domenica 29 marzo 2015

Di premi ricevuti, premi assegnati, e comunicazioni

Interrompo il mio diario di viaggio in Vietnam per un'edizione straordinaria!

Ho ricevuto ben due premi e voglio ringraziare chi me li ha assegnati, grazie, grazie, grazie. In più ho qualcosina da dirvi, ma andiamo per ordine.


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Mi è stato assegnato il mitico
BOOMSTICK AWARD

A.H.W. mi ha assegnato il Boomstick Award, cazzutissimo premio per blogger giunto alla quarta edizione ideato da HELL di Book & Negative. Grazie!!
Il fatto che sia stata premiata per il secondo anno di fila è ulteriore motivo di soddisfazione (oltre ad essere uno stimolo per fare sempre meglio). Uh, come gongolo.


Ogni premio ha le sue regole. Ecco le regole del BOOMSTICK AWARD:
1) i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
2) i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
3) i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
4) è vietato riscrivere le regole. (Infatti io mi limitata a copiarle)


Con immenso piacere assegno il premio a:

Alligatore
perché da lui in palude c'è sempre un sacco di gente interessante, e poi lui è un grande.

Zio Scriba
perché raramente mi è capitato di trovarmi così in sintonia con qualcuno dopo poche ore. E poi perché sto per cominciare il suo romanzo e sono molto emozionata.

Clyo (La vita puzza) 
premio lei soprattutto perché credo di averla premiata ogni volta che ne ho avuto occasione (e ci sarà un motivo no?) e continuerò nei secoli dei secoli. Perché è BRAVISSIMA.

Nine hours of separation 
perché Silvia mi piace davvero tanto. E poi adesso che è impazzita per la fotografia mi piace ancora di più.

Prevalentemente Anime e Manga
perchè Acalia è il mio mito, la blogger più esperta e competente del suo campo. E poi le sue recensioni sono sempre fantastiche (specialmente quelle in cui stronca qualche serie tv!)

Stylebunny
perché Piperita Patty non è la solita fashion blogger con la puzza sotto il naso, anzi. Lei è una maga del riciclo, un pozzo di idee, e nel suo blog parla un po' di tutto.

perché la Poison è la Poison! E poi ormai è la mia enciclopedia del cinema.


Attenzione! Ricordatevi che il premio è stra-meritato, ma se non rispetterete le regole vi beccherete d’ufficio il celeberrimo Bitch Please Award.



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Secondo premio:
VERY INSPIRING BLOGGER AWARD

Sono stata nominata da Serena Chiarle per il Very Inspiring Blogger Award, che è un premio che viene dato da blogger ad altri blogger che li hanno ispirati, in un modo o nell'altro, e che ha l'obiettivo di riuscire a conoscere meglio la persona nascosta dietro la tastiera. Grazie!!

Le regole sono solo due:
- quando si viene nominati bisogna raccontare 7 fatti curiosi/inusuali/scemi/buffi/particolari della propria vita
- bisogna nominare a propria volta altri 15 blogger che in qualche modo ci hanno ispirati


Ecco qua il difficile, ovvero le 7 cose (buffe?) di me:

1) Sono una persona molto precisa, ma terribilmente scoordinata. Riesco a inciampare su un pavimento liscio, sbattere la testa ovunque e farmi male con niente.

2) Quando sono all'estero non riesco a spiccicare una parola di inglese, e quando riesco a pronunciare qualche frase nella lingua del Paese in cui i trovo mi vergogno come una ladra. La mia timidezza è evidenziata da un terribile colore rosso che mi colora la faccia in situazioni che per il 99% delle persone sono normali. Oltretutto quando mi emoziono balbetto un po'.

3) Parlo del mio gatto chiamandolo per nome, dando per scontato che tutti sappiano di chi sto parlando. Molti pensano che sia mio figlio, e in un certo senso è così.

4) Sono una frana negli accostamenti di colore quando mi vesto, per questo motivo sono quasi sempre in total black. I jaens sono la mia copertina di Linus.

5) A volte mi prende una ridarella incontrollabile, e riesco ad andare avanti per ore. Se poi dopo un po' mi torna in mente il motivo ricomincio a ridere come una scema.

6) Mi commuovo per qualsiasi cosa. Sono la classica persona che piange alle belle notizie, che piange quando nasce un bimbo, quando si sposa qualcuno, quando mia nipote fa il saggio di danza e quando mio nipote segna un goal. Maledetta, esagerata, sensibilità.

7) Parlo con le mie piante, tanto. Quando il mio pesco è fiorito mi sono commossa (vedi punto precedente) e gli ho fatto tanti complimenti. Forse non sono normale.


Bene, ora devo nominare i blog che mi hanno ispirato in passato e che mi ispirano tutt'ora.
Dovrei nominarne 15 e sono davvero tanti. Basterebbe dare un'occhiata al blogroll qui di fianco per capire chi mi piace. Devo però ammettere che l'ispirazione mi arriva spesso da alcuni blog con cui non interagisco mai. L'anno scorso ho premiato alcuni blog che mi hanno snobbata, ma io non demordo e li leggo ancora con lo stesso interesse. 

Detto questo mi limito a dare il premio a:


A casa di Simo, perché mi dà ogni volta lo stimolo a guardare le cose da un altro punto di vista, a interpretare ogni singolo evento della giornata con una risata.

Ero Lucy, perché ogni cosa che scrive è uno spunto per riflettere, e mi dà sempre l'ispirazione per scrivere quello che penso.

Moz, perché mi ha insegnato un modo nuovo di essere blogger, e la sua fantasia è contagiosa.

Acalia, perché ho preso ispirazione dal suo modo di costruire e sviluppare i post, anche se non sarò mai brava come lei. 

Enrico (il suo blog si chiama Soffia il vento dell'est) perché è una grandissima fonte di ispirazione per me, con i suoi viaggi in luoghi poco conosciuti e il suo modo di raccontarli.



Non sono 15, e so già che appena pubblicherò questo post mi mangerò le mani per non aver nominato qualcun'altro ma oggi va così.



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Ed ora, una piccola COMUNICAZIONE DI SERVIZIO.

Ho messo mano alla struttura del blog, cercando di migliorarlo e semplificarlo. Mi sono accorta che spesso arriva qui gente che ha bisogno di informazioni di viaggio ed era difficile avere un accesso immediato alle informazioni. Per questo ho modificato etichette, aggiornato post, ho creato un elenco più comprensibile (spero) e in sostanza sto ancora lavorando tanto.

Non so cos'ho combinato, ma sono riuscita a ripubblicare due post vecchi e adesso non riesco a rimetterli al loro posto (se qualcuno sa come risolvere la cosa mi faccia sapere).

Questo è anche il motivo per cui sono sparita dai vostri blog, ma tornerò presto.


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Un'ultima cosa, poi giuro che chiudo. Mi hanno intervistata su Radio Capital, il programma si chiama Capital in the world. Non mi sono ancora ascoltata, ero talmente emozionata che ricordo pochissimo di ciò che ho detto, quindi se proprio volete ascoltarla sappiate che è a vostro rischio e pericolo. 


Ancora grazie!


mercoledì 25 marzo 2015

Hué in un giorno

Diario di viaggio in Vietnam
Lunedì 9 febbraio




Un crisantemo sotto la pioggia
crisantemo


Dato che abbiamo solo un giorno per vedere Hué abbiamo deciso di aggregarci a un tour organizzato che prevede una giornata completa di visite. Iniziamo la nostra gita alla Cittadella, l'enorme fortezza che comprende diverse strutture al suo interno, compresa la Città Imperiale.
Questa mattina piove, ed è un vero peccato.
La maestosa entrata principale, i laghetti e i cortili che collegano i palazzi sono davvero bellissimi.


Città Imperiale di Huè (La cittadella)
Huè Cittadella

L'ingresso alla Città Imperiale
Huè Cittadella

Cortili interni e look da pioggia
Huè Cittadella


La nostra guida parla tanto, forse troppo. Io faccio come a scuola, fingo di essere attenta e poi con una scusa me la svigno. Capisco che ci siano dei tempi da rispettare, ma questo è un posto dove io resterei almeno un paio d'ore, anche perché è enorme. Allontanandosi dal cuore della Cittadella ci si addentra in palazzi e strutture in rovina, lunghi corridoi e resti di antichi teatri.
La visita prosegue in un museo che si trova all'interno di un'abitazione antica dove sono esposti oggetti storici e reperti.


Corridoi porticati con colonne vero i cortili interni e porte scorrevoli verso l'esterno
Huè Cittadella


Torniamo al nostro pulmino e ci dirigiamo verso la Pagoda Thien Mu, ma prima facciamo una sosta in una casa giardino (un'abitazione privata aperta al pubblico).
La Pagoda si trova in cima ad un promontorio, sul Fiume dei profumi, ed è dominata da una torre ottagonale a sette piani. Dietro il Tempio ci sono le residenze e i giardini dei monaci, e c'è anche l'Austin blu del monaco che nel '63 guidò fino a Saigon e si immolò per protestare contro il regime.


Interno della casa giardino
Casa giardino Hué

Casa giardino: l'esterno 
Casa giardino Hué

Fiori nel cortile della Pagoda Thien Mu
Pagoda Thien Mu

Pagoda Thien Mu
Pagoda Thien Mu


E' ora di pranzo, e ci portano in un ristorante dove il cibo supera le nostre aspettative (considerando che si tratta di un pasto a buffet incluso nella quota di iscrizione).

Pranzo a buffet
Ristorante Stop&go


Il pomeriggio è dedicato alla visita delle Tombe Reali. Sono piuttosto distanti e si trovano nella bellissima campagna a sud di Hué.

Ne visitiamo tre.

La prima è la tomba di Minh Mang, costruita nel 1840 (si trova a circa 12 km da Hué).
Nel cortile centrale ci sono statue di pietra di soldati, e oltrepassato il primo edificio si ha una splendida veduta d'insieme sul lago. Il ponte sul lago porta alla tomba di Minh Mang.

Di questa tomba ho apprezzato più l'inserimento nella natura che l'aspetto architettonico. L'eleganza del lago non avrebbe lo stesso valore se non ci fossero gli alberi e tutto quel verde a fare da cornice.
I fiori gialli (margherite e crisantemi) messi per il Têt (il capodanno vietnamita) danno una bella nota di colore.


Minh Mang

Minh Mang

Minh Mang

Minh Mang


La seconda tomba è quella di Khai Dinh, costruita tra il 1920 e il 1930 (si trova a circa 9 km da Hué).
Si tratta di una combinazione di stili architettonici europei e vietnamiti. L'ingresso presenta una scalinata con i draghi, oltre la quale si accede al primo cortile dove si trovano le statue delle guardie della tomba imperiale. Ancora qualche scalino e si entra nel Palazzo Thien Dinh, dove ci sono varie sale completamente ricoperte di mosaici colorati. In una di queste sale decorate si trova il sarcofago dell'imperatore Khai Dinh.

A differenza della prima, questa tomba mi entusiasma proprio per lo stile architettonico. In particolare i mosaici, che sono talmente colorati ed elaborati da risultare quasi pacchiani, mi lasciano a bocca aperta.

Khai Dinh

Khai Dinh

Khai Dinh

Terza e ultima tomba, quella di Tu Duc (si trova a 6 km da Hué).
Costruita inizialmente come residenza estiva dell'Imperatore (il Palazzo d'Estate), diventa tomba imperiale in seguito alla sua morte. Si trova in una cornice naturale splendida, tra frangipani, corsi d'acqua e un bellissimo lago.
L'area è molto vasta, e si divide tra la zona dei templi e quella delle tombe.

Secondo me questa è senza dubbio la più bella delle tre.

Tu Duc

Tu Duc


Riprendiamo la strada verso il fiume, ma ci fermiamo in un piccolo mercato in mezzo alla campagna per assistere alla creazione degli incensi. Ci fa da insegnante una simpatica signora che dopo averci mostrato come fare cerca qualche volontario per provare a mettere in pratica i suoi insegnamenti (ovviamente chi ci prova fallisce miseramente, come si dice "Sembra facile!").
Gli incensi, con tutti quei colori accesi, sono bellissimi.

Confezionatrice di incensi

Incensi


Il pulmino ci porta in riva al fiume dove troviamo luna pacchianissima barca a forma di drago d'oro che ci riporta a Hué. Una piccola e piacevole crociera sul fiume dei profumi, che è così largo che sembra il mare.
Fortunatamente il tempo è migliorato, e riusciamo a vedere addirittura un accenno di tramonto.


Una barchetta poco appariscente
Barca a forma di drago


L'attracco delle barche è molto vicino al nostro hotel, ma prima di rientrare ci fermiamo a prendere un Banh Mi (che paghiamo pochissimo, solo 10.000 dong) e un caffè (che invece paghiamo uno sproposito).

Stasera per cena andiamo da Banana Mango (i nomi dei ristoranti a Hué sono troppo forti!), un locale spartano ma accogliente, dove mangio un buonissimo Pho Bo (ormai sono zuppa-dipendente).
Facciamo un giretto nella via dei pub, dove c'è un bel movimento, ma siamo troppo stanchi per fare serata.

E' stata davvero una bellissima giornata.


Buonissima cena vietnamita
Pho Bo

I locali di Hué 
Hué by night



- continua  - 




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Info pratiche:

Tour completo di Hué acquistato in albergo.
Costo: 12 $ a testa che comprende il trasporto in autobus, il pranzo (Ristorante Stop&go, 25 Tran Cao Van, Hué) e la crociera sul fiume.
Gli ingressi sono da pagare a parte: la Cittadella (105.000 dong) e le Tombe Reali (80.000 dong l'una).
Durata complessiva della gita 9 ore.

Cena: Banana Mango
122 Le Loi, Phuong Phu Hoi, Hué
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sabato 21 marzo 2015

Da Hanoi a Hué

Diario di viaggio in Vietnam
Domenica 8 febbraio



Il nostro soggiorno a Hanoi si sta per concludere. Questi giorni sono volati e mi dispiace andare via, ma nello stesso tempo sono impaziente di conoscere altri luoghi.
Abbiamo ancora tutta la mattinata per goderci ancora un po' questa città che mi ha davvero conquistata. Non so dire con esattezza cos'è che ho amato così tanto, a volte ci sono sensazioni impossibili da descrivere. 

Rami con fiori di pruno
Hanoi

I simboli del capodanno in Vietnam: i fiori di pruno e i crisantemi gialli
Hanoi


Aria di festa anche nelle vetrine


In una decina di minuti dal nostro albergo si arriva al lago Hoan Kiem.
Non c'è molta gente, qualche turista, qualche anziano che fa ginnastica, qualche coppietta. 
Ci sono fiori dappertutto, che riempiono di colore questa giornata grigia.


Esplosione di colori che spiccano in questa giornata grigia
Hanoi  Lago Hoan Kiem
Hanoi Lago Hoan Kiem
Hanoi Lago Hoan Kiem

La pagoda Thap Rua nel lago Hoan Kiem
Hanoi Lago Hoan Kiem


Proseguiamo nella zona dell'ex quartiere francese, dove il Teatro dell'Opera, gli alberghi storici e i palazzi ci riportano in Europa. Passando vicino ad un parco sentiamo suonare una banda e mi intrufolo a curiosare: sono una trentina di bambini che stanno facendo le prove per il concerto di Capodanno! Qualcuno stona un po' ma sono davvero tutti bravissimi, considerato l'imbarazzo per la mia presenza (e la mia macchina fotografica in modalità video).

Teatro dell'Opera
Hanoi Teatro de l'Opera

Case dall'aspetto parigino
Hanoi ex quartiere francese

Tornando indietro passiamo ancora davanti ai negozi della città vecchia, dove comprerei davvero di tutto.
Facciamo una sosta in un baruccio, dove mangiamo un buon bánh mì (panino) con una bella bia hơi (birra alla spina), e poi torniamo in albergo a prendere le valigie. Oggi si parte.


Uno dei souvenir più gettonati in Vietnam: il caffè.
Hanoi


C'è un po' di traffico e ci mettiamo quasi tre quarti d'ora per arrivare all'aeroporto di Hanoi in taxi. Sta per iniziare il periodo di festa di Vietnam, e molta gente si mette in viaggio per raggiungere la famiglia, quindi c'è un po' di caos al check-in.

Dall'aereo vedo ben poco, le nuvole ci accompagnano per tutto il (breve) volo, e quando atterriamo a Hué troviamo un po' di pioggia e un clima che continua ad essere freddino. Ma in Vietnam non faceva caldo tutto l'anno?

Il tragitto dall'aeroporto di Hué al nostro albergo ci mostra un panorama completamente diverso rispetto a quello che abbiamo visto al nord. Siamo avvolti dal verde della natura, e ci sono tantissime palme. Appena imbocchiamo la via principale che porta in città resto colpita da tutte le piccole botteghe, ma soprattutto dalla quantità di animali che scorrazzano a bordo strada. Addirittura un gruppetto di mucche che trotta in libertà sul marciapiede, una cosa davvero stranissima.

Giusto il tempo di lasciare le valigie in camera e scendiamo a mangiare vicino all'hotel (oggi abbiamo saltato il pranzo). Il posto è più che spartano, la cucina è sul marciapiede, e i tavoli bassi, con sgabellini minuscoli, sono all'interno di un negozio spoglio dove c'è una tv accesa.
Devo dire che questi posti regalano sempre bellissime sorprese, e infatti mangio la zuppa più buona del mondo. Il brodo è qualcosa di fantastico, e con questa aria invernale è davvero quel che ci vuole. 


Un carretto dove appoggiare le cose, un fornelletto e qualche pentola. La cucina è pronta.
Hué

Ecco il Pho: zuppa di spaghetti vietnamita con carne. 
I germogli e le foglie verdi sono servite a parte e aggiunte a piacimento.
Pho

Sarà il tempo, che non invoglia a uscire, ma ho l'impressione che in giro ci sia poca gente. Sul lungofiume tira un vento gelido che ci fa preferire le vie più interne, e dopo un po' viene voglia di entrare in un bar a prendere un caffè caldo (a dire la verità, il caffè più cattivo della storia. Forse era meglio una birretta).

Il parco vicino al fiume
Hué

Palme e motorini
Hué

Perfume River
Hué

Il ponte illuminato e un tramonto un po' grigio
Hué


Si fa buio e le vie iniziano ad animarsi. Vicino al nostro albergo ci sono diversi ostelli, pub e locali per stranieri. Proviamo a guardarci intorno in cerca di un ristorante che ci ispiri per stasera, ma non riesco a decidermi. Sembra tutto così turistico, che quasi quasi tornerei a farmi un'altra zuppa.

Alla fine faccio una cosa che non faccio mai (e ci sarà un motivo): cerco su TripAdvisor. Non ho niente contro TA, anzi, sono la prima a scrivere recensioni, ma è evidente che i miei gusti sono completamente diversi rispetto al 99% di chi scrive.
Comunque, convinti dalle critiche entusiaste decidiamo di andare da I confetti. Niente di strano sul nome, in questa zona super turistica sono tutti così. Il ristorante è molto carino, ci sono addirittura i tovaglioli di stoffa (una cosa abbastanza rara in Vietnam). Il menu non mi convince più di tanto ma vado sul sicuro con un piatto facile facile: calamari e patatine fritte. Come si fa a sbagliare un piatto così? Beh, magari usando lo stesso olio per friggere per diversi giorni (mesi??) Vi dico solo questo: terribile.
A Lore non va meglio, dato che lo vedo benissimo che si sta sforzando a buttare giù il suo riso.
L'antipasto non era male, ma resta una scelta infelice. Peccato.

Non fatevi ingannare dalle foto, i calamari e le patatine non arrivano alla sufficienza.
E vogliamo parlare di quel riso?
I confetti Hué

E' stata una giornata intensa, siamo stanchi e non abbiamo voglia di andare ancora in giro.

La nostra stanza è davvero bella, ma caspita che freddo! Almeno ad Hanoi c'era il riscaldamento, qui evidentemente fa freddo per così pochi giorni all'anno che non è necessario (e quei giorni li abbiamo beccati noi!). Stanotte sarà meglio arrotolarci per bene nel piumone...



- continua -




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Info pratiche:

Volo Hanoi-Hué
70 minuti - Vietnam Airlines

Than Thien Friendly Hotel
10 Nguyen Cong Tru Street, Hué 84054, Vietnam
Camera spaziosa, angolo salottino e ampio bagno. Personale super gentile e colazione abbondante.

Cena: Ristorante I confetti
01 Chu Van An Street, Hué 054, Vietnam
Locale molto carino, forse abbiamo trovato una serata storta.
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giovedì 19 marzo 2015

Halong Bay

Diario di viaggio in Vietnam
Sabato 7 febbraio


Cominciamo bene la giornata con una colazione leggera leggera
(da quando sono in Vietnam non posso fare a meno delle uova al mattino)
Rising Dragon Hotel Hanoi

Il pulmino passa a prenderci intorno alle 8 e 30, ma ci vuole ancora una buona mezz'ora per finire il giro dei diversi hotel per caricare il resto dei partecipanti. Lasciamo Hanoi sotto una fitta pioggerellina, ma per fortuna smette appena ci allontaniamo un po'.

La strada per arrivare nella Baia di Halong è lunga e il nostro autista alterna momenti di guida tranquilla (rispettando abbastanza i limiti di velocità) a momenti di follia (per esempio cercando di superare un camion in contromano mentre ne arriva un altro in senso opposto). Ogni tanto incontriamo qualche paesino, fatto di poche case e qualche bottega.


Siamo un gruppo di persone provenienti da ogni parte del mondo. Ci sono due tedeschi, un inglese, due francesi, alcune ragazze coreane, malesi e indonesiane. Noi siamo gli unici italiani.


Arrivando ad Halong
Halong

In tutto ci mettiamo quasi cinque ore, compresa la sosta all'autogrill con passaggio obbligato tra i negozi di souvenir.

Ci imbarchiamo sulla nostra nave e troviamo i tavoli da 6 posti già apparecchiati. Siccome noi siamo in quattro la guida fa in modo di sistemare le persone per non dividerci, e questo crea il primo malumore del ragazzo inglese (lo chiameremo RugnaBoy), che vuole sapere se ci sarà la stessa quantità di cibo nei tavoli in cui siedono 5 o 6 persone rispetto a noi che siamo solo in 4.
Ussignur!
Mangiamo abbastanza bene, e nel frattempo abbiamo iniziato ad avvicinarci alla Baia.


Le portate del pranzo sulla barca
Pranzo sulla barca - Halong Bay


Al tavolo di RugnaBoy scoppia un'altra questione. Ha preso una lattina, ma pensava che fosse inclusa nel prezzo e si rifiuta di pagarla (anche perché non si è portato nemmeno un soldo). In una situazione normale chiunque si sarebbe offerto di pagare per lui, ma visto il suo atteggiamento ostile e assolutamente fuori luogo nessuno ha mostrato l'intenzione di dargli una mano.

Non so come sia andata a finire, anche perché ho iniziato a vedere qualche picco nell'acqua e sono corsa fuori a godermi la vista. Che spettacolo!


L'ingresso nella Baia di Halong, tra i picchi carsici che spuntano dall'acqua.
Halong Bay

Halong Bay


Non so se le foto rendono l'idea, ma questo è davvero uno dei posti più belli del mondo. E' bellissimo anche se non c'è il sole, anzi. La nebbiolina che sfoca i pinnacoli più distanti aggiunge magia al posto, che sembra uscito da un dipinto. Sono felice anche perché siamo relativamente in pochi, e l'atmosfera è quasi intatta.

Scendiamo su una piattaforma di legno dove sono ormeggiate le barche di bambù. Saliamo a gruppetti, i più sportivi scelgono la canoa (io e Lore ci abbiamo provato una volta e abbiamo scoperto di essere negati) e iniziamo a muoverci piano, attraverso passaggi, grotte e un paesaggio mozzafiato.

I francesi e le coreane se la cavano benissimo in canoa.
RugnaBoy si è aggregato ai tedeschi, ma ormai è evidente che lo stiamo evitando un po' tutti.

Noi ci facciamo portare dal nostro barcaiolo, che si diverte a farci anche un paio di foto. Mi piange il cuore a vedere qualche bottiglia d'acqua galleggiare in questo paradiso, ma in generale è tutto perfetto.
Avete presente quando siete in un posto e vi sembra di esserci già stati? Ecco, io invece ho la sensazione inversa, e per qualche motivo sento che ci verrò di nuovo.


Le barche di legno
Halong Bay

Un passaggio
Halong Bay

Halong Bay

Riflessi sull'acqua e picchi carsici che sembrano dipinti.
Halong Bay

Halong Bay

Halong Bay


La nostra barca
Halong Bay

Halong Bay


Risaliamo a bordo della nostra nave e ci dirigiamo verso Dau Go, dove si trovano le grotte: Hang Thien Cung (Grotta del palazzo celeste) e Haung Dau Go (Grotta delle meraviglie).

Le grotte sono collegate tra loro attraverso passaggi pieni di stalattiti e stalagmiti, illuminate da luci colorate che esaltano le forme e le altezze (e danno quel tocco di pacchiano che non manca mai).
Il percorso è piuttosto lungo, infatti la barca ci lascia in una spiaggia e ci viene a riprendere in un'altra, al termine della visita.

Appena si esce dalla grotta il panorama è spettacolare. La luce sta iniziando a diminuire e i colori si stanno quasi impastando: adesso Halong Bay sembra un acquerello.


Haung Dau Go
Haung Dau Go

Haung Dau GoHaung Dau Go


La nostra gita è finita, la barca ci riporta al molo di Halong. Ci aspettano altre quattro o cinque ore di pullman. Arriviamo a Hanoi che è sera e piove. Pare che siamo stati fortunati, ad Halong non è caduta neanche una goccia.

Visto che il tempo è brutto bisogna cenare al chiuso. Scegliamo una sala alla giapponese al secondo piano di un ristorante dove siamo già stati. L'ambiente è caldo e sulla terrazza ci sono le decorazioni natalizie. Mi sembra un po' strano pensare che festeggeremo di nuovo il capodanno, considerando che siamo a febbraio. Però è così divertente!


La sala giapponese diHigway4


Cena a base di carne e verdure
Highway 4 Hanoi



- continua -



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Info pratiche:

Halong Bay
Da Hanoi il modo più semplice per raggiungere Halong bay è affidarsi ad un tour dell'albergo. Facendo i conti ad andare da soli non si risparmia più di tanto, e secondo me non ne vale la pena.
Il nostro hotel ci ha proposto tre tipi di tour, e noi abbiamo scelto la via di mezzo tra quello "spartano" e quello "di lusso". Nel nostro tour era compreso il pullman a/r da Halong, bottiglia d'acqua, crociera in barca con pranzo (con bevande escluse), giro in barca di bambù (o a scelta giro in kayak) e visita alle grotte, per 45 $ a persona.


Cena: Higway 4
25 Bat Su, Hoan Kiem District, Hanoi
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