mercoledì 21 gennaio 2015

Cronaca anticipata di una folle giornata

Mancano pochissimi giorni ed è ormai quasi tutto deciso, quindi posso raccontarvi qualcosa in più sul mio matrimonio senza correre il rischio di spoilerare. Sì perché se da una parte ho scelto una festa estremamente minimal (cerimonia in comune, pranzo con pochissimi invitati, nessun fronzolo), dall'altra ho voluto rispettare almeno una tradizione. Non mostrare l'abito allo sposo (e viceversa).

Che sembra facile. Considerate che abitiamo in 45 mq e condividiamo un armadio stracolmo di roba in cui le nostre cose sono mescolate. Quindi nascondere due abiti, con relativi cappotti, scarpe e accessori non è per niente semplice. Ma direi che ce l'abbiamo fatta.

Per il mio vestito mi sono ispirata agli hanbok, i vestiti tradizionali coreani. Ho scelto un abito col corpetto nero ricoperto di perline e una gonna lunga di chiffon rosa chiaro, su cui abbino un bolerino nero con le maniche a tre quarti.

Gennaio è iniziato con un tempo assurdo, un giorno fa freddissimo e quello dopo ci sono 25°.
Quindi, se l'idea iniziale era di completare l'abito con un pellicciotto (ecologico) allacciato stretto in vita, ho dovuto rivedere il tutto e optare per un'alternativa più leggera. Ho scelto un cappottino con le maniche a tre quarti, taglio mantellina, che alla fine resta più fedele all'ispirazione coreana.
A completare, i guanti neri lunghi e le scarpe a punta con un tacco a spillo pauroso.

Dato che non posso mostrare l'abito, dovete accontentarvi degli schizzi (e avere un po' di fantasia).
Versione cappottino o pellicciotto? Il meteo avrà un ruolo cruciale sulla scelta.

 

Per smorzare un po' l'effetto principessa (che non è esattamente il mio stile) voglio capelli meno bon-ton e molto più rock, vedremo cosa si inventerà la mia parrucchiera. Li ho fatti crescere per due anni in attesa di questo giorno.

Alla faccia del minimal, avrò anche la mia make-up artist! Se il suocero è un mito, la cognata è un'artista (non ci facciamo mancare niente in famiglia). Anche se la sua specializzazione è il trucco di scena, con protesi ed effetti speciali (andate a vedere i suoi zombie) è bravissima anche nel cosiddetto "trucco classico".

Ho ceduto ad un'altra tradizione, i confetti. Mi sembrava brutto non lasciare agli invitati neanche un piccolo pensiero per ricordare questa giornata.
L'ho pensata ovviamente a modo mio, e il tema che ho scelto riguarda i Peanuts.

Confezionate a mano una per una, le bomboniere sono delle semplici scatoline porta confetti, con un bigliettino speciale. Ho messo Lucy e Schroeder in copertina con i nostri nomi (e più piccoli, nel retro, con la data). All'interno ogni bigliettino ha un striscia diversa, che descrive e racconta in maniera ironica la nostra storia e il nostro matrimonio.

Ho consultato tutti i libri dei Peanuts che ho a casa, ho scelto le strisce secondo me più adatte, le ho scannerizzate, ritoccate, impaginate e stampate. Un lavoraccio, però divertente. Io li trovo perfetti per noi e per l'occasione (come la vignetta qui sotto, per esempio).



Il menu del pranzo lo ho ha studiato Lore, che in seguito lo ha proposto e discusso con lo chef del ristorante. Per la location (termine orrido, sto guardando troppa tv) niente posti in mezzo la campagna a otto milioni di chilometri da casa, che saranno anche belli ma ci metti un'eternità ad arrivare e poi è sempre una gioia al ritorno, quando hai perso il conto di quanti bicchieri ti sei bevuto.
Ho quindi scelto un ristorante in città, all'interno di una ex fabbrica. Bruttino fuori, bellissimo dentro. Che poi l'importante è la compagnia e il buon cibo, no?


In stile programma di viaggio, nel pomeriggio si prevede una sosta. Per almeno un paio d'ore gli sposi fuggiranno a casa (a cinque minuti dal ristorante) per ripigliarsi e gli invitati sono liberi di slacciarsi le cravatte e scendere dai tacchi: ci prepariamo per il festone serale.


La sera dunque si cambia registro, abbandono i panni della brava e composta ragazza neo-sposa e mi lancio in pista con un abitino tempestato di paillettes con una mini che più mini non si può. Esageriamo! (Se i miei piedi reggono ancora, salirò su un altro paio di tacchi spaventosi).




Dopo una nottata di bagordi abbiamo solo un giorno per riprenderci e chiudere le valigie.
Il Vietnam ci aspetta.

Non sono particolarmente agitata, ma sono tre settimane che non dormo. Mi metto giù che ho sonno e poi inizio a pensare a segnaposti, documenti, che calze mi metto, e se nevica e se faccio tardi... e di dormire non se ne parla. Guardo l'orologio e mi spavento: riesco ad andare avanti così fino alle 6 di mattina.

Consigli per riuscire a dormire?
Qualche rimedio della nonna per le occhiaie?

venerdì 9 gennaio 2015

Organizzando il viaggio in Vietnam

Rispetto ai miei standard, devo ammettere che fin'ora ho dedicato pochissimo tempo alla creazione del mio viaggio in Vietnam. Questo per vari motivi, tra cui il fatto che organizzare un matrimonio, anche di quelli semplici e con pochissimi invitati come il mio, porta via tempo e energie. Ma la vera spiegazione è più semplice: ho qualcuno che sta lavorando per me.

Mio suocero [1] si trova in Vietnam quasi in pianta stabile da un paio di anni, e ormai è un esperto. Io ho solo espresso qualche desiderio, indicato qualche località che vorrei visitare e lui ha stilato l'itinerario perfetto. Si sta anche occupando di voli interni, alberghi, prenotazioni. Insomma, una pacchia.

Le mie ricerche si sono concentrate soprattutto sul volo. La fortuna di viaggiare in inverno è d'aiuto nel trovare tariffe vantaggiose, anche se una volta lì ci troveremo in piena stagione delle feste vietnamite: capitiamo infatti giusto giusto per il Tết, la festa del Nuovo Anno.

Avevo scovato un paio di buone tariffe, ma i transiti non mi convincevano. Con Turkish avremmo dovuto stare fermi a Istanbul un'eternità (già fatto, preferirei non ripetere l'esperienza), mentre con Alitalia/Etihad saremmo dovuti passare da Fiumicino. Non ho niente contro Fiumicino, ma Torino-Roma, cambio (1h 50m), Roma-Abu Dhabi, cambio (1h 50m), Abu Dhabi-Saigon mi sembra alquanto improbabile. E non per la durata complessiva, che tutto sommato era buona, quanto per i cambi - ben tre - in tempi ristretti. 
Nove su dieci in così poco tempo ti perdi la coincidenza o come minimo la valigia.

Alla fine, testona come sono, sono riuscita a trovare l'offerta che volevo. Sì, ho dovuto convincere Lore a partire da Malpensa anziché Torino, ma alla fine ho vinto io.
Voleremo finalmente con Emirates. Milano-Dubai, Dubai-Saigon. Sette ore a tratta con sole tre ore a Dubai per il cambio, sia in andata che al ritorno. Non poteva andarci meglio. [2]

L'itinerario tocca le località del Vietnam da nord a sud, prenderemo alcuni voli interni e alloggeremo in alberghi che confrontati ai nostri standard di viaggio posso considerare di lusso.
A Saigon resteremo qualche giorno, per ambientarci e smaltire il fuso orario. Poi voleremo ad Hanoi, dove faremo tappa ad Halong Bay. Picchi carsici simili a quelli di Halong li ho visti nel sud della Cina, d'altra parte geograficamente sono molto vicini. La particolarità di quelli vietnamiti però è che spuntano dall'acqua, quindi si visitano in barca.
Andremo a Hoi An, città tradizionale dove conto di farmi fare un abito di seta su misura, e visiteremo in giornata Da Nang e My Son, due località pazzesche. Staremo qualche giorno a Hue e poi voleremo a Nha Trang, dove ci godremo un po' di mare come ogni viaggio di nozze che si rispetti, e festeggeremo il Capodanno. 
Chiudiamo il cerchio tornando a Saigon, da cui ripartiremo per tornare a casa.


Per quanto riguarda il visto, mio suocero mi ha mandato l'invito di un'agenzia locale e pagheremo $45 a testa all'arrivo, in contanti (ci vogliono anche due foto). Questo significa che dobbiamo cambiare un po' di dollari. La moneta locale invece la cambieremo una volta lì, oppure preleveremo. 
Per il visto, chi non ha il contatto in loco come me può farne richiesta tramite internet [3], di agenzie affidabili ce ne sono diverse e sono segnalate sulle principali guide turistiche (ho preso la Lonely Planet, anche se mi ha stufata). [4]


Volando diverse ore sarà necessario partire il più leggeri possibile, anche se Emirates ci mette a disposizione ben 30 kg a testa per il bagaglio. Devo anche considerare che qui farà freddo, mentre lì è probabile che farò il bagno perciò dovrò studiarmi molto bene tutti gli strati necessari a comporre la cipolla perfetta. Tra l'altro, sarà bene preparare la valigia con qualche giorno di anticipo, dato che lavoro fino alla sera prima di sposarmi e parto il giorno successivo alle nozze.


Come sempre, se avete consigli, sono i benvenuti. Posti da vedere, film da guardare, libri da leggere. Mi sono forse svegliata un po' tardi ma ho ancora un po' di tempo da sfruttare prima della partenza.
Grazie in anticipo.





NOTE:

[1] Provo una profonda ammirazione per mio suocero, viaggiatore doc. Qualche anno fa ha deciso di partire per l'Europa, ha fatto Francia, Spagna, Portogallo, ancora Spagna e poi Francia. Da solo. In moto.
E' rientrato giusto in tempo per salutarci, noi stavamo partendo per il nostro primo viaggio in Cina, lui pensava già a ripartire. Dopo aver girato in lungo e in largo l'Indocina ha deciso di fermarsi in Vietnam, ed è per questo che per il nostro viaggio di nozze la destinzione è stata abbastanza scontata.

[2] Per chi non è abituato a voli lunghi può sembrare un'eternità ma sia il volo Milano-Dubai che il Dubai-Saigon dura "solo" sette ore. Sette + sette con sosta di tre ore è davvero un lusso, peccato solo dover andare fino a Malpensa (due ore di autobus da Torino, alla modica cifra di € 22 per tratta a persona).

[3] Per i dettagli ci sono gli ottimi consigli dei blog di viaggio, che raccomando di consultare (altrimenti cosa scriviamo a fare?). Vi segnalo il Vietnam della Poison: Ricapitolando. Vietnam fai da te e quello di Enrico: Vietnam. Istruzioni per l'uso. Se siete interessati ci sono anche i diari di viaggio, basta spulciare un po'. Ho trovato molto ben fatto quello di Via che si va.

[4] Ultimamente trovo che la Lonely Planet sia impersonale e banale. Spesso ho la sensazione che i luoghi recensiti siano sempre gli stessi, che tutte le guide frequentino gli stessi hotel e ristoranti, e in generale le informazioni migliori si trovano sui siti degli Enti Turistici ufficiali.
Preferisco di gran lunga le guide fotografiche.


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Una doverosa precisazione. Mentre scrivevo questo post mi sono resa conto che stava diventando eccessivamente lungo e dispersivo, allora ho pensato di utilizzare le note, come fa sempre in maniera molto intelligente Acalia di Prevalentemente Anime e Manga. Non mi piace scopiazzare, ma per quanto riguarda lo stile cerco sempre di imparare da chi è più brava di me (e lei è bravissima).
Già che ci sono, ringrazio anche Ernesto di Idee per Computer ed Internet da cui provengono quasi tutti i gadget e le migliorie che sono riuscita ad apportare al mio blog.
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giovedì 1 gennaio 2015

Bilanci e progetti per il 2015

Ricapitolando.
Il 2014 è iniziato con la lista dei viaggi dei miei desideri, cinque mete da sogno che prima o poi raggiungerò. Poi vi ho parlato delle mie piante, di cui sono molto orgogliosa, e ho disegnato parecchio. 
A maggio ho festeggiato il compleanno ad Amsterdam, città di cui mi sono completamente innamorata. 
Sono stata un pochino polemica (e ironica), stilando la lista dei viaggiatori che non sopporto, e facendomi qualche domanda su Seoul.
Ho fatto un viaggetto in Toscana e poi sono partita per la Corea.
Ho chiuso l'anno con una bella notizia, che è stato uno dei post più commentati.


Progetti per l'anno nuovo.
Il 2015 è iniziato col botto. Nonostante stia lavorando tantissimo (sotto le feste la gente affolla i cinema) sono felice perché la situazione lavorativa in generale sembra migliorare.

A breve ci sarà il gran giorno (quello di cui ho accennato nella bella notizia) e subito dopo partirò per un viaggio che sogno di fare da tempo. Destinazione Vietnam.

A maggio compio ben 40 anni, aiuto! Nonostante mi senta ancora una ragazzina è un traguardo importante, che mi piacerebbe festeggiare in qualche città europea.

E poi ci sarà l'estate, a cui non ho ancora pensato.

Spero che la mia solita positività, l'ottimismo e l'entusiasmo mi accompagnino per tutto l'anno. 
Vorrei dare sfogo alla mia creatività in tutto ciò che amo, dai viaggi al giardinaggio. 
Per Natale ho ricevuto una penna per tablet, con cui mi sto divertendo tantissimo a disegnare utilizzando tecniche per me nuove. Qui sotto c'è uno dei miei primi schizzi, non è un capolavoro ma col tempo spero di migliorare.

Concludo con un piccolo proposito per questo blog, che spero di far crescere ancora. E un ringraziamento per voi che avete la pazienza di leggermi e di lasciarmi i vostri preziosi commenti.

Buon anno a tutti.




lunedì 22 dicembre 2014

Curiosità coreane #5 Il gatto va sempre di moda

Concludo il ciclo delle mie curiosità coreane con un grande classico. Lo sanno tutti che ho un debole per i gatti (e dal titolo del mio blog suppongo che lo immagini anche chi non mi conosce), e quando viaggio spero sempre di incontrarne qualcuno.

goyangi
Incontri gatteschi in Corea

In Corea, come in Giappone, esistono i neko cafe (qui la mia esperienza a Tokyo). Solo che si chiamano goyangi dabang, che significa sempre cat cafe, ma in coreano.
Le dimensioni ridotte degli appartamenti permettono a poche persone il lusso di tenere un animale in casa. 
In questi posti si può dare libero sfogo al proprio istinto di mamma-gatto e papà-gatto e coccolare dei micetti teneri, docili e molto educati. (Il mio GattoSandro non avrebbe superato neanche il test preliminare d'ingresso, per dire).
Come potete vedere dalla foto spesso i cat cafè assomigliano a giganteschi asili per gatti, dove la zona ristoro si trova generalmente in un piccolo angoletto di un'immensa sala giochi felina. E quando il locale non è abbastanza visibile ci pensano le insegne gattose oppure i simpatici uomini-sandwich.

Nelle due foto sotto abbiamo un cat-boy, con orecchie a punta, coda e calzini a righe (si è nascosto dietro il cartello, perdonatemi) e una dog-girl, decisamente più simpatica, che si è messa in posa (ma la signora ci ha rovinato lo scatto).

korean cat cafe

I gatti spopolano e sono in assoluto i più amati, ma anche i cagnolini hanno i loro sostenitori. Un dog cafe popolare a Seoul è Bau House, dove l'ingresso è gratuito con consumazione obbligatoria. Su tripdvisor si trova addirittura al 15° posto in classifica sui migliori ristoranti di Seoul, anche se definirlo ristorante mi sembra un po' eccessivo. (D'altra parte se cercate i migliori ristoranti a Torino tra i primi posti troverete una gelateria perciò prendiamolo per buono.)

Se volete leggere un bell'articolo su Bau House vi consiglio di dare un'occhiata qui. Si tratta di un bellissimo blog da cui ho preso in prestito questa foto.

Bau House

Non mi risultano altri tipi di "animal cafe" a tema in Corea. In Giappone invece, oltre ai gatti e ai cani, troviamo anche locali dedicati a: volatili, caprette, iguane, e conigli.
Questi luoghi mi lasciano abbastanza perplessa, ma se avessi la possibilità mi piacerebbe andare qui.



Ne approfitto per dare la parola a GattoSandro, che ci tiene a farvi gli auguri.
gattosandro

sabato 20 dicembre 2014

Curiosità coreane #4 L'arte delle piccole cose

Penso che per vedere cose belle non si debba per forza andare in un museo. Certe volte basta avere la pazienza di guardarsi intorno e cercare. Guardare con l'occhio giusto.


  • Tanti piccoli modi di fare arte.

Comincio con due piccole mostre - nel senso che i lavori esposti misurano circa 8x8 cm - che ho trovato all'interno del municipio di Seoul. 
Nelle foto a sinistra i piccoli dipinti raffigurano gli antichi ingressi delle abitazioni tradizionali. Niente di particolare, se non fosse per la minuziosa cura dei dettagli e l'uso del colore. 
Nelle foto a destra i disegni sono fatti con gli smartphone e i tablet, e fanno parte di un progetto per ampliare il concetto di fare arte utilizzando la tecnologia. 

piccola arte



  • Arte per la strada

A camminare per Seoul certe volte si ha la sensazione di stare dentro ad una gigantesca illustrazione.
Locandine fumettose alle fermate degli autobus, istruzioni a fumetti (nella foto viene spiegato come si fa il moju), figure coreane in abiti tradizionali. A Bukchon Hanok Village lungo tutto il percorso le due mascotte accompagnano i turisti invitandoli a rispettare la quiete degli abitanti e la pulizia del quartiere.
E poi mi sono trovata vicino ad un ristorante e dietro una ventola dell'aria condizionata e un sacco di scatole vecchie di latta sono incappata in una strana Gioconda coreana.

Corea


  • L'arte sulle vetrine

Posto che ho adorato praticamente tutte le insegne dei negozi, le vetrine meritano davvero un capitolo a parte. Non so voi, ma per me le vetrine dipinte evocano ricordi di pomeriggi al freddo per racimolare qualche soldo disegnando un Babbo Natale, una slitta, un messaggio di auguri. Roba che nessuno (o quasi) fa più. Per quanto ce la mettessi tutta, tra le mani ghiacciate e la voglia di fare presto, non è che mi uscissero delle opere d'arte.
Forse è per questo che davanti a certe meraviglie sono rimasta a bocca aperta.

Partiamo dalla prima foto, che mi lascia abbastanza senza parole. In questo ristorante è come entrare in un - bellissimo - fumetto, mi viene fame solo a guardare quei piatti. Urlerei quasi al capolavoro.

Subito sotto ci sono una serie di personaggi che con pochi tratti e uno stile tra il buffo e l'ambiguo descrivono il prodotto venduto all'interno del negozio:
- dolcetti al cioccolato (il gatto angioletto ingozza di dolcetti la bignola al cioccolato che poi sviene, così il gatto le dorme in testa, il che fa tanto cannibale ma chi ha interpretazioni più sensate mi faccia sapere)
- carne alla griglia (nell'insegna la maialina ammiccante e un po' osé invita ad assaggiarle le cosce)
- sandwich (il toast farcito più carino della storia invita a provare i suoi ingredienti naturali)
- prodotti energetici (il ginseng coreano forzuto e tonico ti incita a prenderti cura del tuo corpo)
- cibo piccante (il peperoncino svenuto ai piedi del tempio della piccantezza ti avverte che qui si gioca pesante)

Chiudo la carrellata con la vetrina di una libreria ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie che vince il primo premio per bellezza e originalità.
Negozi coreaniNegozi coreani


  • Non so se è arte ma mi piace

Concludo con alcune cose che non saprei se definire arte, stupidate, o robe geniali. Quelle cose che si vive anche senza, ma che sembra che se ne stiano nascoste apposta per essere scoperte dall'occhio attento.

Per esempio butti un occhio all'interno di un portone e trovi un robot di cartone che ti saluta con gli occhi illuminati (geniale trovata di un locale al primo piano). Oppure giri tra gli scaffali di un supermercato e ti trovi davanti a due personaggi buffi.
L'insegna è di un meraviglioso ristorante BBQ gay di cui vi segnalo la pagina facebook, mentre nella foto in basso il kimchi racconta la sua storia al turista semmai ancora non la conoscesse.

Per finire un oggetto che è uno spettacolo: i personaggi dei film o dei cartoni da costruire. Piccolo particolare, sono di carta!
Negozi coreani

mercoledì 17 dicembre 2014

Curiosità coreane #3 Macchinine & co

Devo essere sincera, in fatto di macchine la Corea mi ha un po' delusa. Rispetto al Giappone, dove si prediligono le dimensioni ridotte e si vedono in giro macchinine e furgoncini che sembrano usciti da un disegno di Miyazaki, i sudcoreani hanno ceduto al fascino dei macchinoni e degli orribili SUV.

Qualcosa però si salva, soprattutto per il concetto di estetica tipicamente asiatico che non può non fare simpatia.


  • L'auto coreana che spopola in patria.

Se chiedete a un bambino di disegnare una macchina è probabile che gli verrà fuori una cosa tipo la Kia RAY. E questo per me non è per niente un male. Un musetto adorabile e una forma essenziale, da cartone animato. Non per niente è stata scelta come Papamobil durante la permanenza del Papa in Corea quest'estate (la sua era una Kia Soul). Ce ne sono tantissime in giro, e a vederle tutte insieme fanno simpatia persino in mezzo al traffico di Seoul.

Per renderla ancora più simpatica ci sono i kit per personalizzarla, ma la mia preferita è quella rosso carminio. 

kia ray

  • Le vetture "ovettose"

Come potete vedere in foto, alcuni autobus sono "conciati" da personaggi simpatici. Spesso sono gli scuolabus, oppure autobus di linea rivestiti da messaggi pubblicitari che hanno le onnipresenti mascotte.

E poi dovete sapere che oltre alla fissa di fotografare i cinema di tutto il mondo ne ho anche un'altra: le stazioni dei vigili del fuoco. Il furgoncino nella foto a destra è molto fumettoso.

Infine (foto in basso) il furgoncino più bello del mondo, molto più di un ovetto. Quasi un ferro da stiro. Bellissimo.

Vetture coreane


  • I gadget dell'automobilista e non solo

Se gli adesivi sui furgoncini vi sembrano poco, cosa ne dite del passeggero in motorino? No, un momento. L'ho osservato bene e penso proprio che invece sia un copri-sellino, povero orsetto!
Beh, almeno in Corea non usano gli orribili guanti da forno sulle manopole per non abbronzarsi le mani come in Cina.

Vetture coreane


  • L'intenditore

Chiudo anche questa puntata con una piccola chicca.
Da amante della MotoGP e tifosa di Valentino non poteva non saltarmi all'occhio il 46 giallo, con tanto di autografo!

(Non sono riuscita a scoprire di chi fosse, il proprietario non era nei paraggi.)

Yamaha di Valentino in Corea

mercoledì 10 dicembre 2014

Curiosità coreane #2 Negozi (fighissimi) a tema

Del mio shopping coreano ho già parlato qua.

Gli imperdibili in Corea sono DAISO e ARTBOX (se cliccate sui link entrate nel magico mondo dello shopping on line coreano che visto il periodo natalizio cade a fagiolo) in cui ho comprato quasi tutti i souvenir.

Ma come sono i negozi coreani? E quali sono i più strani/belli/originali?

  • Barbie

Personaggio conosciuto e amato (a volte odiato) in tutto il mondo. Io, personalmente, la amo da sempre e la preferisco ai vari Hello Kitty di cui inizio a non poterne più.

A Seoul Barbie non è solo un negozio monomarca, ma viene utilizzata come modella in un sacco di vetrine.
Al posto di avere manichini a grandezza naturale, una Barbie con un abito della collezione. Non è geniale?
Come potete vedere nella foto, vanno forte anche nelle vetrine che espongono calzature, ma il top è sicuramente il salone per capelli di Barbie dove ci si può acconciare e truccare come lei.


Barbie
Barbie
Barbie Hair&Store - Seoul Bangbae Station exit 4


Restando in tema, mi è venuto in mente che per la collezione "Barbie del mondo", la Mattel ha proposto ben due versioni di Barbie coreane. E pare che il suo corrispettivo in carne ed ossa in Corea sia l'attrice Han Chae-young: per il suo fisico e la sua bellezza è considerata la Barbie coreana.
Decisamente diversa dall'idea di Barbie che abbiamo in Occidente, ma davvero bellissima.

Barbie coreanaHan Chae-young



  • Charlie Brown Café
Ce n'è uno sia a Seoul che a Busan, ma quello della foto è nell'aeroporto di Incheon.
Mentre correvo al gate sicura di essere in ritardo mi sono bloccata davanti all'insegna. E avevo giusto giusto qualche banconota coreana da far fuori per un ultimo souvenir da prendere al volo.
L'interno è pieno di vignette appese, gadget in vendita, e personaggi dei Peanuts.

Io li adoro (ho usato una striscia anche in questo post e giusto per restare in argomento saranno presenti pure nelle mie bomboniere).

Non ho avuto il tempo di assaggiare neanche un caffè, ma le foto dei dessert prese dal sito sono appetitose e mi ispirano abbastanza.

Charlie Brown Café

Charlie Brown Café

Charlie Brown Café


  • The Gundam Base
Questo è il paradiso dei collezionisti. Io, che non ne ho mai avuto nemmeno uno, sono rimasta a bocca aperta.
Immaginatevi uno scantinato, buio, enorme. Con file e file di scaffali ordinati, con tante scatole di ogni misura, prezzo e difficoltà di montaggio. Gundam dappertutto, ma mica solo lui. Modellini già montati, oppure da montare. I pezzi più preziosi esposti nelle teche di vetro, quelli più popolari nelle ceste delle occasioni.
Uno store decisamente imboscato, a Seoul per esempio si trova al fondo di un labirinto di negozi sotterranei (IPark Mall, stazione Yongsan) mentre a Busan è nel secondo seminterrato di un palazzo nei pressi della stazione Seomyeon.

Non so se le foto rendono l'idea.
Solo a me vengono gli occhi a cuoricino??


The Gundam Base

The Gundam Base

The Gundam Base



  • Apple Café
Chiudo con una piccola chicca.

Un caffè nascosto nelle vie di Jeonju dedicata alla Apple, ma se pensate ai mega store dove la gente fa la fila per aggiudicarsi  l'ultimo IPhone siete fuori strada.
Qui ci sono tutti gli esemplari degli anni passati, esposti e messi a disposizione come in un museo della memoria, con una cura e un rispetto che mi hanno quasi commossa.

L'unico neo è che il tizio dietro al bancone del bar non è molto loquace... (foto a dx).

Apple Café



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