina della città.

Per ulteriori informazioni su Jeonju o se volete prenotare un tour privato date un'occhiata qui e qui.
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