sabato 18 luglio 2015 Aggiornato il:

Estate italiana - Il mio itinerario

Ci siamo quasi, le vacanze sono alle porte.
Mi sembra davvero strano non dover prendere l'aereo, non dover affrontare un viaggio di 19-20 ore, e non dover preparare il giusto bagaglio a mano per raggiungere la meta.

Ciò nonostante sono comunque emozionata per la partenza, e anche se sono un po' in ritardo con i preparativi (per esempio farò la valigia all'ultimo momento) l'itinerario è deciso.
Considerate che conosco pochissimo l'Italia, e credo sia venuto il momento di rimediare.

Partiamo in auto da Torino, e la prima tappa sarà la Liguria e le Cinque Terre, dove mi sono concessa il lusso di una stanza vista mare.

Andremo alla scoperta della Toscana cominciando da Lucca, e poi dedicheremo diversi giorni all'Umbria facendo base a Perugia.

Ci sposteremo poi nelle Marche, nella zona di Ancona e del Parco del Conero, e poi sarà la volta di Pesaro e dei suoi dintorni (compreso il "pellegrinaggio" a Tavullia).

Toccheremo anche l'Emilia Romagna, nell'ultima tappa che sarà nella provincia di Parma, in un paesino che si chiama Busseto, famoso per aver dato i natali a Giuseppe Verdi.





Questa volta parto senza guide, ma solo con qualche info presa dai siti turistici (alcuni ben fatti, altri pessimi). Non avrò la difficoltà linguistica ma sarà comunque un viaggio all'avventura e alla scoperta di un Paese che è il mio. Riuscirò ad innamorarmi dell'Italia come lo sono dell'Oriente?


Se conoscete i posti che andrò a vedere avete qualche località da consigliarmi?




venerdì 10 luglio 2015 Aggiornato il:

Quando ero piccola

Qualche giorno fa sono andata al mare in Liguria, e ho notato che ormai anche nelle strette spiagge liguri non possono mancare le aree giochi per i bimbi. Con castelli, percorsi in cui arrampicarsi, scivoli colorati e altalene.

Quando ero piccola la zona per i bambini si trovava in genere in un angolo un po' defilato della spiaggia, dove tra la sabbia cresceva l'erba e se andavi scalzo rischiavi di pungerti o inciampare.
Mi ricordo che c'erano le altalene con le catene rosse di ruggine, pattugliate dai più grandi.
Il girello con i seggiolini, che spingevi con tutta la forza possibile dei tuoi 6 anni e poi non riuscivi più a fermarti e piantavi i piedi per terra insabbiandoti fino al collo.
E poi c'era lo scivolo, con la sua bella lamiera ustionante che nove volte su dieci ti bloccavi a metà strada per l'attrito, e quella volta che riuscivi ad arrivare giù ti ritrovavi con le chiappe bruciate.


Si partiva sempre di notte, anche per andare in Liguria, per arrivare con le prime luci dell'alba e montare la tenda con un po' di fresco. Mio papà è sempre stato molto preciso, picchetti ben piantati, pareti tese, canalina intorno, fornelli e frigo in bolla.
Io scappavo subito a vedere il mare, e tornavo che era tutto a posto, con mamma che aveva già messo su il caffè. Gli orari e le abitudini restavano quelle della città, però all'aria aperta. I miei hanno sempre tenuto molto alle regole.

Un anno papà è stato male e sono andata in campeggio con gli zii. Con loro, l'unica regola era non farsi male, per il resto anarchia. Per lo zio la tenda era montata se stava su, e infatti una notte ha piovuto e ci siamo svegliati che stavamo galleggiando sui materassini. Mentre la zia tentava di asciugare l'asciugabile ha ripreso a piovere, e cugino grande ha accompagnato noi piccoli in bagno staccando l'ombrellone dal tavolo per ripararci. Quando faceva bello invece ci portava in giro con la Lambretta, in quattro.
Mi sono divertita tantissimo.


Uno dei ricordi più belli però è quando la nonna mi veniva a svegliare prestissimo per andare a pescare. Sulla spiaggia c'eravamo solo lei ed io, e con tutti i cugini che ho per me era un privilegio avere la nonna tutta per me. Poi però quando puliva il pesce io vedevo il sangue e mi impressionavo tantissimo, infatti non lo mangiavo mai.

Pensavo a lei l'altro giorno al mare, salutando i miei genitori che restano una settimana a San Bartolomeo con i nipoti. A quanto sono belle le vacanze quando si è piccoli.
A quanto sono belli i nonni.





martedì 7 luglio 2015 Aggiornato il:

Viaggiatori o turisti?

Tempo fa ho stilato una lista di viaggiatori che non sopporto (inserendo pure me stessa) utilizzando la parola "viaggiatori" e non "turisti", sulla base di una distinzione che ancora faccio fatica a comprendere.

In linea di massima, secondo i pareri che ho letto, il turista è colui che viaggia nei luoghi famosi, si fa un sacco di foto vicino ai monumenti e ha lo scopo di poter dire "ci sono stato".
Il viaggiatore invece cerca posti sperduti, difficili da raggiungere, e poi si fotografa sull'orlo di un dirupo per poter dire "ci sono stato".
Come dire, a leggere dibattiti e commenti sembra che il fine sia lo stesso, ma cambiano i metodi che si usano per raggiungerlo.

Oggi per esempio ho visto una serie di didascalie turista vs viaggiatore con diversi commenti che mi hanno fatto riflettere e di cui mi piacerebbe sapere il vostro parere.

Va detto che le immagini sono prese da un sito che propone itinerari avventurosi in India, perciò servono per promuovere la loro filosofia di viaggio (il sito è www.holidify.com) e che i miei commenti sono ironici e non vogliono offendere nessuno.

Allora, turista o viaggiatore?
Rispondete alle domande e scopritelo anche voi con questo piccolo test.


1. Come usi la macchina fotografica?


Beh, su questo nulla da dire. Se non sei un fotografo professionista, o come minimo non fingi di esserlo portandoti dietro attrezzatura pesante e ingombrante non sei un viaggiatore. 
Se passi il tempo a farti selfie col bastone (in posizioni ridicole, come allude la gambetta alzata), sei un turista.

Non saprei in quale categoria inserirmi, dato che quando mi viene voglia di comparire in una foto tiro fuori il mini treppiede tascabile, posiziono la macchinetta su una superficie sicura, e corro a mettermi in posa in tempo per l'autoscatto temporizzato.

  
2. Dove ti piace dormire?


Fai parte di quella fastidiosa categoria di snob che pretende la comodità di un letto? Magari con l'aria condizionata e le zanzariere alle finestre? Eh, si sa, i turisti pretendono sempre la luna.
Il vero viaggiatore dorme per la strada, nella giungla sotto le stelle, sulle panchine della stazione.

Lungi da me criticare qualsiasi scelta, ma siccome non ho più l'età (e la schiena) per poter reggere più di una notte in condizioni disagevoli, direi che questa volta mi inserisco volentieri nella categoria turista.


3. Come organizzi il viaggio?


Questa immagine mi ha provocato uno shock, devo ammetterlo.

Per anni ho creduto che programmare, organizzarsi, e studiare per bene una meta fosse uno dei principali requisiti per essere considerati un viaggiatore, e adesso scopro che è tutto sbagliato.
Per essere viaggiatore devi prendere e partire. Dove? Ma che ne so! Io parto, ciao! Ma la pianificazione dei costi? E i soldi? Ma chi se ne frega, se posso svegliarmi e decidere di andare, avrò mica problemi di soldi no? 

Senza dubbio il viaggio è sinonimo di libertà, forse non ho colto il significato poetico del partire senza troppi pensieri. Ma siccome il partire giusto per partire non fa parte della mia idea di viaggio tocca considerarmi turista pure questa volta.


4. Cosa metti in valigia?


Se non ho capito male i disegni della didascalia, il turista è uno sfigato che va in giro col pc portatile, e deve scaricare le foto col cavetto. Ma come? Non era quello che si faceva i selfie da postare sui social? Il turista poi si porta qualche maglietta di ricambio e la mette in valigia, e qui la coerenza c'è, perché se va in albergo (che pagherà con la carta di credito) si presuppone che si infili la maglietta del pigiama prima di andare a dormire.

Il viaggiatore invece si porta una maglietta sola, magari quella che ha già addosso così risparmia spazio utile per la sua attrezzatura da fotografia (vedi punto 1) e peso, dato che il tele obbiettivo da solo peserà almeno qualche chilo. In tasca denaro contante e smartphone, su cui ha il navigatore e le mappe caricate. Che va bene l'avventura, ma perdersi da fastidio a tutti. E poi ha gli occhiali da sole, che sottolineano quanto sia figo.

Ciao, mi chiamo Simona, e sono una turista.


5. Come ti sposti?

Mi piacerebbe chiedere a tutti gli amici viaggiatori quante volte hanno viaggiato in autostop. Però un viaggio vero, non come quella volta che sono arrivata a Diano Marina con la valigia che pesava un quintale e mi sono buttata a pietà per un passaggio fino al campeggio.

Va bene credere in un mondo migliore, dove sono tutte brave persone pronte ad aiutare il prossimo. Ma viaggiare in un Paese che non conosco, con gente mai vista prima, magari pure in moto come suggerisce l'immagine non fa per me.

Devo dire che amo poco anche i taxi, io sono da mezzi pubblici e camminate, cartina in mano (punto 4) e raggiungere i posti da sola. Ha detto turista, l'accendiamo?


6. Qual è il tuo obbiettivo?


Qui mi pare evidente che ci si riferisca di nuovo alla comodità. Se sei un turista non te ne importa niente di essere arrivato, chessò, a Tokyo, e stia attraversando l'incrocio di Shibuya che hai sempre sognato di vedere. Tu desideri solo andarti a coricare (in hotel, vedi punto 2).

Se invece sei un viaggiatore, non importa se hai 19 ore di viaggio sulla schiena, ti metterai subito a marciare zaino in spalla per raggiungere un traguardo da fotografare assolutamente con la tua attrezzatura professionale (il treppiede all'occorrenza si trasforma in bastone da trekking, hai capito che ingegno!).

Non posso negare che appena arrivo in qualsiasi posto preferisco fiondarmi a farmi una doccia, per poi però lanciarmi alla scoperta del posto. Direi 50 e 50 in questo caso.


7. Cosa ti piace fare?


Abbiamo capito che ormai visitare i luoghi storici/artistici/culturali è roba da turisti poco originali.
Per essere un viaggiatore devi buttarti in imprese pericolose per sentire l'adrenalina che evidentemente la bellezza del mondo non ti regala più.


8. Da solo o in gruppo?

Confesso che prima o poi vorrei fare un viaggio da sola, ma fin'ora mio marito si è sempre rivelato il mio perfetto compagno di viaggio. Forse i veri viaggiatori non viaggiano in coppia, allora direi che anche stavolta devo mettere la crocetta su turista.
Però no, i viaggi di gruppo non mi piacciono.



Risultato del test:

Ti piace organizzare nel dettaglio il tuo prossimo viaggio, dormire in hotel o ostelli. Nella tua valigia, rigorosamente con le rotelle perché hai problemi di schiena, ci sono poche cose che ti consentono però di cambiarti almeno una volta al giorno. Ti piace viaggiare con i mezzi pubblici e non disdegni la compagnia. Sei un turista.

Ti piace sfidare la sorte muovendoti da solo in autostop, o con mezzi di fortuna. Adori lo sport e inserisci sempre almeno un paio di arrampicate nei tuoi itinerari. Non ti piace avere il confort di un tetto sopra la testa ma ti porti dietro il sacco a pelo e lo smartphone. Sei un viaggiatore.




Devo cambiare il nome del blog, ho appena scoperto di essere un Gattosandro Turista!


sabato 4 luglio 2015 Aggiornato il:

Un'estate italiana

Sono reduce da una settimana di lavoro faticosa, per il caldo che mi rallenta anche i pensieri, che non mi fa dormire, che mi sfianca. Adoro l'estate, mi piace il caldo, ma sono di corporatura esile e soffro di pressione bassa, quindi entrare in macchina (sempre parcheggiata al sole mannaggia) nelle ore più calde della giornata è davvero una follia. Oggi mi sono messa la cintura di sicurezza e mi sono marchiata a fuoco come i prosciutti.

Al cinema poi, quei pochissimi incoscienti che decidono di affrontare la caldazza per godersi un paio d'ore al fresco, quando arrivano alla cassa hanno gli occhi di fuori e trascinano i piedi. Non dicono neanche il titolo del film, ma chiedono se c'è l'aria condizionata, con aria di sfida come a dire "adesso prova a dirmi che dopo tutta sta fatica non c'è l'aria condizionata!". Che ci sia anche un bel film da vedere poi, tanto meglio.

Ieri sera c'è stata una tempesta di lampi, è durata quasi un'ora. Uno spettacolo impressionante, spaventoso, affascinante. Poi ha iniziato a piovere forte, e la gente invece di cercare riparo è scesa in strada, senza ombrello, come se fossimo nel deserto e stesse accadendo un miracolo. (Comunque no, la temperatura non si è abbassata più di tanto).

Ho sfidato il pericolo di beccarmene uno in testa pur di girare qualche video.


Divagazioni, per arrivare al dunque. Dove cavolo vado quest'estate?
Finalmente mi è stato concesso e comunicato il mio periodo di ferie, meglio tardi che mai. Dopo anni di viaggi in agosto, quest'anno ho luglio. Molto bene, peccato che è già luglio.

Ho valutato l'alternativa last minute, scandagliato per giorni i siti, tenuto d'occhio località e tariffe.
Il prezzo migliore che sono riuscita a trovare per un volo intercontinentale è stato € 850 (per Shanghai). Tokyo, Hong Kong, Bangkok, Saigon, tutti sopra i € 900. Praticamente per due sono quasi 2000 euro solo di volo e visto, e ci devi poi mettere i pernottamenti, gli spostamenti interni, i pasti e gli ingressi. Che nel caso della Cina o della Thailandia è vero che sono Paesi economici, ma per due o tre settimane 1000 euro sono pochi.
In buona sostanza se non ci si organizza in anticipo si viene a spendere davvero tantissimo. E siccome nonostante spesso mi sento dire "viaggi molto, ma quanto guadagni?" vi sembrerà strano ma non sono ricca (è risaputo che le cassiere hanno uno stipendio della madonna, no?) e siccome nessuno mi paga il viaggio (magari!) stavolta passo. Oltretutto sono stata pochi mesi fa in Vietnam, quindi ho poco da lamentarmi.

Scartata l'opzione estremo Oriente, mi sono fatta convincere che abbiamo posti bellissimi da scoprire anche in Italia. Col vantaggio di contenere i costi del viaggio (e la libertà di avere la propria auto).
Sarà dunque un'estate italiana a luglio, ad agosto poi vedremo.

Per esempio...
Foto presa qui


Stilando un itinerario di due settimane ho fatto in modo di utilizzare tutti i cofanetti (Emozione3, Wonderbox, Smartbox) ricevuti in regalo tra matrimonio e compleanno.
Per ogni tappa scelta, ho individuato le strutture presenti nei vari cofanetti e ho iniziato a mandare mail. Li ho già utilizzati in passato, quindi sapevo che non sarebbe stato semplice trovare disponibilità, soprattutto in periodo di alta stagione e con così poco preavviso.

Sul totale delle mail inviate, una struttura non mi ha risposto.
L'80% mi ha scritto che erano al completo.
I restanti mi hanno detto che potevo usare il buono, ma pagando un supplemento per svariati motivi (sono rimaste solo camere vista mare, alta stagione, festività).
Mi è rimasto impresso l'albergo che mi ha scritto che in caso di notte aggiuntiva avrei potuto usufruire dello sconto cofanetto, e pagare solo € 120 anziché € 190.
Un solo albergo ha accettato il buono senza ulteriori spese.

Che l'Italia sia cara, credo che non ci siano dubbi. Alla fine però tra buoni vacanza, supplementi, e una minuziosa ricerca sono riuscita a contenere le spese, considerando che viaggeremo con la Panda a metano (se qualcuno mi sa consigliare qualche applicazione valida per trovare i distributori di metano si faccia avanti). Tutto quello che risparmieremo sarà speso in cibo, ho intenzione di fare delle abbuffate galattiche di specialità regionali. E se riusciamo, forse realizzeremo anche un sogno (non lo rivelo per scaramanzia).


GattoSandro accaldato

giovedì 25 giugno 2015 Aggiornato il:

Chiacchiere di inizio estate

In genere per me giugno è un mese di transito, il fine per arrivare alla stagione che preferisco, e l'ultimo ostacolo tra me e il mio viaggio estivo. Quest'anno, complice uno stop sulle ferie imposto dall'alto, sono arrivata all'inizio dell'estate senza sapere ancora se, dove e quando potrò partire. Quindi, se da una parte sono in seria astinenza da viaggio, dall'altra sono libera dallo studio e dall'organizzazione dell'itinerario, perciò mi sono goduta la mia città come se fossi una turista.



Torino, ma chi l'ha detto che non sei bella? (cit.)

L'avrete sicuramente vista in tv nei giorni scorsi. Torino si è riempita di turisti per l'Ostensione della Sindone, e domenica scorsa c'è stata l'impressionante invasione in Piazza Vittorio e in tutto il centro per la visita del Papa. Non amo particolarmente le folle, e infatti mi sono tenuta alla larga dal centro, ma devo ammettere che mi sono sentita molto orgogliosa nel vedere (in tv) quanto era bella Torino.


Il luogo che mi piace di più è di sicuro il Parco del Valentino, la nostra location preferita per i compleanni quando iniziano le belle giornate. Dall'11 al 14 giugno il parco ha ospitato il Salone dell'Auto e il Gran premio, ci sono stata, e mi dispiace darvi la notizia in ritardo perché se vi piacciono le macchine vi assicuro che questo evento merita davvero una visita. Per non sbagliare mi porto avanti e vi metto il link della 2° edizione, si svolgerà l'anno prossimo, sempre a giugno.

Erano presenti anche diversi stand che avevano partecipato all'International Street Food Parade la settimana precedente.

Mi piacciono le macchine, e tra tutte quelle esposte ho trovato la mia preferita, quella su cui mi ci vedrei benissimo, soprattutto per la prospettiva di fare casa-lavoro in 4 minuti scarsi.


Il salone dell'auto all'aperto.
Parco del Valentino

La macchina dei miei sogni: Abarth 695 biposto
Abarth 695 biposto



Sono andata in gita a Milano per Expo, ma per sentirmi in vacanza mi basta una cena sul balcone con le prelibatezze che mi cucina Lore. Se poi c'è anche qualche amico tanto meglio, ogni scusa è buona per fare festa.

Tempura di gamberi e calamari
tempura



Sabato scorso, dato che incredibilmente non ero in turno, ne ho approfittato per andare all'inaugurazione della Trattoria del Vietnam (si trova in via delle Orfane 29, Torino). Si tratta in realtà di un ristorante vietnamita e thailandese, che proporrà piatti tipici di entrambi i Paesi, il che significa che finalmente anche a Torino potremo mangiare il Pho (chi è stato in Vietnam sa che provoca dipendenza).

Siamo arrivati presto ma c'era già parecchia gente, e la formula che hanno scelto per servire l'aperitivo si è rivelata poco pratica. Dopo aver pagato 7 euro alla cassa ci hanno consegnato un foglietto rosa per il bere, e i foglietti blu per il cibo, composto da quattro piatti.
Probabilmente non si aspettavano così tanta gente, dato che la birra fredda è finita quasi subito. I piatti, anziché essere serviti tutti e quattro insieme (stiamo parlando di piattini da spuntino) venivano dati uno per volta, e la coda per prenderli era piuttosto lunga.
La parola d'ordine della serata è stata "bisogna avere pazienza", e comunque l'atmosfera era piacevole e l'entusiasmo dei proprietari coinvolgente.
Immaginate però cosa significa mezz'ora di attesa per piatto: alle 21.30 ero ancora in coda per l'ultimo piattino, e quando ho visto che si trattava di un assaggino di tagliolini ho rinunciato.

Nonostante tutto, la qualità e i sapori dei piatti assaggiati sono ottimi, non vedo l'ora di provare la loro cucina una sera a cena.

Mix di involtini, spiedino di pollo speziato e uovo con salsa vietnamita, insalata mista e riso con gamberi. Birra Saigon e due birre thailandesi.
Trattoria del Vietnam


Per chiudere il mese in bellezza, come ogni anno, i fuochi di San Giovanni, che adoro perché mi fanno tornare bambina. Ho finito di lavorare abbastanza presto, e grazie ad un provvidenziale passaggio in moto ho raggiunto in fretta il centro. La posizione da cui li abbiamo visti non era ottimale, infatti la foto qui sotto l'ho presa dal web perché le mie sono inguardabili, ma li ho trovati bellissimi come sempre.

Fuochi di San Giovanni



Ed ora due cose a cui tengo tantissimo.

Prima di tutto, sono orgogliosa di aver vinto (parimerito con Pensieri in viaggio) il premio come miglior blog di viaggio ai MozAwards.

Chi ha un blog conoscerà di sicuro Moz, ragazzo da un milione di idee. Ho partecipato alla votazione (sono felice che nelle altre categorie abbiano vinto molti blog che adoro) e ammetto di essermi auto-votata, convinta di raccogliere solo una manciata di voti.
Di certo non avrei mai immaginato di portare a casa il premio.
Ok, non ho vinto l'Oscar e nemmeno un Tapiro d'oro, ma la soddisfazione è lo stesso tanta, perché significa che con costanza e impegno sto riuscendo a trasmettere la mia passione.

Non ho idea di chi mi abbia votato, ma evidentemente siete tanti, perciò grazie, grazie, grazie.


Seconda cosa.
L'estate è tempo di vacanze, e come vi ho detto io ancora non ho idea di dove andrò, il ché è abbastanza strano per me.

In ogni caso, qualunque sia la meta, vi consiglio di mettere in valigia un libro a cui sono affezionata. "Chiudi gli occhi e guarda" di Nicola Pezzoli. Lui nel web è conosciuto come Zio Scriba, e la nostra è stata una di quelle sintonie istantanee che io definisco amicizia a prima vista.
La storia parla di Corradino e della sua estate da dodicenne, del Mare con la emme maiuscola, e dei suoi ricordi in cui mi sono immedesimata tanto.
Non sono solita a "sponsorizzazioni" di alcun tipo, ma ho voluto raccogliere il suo appello e alimentare il passaparola.
Se non lo trovate in libreria lo potete acquistare qui.



Torno al mio bipolarismo da viaggiatrice, che mi fa controllare il sito delle Cinque Terre mentre tengo d'occhio i prezzi dei voli per Shanghai. Chissà se riuscirò a far pace con me stessa e trovare una soluzione ai miei desideri.

Buona estate a tutti.


mercoledì 17 giugno 2015 Aggiornato il:

Expo 2015

Nutrire il Pianeta - Energia per la vita
La mia esperienza a Expo 2015



Finalmente sono stata a Expo, e posso raccontare la mia esperienza. Volevo che fosse una sorpresa, perciò mi sono documentata il minimo indispensabile ma negli ultimi giorni ho iniziato a leggere qualche notizia e quindi sono arrivata con tante aspettative e un po' di ansia, dovuta alla prospettiva di passare la giornata in coda. Non è stato così.

Se fin'ora avete letto di code impossibili, attese lunghissime e la prospettiva di limitare la visita a tre o quattro padiglioni al massimo, tenete conto che è la situazione del sabato o domenica.
Io ci sono andata di lunedì, e ho atteso al massimo 10 minuti.

Sono partita da Torino Porta Susa alle 10.10 con Italo, e alle 10.50 sono arrivata a Rho Fiera. Sfruttando le offerte e gli sconti tessera ItaloPiù ho speso € 8 in totale (andata e ritorno).
Se andate sul sito ufficiale di Expo noterete che Italo non viene nemmeno nominato (forse perché Trenitalia è tra i partner?) ma vi consiglio di utilizzarlo se ne avete la possibilità.
Sempre in tema di sconti, i biglietti dell'Expo li ho comprati con la tessera SocioCoop (altro partner) direttamente al supermercato, pagandoli il 30% in meno.

Una volta in stazione basta seguire le indicazioni e dopo il sottopasso ci si trova subito nel piazzale della biglietteria. Bisogna attraversare i controlli come all'aeroporto, poi chi non ha il biglietto si ferma alla cassa mentre noi che già ce l'abbiamo lo passiamo sotto al lettore e usciamo dai tornelli. Ci mettiamo in tutto cinque minuti, siamo dentro.


Thailandia



Il giro del mondo in un giorno

Il primo impatto è di essere in un grande luna park. I padiglioni me li immaginavo più grandi, alcuni me li immaginavo più belli, altri mi hanno sorpresa. In generale mi sono divertita tantissimo.
Qualche giorno fa ho scaricato la cartina per segnare i Paesi da visitare, e nonostante ne abbia segnati davvero tanti posso dire di essere riuscita a vederli quasi tutti. Se ho saltato qualcosa è stato per mancanza di tempo, nove ore sono volate in fretta.

Siccome non voglio rovinare la sorpresa a chi ha intenzione di andarci, non vi racconterò per filo e per segno tutto quello che ho visto, ma solo le mie impressioni su alcuni padiglioni dei Paesi che ho visitato (una trentina in tutto).

Cina


I tre che mi sono piaciuti di più

Corea
Combattere le cattive abitudini alimentari riscoprendo la tradizione dell'Hansik, che si compone di piatti che rispettano le stagioni, le combinazioni e l'armonia. Super tecnologico, elegante e coinvolgente.

Arzebaigian
Esteticamente uno dei più belli, con le sfere di vetro su più livelli e i colori dei fiori che si illuminano lungo il percorso. Un Paese che ha saputo sorprendermi e affascinarmi attraverso il racconto del proprio cibo, delle proprie risorse in tema di cibo biologico e della propria cultura.

Kuwait
Una prima parte coinvolgente, dove il tema principale è l'acqua. Riuscire a sfruttare impianti eco-sostenibili per garantire l'acqua potabile è il tema centrale. La seconda parte è una vera immersione nella cultura del Paese, attraverso odori, tessuti, esperienze e splendidi colori.

Kuwait



I tre che mi hanno delusa

Vietnam
Bellissima struttura, che rappresenta l'acqua e i fiori di loto. All'interno però ho visto molti souvenir e poco Vietnam.

Uruguay
Un Paese che mi attira tantissimo, raccontato in maniera un po' superficiale attraverso un documentario che spiega come si punti sulle nuove generazioni per un futuro migliore senza approfondire però il tema della propria cultura culinaria.

Stati Uniti
Una serie di totem su cui passano random video in cui personaggi famosi (chef, attori e anche il Presidente Obama) parlano del cibo affrontando diversi temi. Tutto qui.

Vietnam



I tre chi mi è dispiaciuto non aver visitato

Brasile
Uno dei pochi posti dove c'era da fare coda, la folla sulla famosa rete mi ha fatto desistere.

Italia
Molta gente anche qui, sul momento l'ho scartata in favore di Paesi che non conoscevo. A posteriori mi dispiace non aver dato un'occhiata.

Qatar
Saltato per mancanza di tempo, avrei voluto capire meglio il tema proposto.


Un consiglio
Se avete tempo, date un'occhiata ai Cluster, i padiglioni dove i Paesi sono raggruppati secondo diverse tematiche. Andate per esempio nella sezione del caffè e delle zone aride. Ci sono Paesi molto interessanti, e siccome sono i meno frequentati dai visitatori dell'Expo gli standisti avranno più tempo da dedicarvi. In Palestina ho ricevuto una breve lezione sui loro tesori artistici, in Giordania invece gli addetti allo stand erano annoiati e poco propensi a parlarmi, ma in compenso c'erano mappe e depliant turistici a volontà.

Corea



Fattore cibo
Tema centrale dell'Expo, il cibo. Non solo da vedere, scoprire e imparare a conoscerlo, ma anche da assaggiare. I prezzi sono alti, è vero, ma non così tanto.

Lasciando perdere la polemica dei famosi €110 per la rinomata cucina kaiseki, che è un prezzo in realtà normale (in Giappone costa uguale se non di più) se volete restare in Giappone ci sono ottimi piatti a prezzi più che ragionevoli.
Io ho lasciato il sushi e il care raisu (il riso al curry giapponese) ai miei compagni di viaggio che non sono mai stati in Giappone e ho ceduto alla nostalgia quando ho visto che era presente il mitico Mos Burger (la mia catena di fast food preferita). Teriyaki burger e Coca Cola grande a € 12.

Ho anche provato l'asado argentino (un piatto € 13 ), la piadina coreana con bulgogi (€ 6) e le patate olandesi (€ 4 ). Se in Corea ci sono rimasta male nello scoprire che avevano solo Birra Moretti, in altri Paesi ho bevuto buona birra locale: Belgio, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Giappone (da € 3.50 a € 5).



Extra [1]
Sono presenti anche organizzazioni e associazioni che hanno a cuore il tema del cibo e dell'alimentazione. Mi è piaciuto molto lo stand di Save the Children, dove i visitatori sono invitati a immedesimarsi in un bambino in difficoltà attraverso un percorso interessante e molto toccante. La sensibilizzazione sul problema del cibo nel mondo attraverso una storia in cui si diventa protagonisti, anche se per poco tempo, credo che sia efficace e molto istruttiva.

Extra [2]
Mi sono divertita come una bambina, soprattutto a raccogliere i timbri dei Paesi nella mia agendina bianca. Ho scoperto che avrei potuto acquistare il Passaporto dell'Expo, ma ormai avevo già una discreta collezione (lo sapete, no, che adoro i timbri?).
E a proposito di bambini, pur non avendone, ho apprezzato l'attenzione degli organizzatori nei loro confronti. L'accesso ai padiglioni ha una corsia preferenziale per le famiglie con bimbi, e all'ingresso vengono distribuiti i braccialettini da mettere ai piccoli su cui scrivere il numero di telefono del genitore.
Inoltre ci sono diversi distributori gratuiti di acqua.

Extra [3]
L'anno prossimo Expo 2016 sarà ad Antalya (Turchia) col tema "Bambini e fiori". Nel padiglione della Turchia ci sono i depliant per candidarsi come volontari.



In conclusione
Da viaggiatrice, dopo questa esperienza sto sognando di visitare Paesi che nemmeno conoscevo, e la mia lista dei desideri di viaggio si è arricchita.
C'è tempo fino al 31 ottobre per visitare Expo, e potrei quasi pensare di tornarci. Al di là di ogni polemica credo che sia un'opportunità da sfruttare.




sabato 13 giugno 2015 Aggiornato il:

Meno male che ci sono i controlli di sicurezza

Il mio week end a Bordeaux si conclude con una mattinata di mini-shopping, perciò torno al Carrefour e mi dirigo nel reparto alimentari.

Voliamo con Easy Jet, dunque abbiamo i limiti del bagaglio a mano, ovvero, a malincuore, non posso portare a casa:
- nemmeno una bottiglia di buonissimo vino francese
- neanche una salsina tipo mostarda perché i barattoli sono giganti

Mi lancio dunque sul Camembert, anche perché è confezionato insieme alla cocotte di terracotta da mettere in forno. Ne prendo anche due mini porzioni, con la loro mini-cocotte.

Aggiungo qualche scatoletta assortita di patè di fegato, giusto per farle assaggiare agli amici.


In foto, ciò che si può fare con una cocotte piena di camembert.
Foto presa qui


Arriviamo in aeroporto con largo anticipo, e per quanto riguarda il controllo del mio bagaglio, è velocissimo. Siamo partiti con un trolley in due, quindi per la prima volta ho potuto volare con la mia borsa di tutti i giorni senza doverla infilare a fatica nella valigia per la regola dell'unico bagaglio a mano.

Aspetto io il trolley mentre Lore si riveste (ogni volta tra fibbie e cinture si deve togliere un sacco di roba) e appena spunta fuori faccio per prenderla ma l'addetta mi chiede "E' la sua valigia?" Eccallà. Mi dice qualcosa che non capisco, e intanto apre la valigia. Inizia a ravanare e io penso sarà mica il formaggio!
Macché, il formaggio va bene. Sono le scatolette ad essere sospette. Pericolosissime scatolette sigillate, di una nota marca francese, ancora nella busta del Carrefour (forse c'è anche lo scontrino).


Foto presa dal web, a puro scopo illustrativo.
Fate conto che le scatolette erano tipo questa.
Qui il sito


Il mio sguardo implorante non serve a nulla, finiscono nel sacco nero del bidone. A quanto ho capito il problema è legato al peso, sopra i 100 grammi non si può fare. Pazienza. Di certo non le vado a ricomprare nello shop dell'aeroporto, che costano 8 volte tanto.

Adesso vi chiederete come mai la faccio tanto lunga, per un paio di scatolette, che tra l'altro avrei dovuto sapere che non le avrei potuto imbarcare nel bagaglio a mano. Giustissimo. I controlli sono sacrosanti e ci mancherebbe altro.

Devo però fare un passo indietro e raccontarvi una cosa.

Quando siamo arrivati in hotel a Bordeaux, ci siamo ricordati di non aver chiesto durante il check-in in hotel la password del wi-fi. Mentre Lore chiama la reception io gli cerco carta e penna rovistando nella mia borsa (il mio bagaglio a mano), ed è in quel momento che scopro di essere partita col mio portapenne da borsa, che tra le altre cose contiene un taglierino nuovo di pacca, con 13 cm di lama nuova nuova. Sgomento, panico, e una domanda:
Ma come cavolo è possibile che non me lo abbiano sequestrato?

Ricapitolando, e qui mi sorge il dubbio sui controlli, ho volato da Torino a Bordeaux e da Bordeaux a Torino, involontariamente eh, con un taglierino. Ma per un motivo di sicurezza che mi sfugge, non ho potuto portare a casa tre scatolette di patè.

Non è abbastanza inquietante tutto ciò?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...