sabato 4 luglio 2015 Aggiornato il:

Un'estate italiana

Sono reduce da una settimana di lavoro faticosa, per il caldo che mi rallenta anche i pensieri, che non mi fa dormire, che mi sfianca. Adoro l'estate, mi piace il caldo, ma sono di corporatura esile e soffro di pressione bassa, quindi entrare in macchina (sempre parcheggiata al sole mannaggia) nelle ore più calde della giornata è davvero una follia. Oggi mi sono messa la cintura di sicurezza e mi sono marchiata a fuoco come i prosciutti.

Al cinema poi, quei pochissimi incoscienti che decidono di affrontare la caldazza per godersi un paio d'ore al fresco, quando arrivano alla cassa hanno gli occhi di fuori e trascinano i piedi. Non dicono neanche il titolo del film, ma chiedono se c'è l'aria condizionata, con aria di sfida come a dire "adesso prova a dirmi che dopo tutta sta fatica non c'è l'aria condizionata!". Che ci sia anche un bel film da vedere poi, tanto meglio.

Ieri sera c'è stata una tempesta di lampi, è durata quasi un'ora. Uno spettacolo impressionante, spaventoso, affascinante. Poi ha iniziato a piovere forte, e la gente invece di cercare riparo è scesa in strada, senza ombrello, come se fossimo nel deserto e stesse accadendo un miracolo. (Comunque no, la temperatura non si è abbassata più di tanto).

Ho sfidato il pericolo di beccarmene uno in testa pur di girare qualche video.


Divagazioni, per arrivare al dunque. Dove cavolo vado quest'estate?
Finalmente mi è stato concesso e comunicato il mio periodo di ferie, meglio tardi che mai. Dopo anni di viaggi in agosto, quest'anno ho luglio. Molto bene, peccato che è già luglio.

Ho valutato l'alternativa last minute, scandagliato per giorni i siti, tenuto d'occhio località e tariffe.
Il prezzo migliore che sono riuscita a trovare per un volo intercontinentale è stato € 850 (per Shanghai). Tokyo, Hong Kong, Bangkok, Saigon, tutti sopra i € 900. Praticamente per due sono quasi 2000 euro solo di volo e visto, e ci devi poi mettere i pernottamenti, gli spostamenti interni, i pasti e gli ingressi. Che nel caso della Cina o della Thailandia è vero che sono Paesi economici, ma per due o tre settimane 1000 euro sono pochi.
In buona sostanza se non ci si organizza in anticipo si viene a spendere davvero tantissimo. E siccome nonostante spesso mi sento dire "viaggi molto, ma quanto guadagni?" vi sembrerà strano ma non sono ricca (è risaputo che le cassiere hanno uno stipendio della madonna, no?) e siccome nessuno mi paga il viaggio (magari!) stavolta passo. Oltretutto sono stata pochi mesi fa in Vietnam, quindi ho poco da lamentarmi.

Scartata l'opzione estremo Oriente, mi sono fatta convincere che abbiamo posti bellissimi da scoprire anche in Italia. Col vantaggio di contenere i costi del viaggio (e la libertà di avere la propria auto).
Sarà dunque un'estate italiana a luglio, ad agosto poi vedremo.

Per esempio...
Foto presa qui


Stilando un itinerario di due settimane ho fatto in modo di utilizzare tutti i cofanetti (Emozione3, Wonderbox, Smartbox) ricevuti in regalo tra matrimonio e compleanno.
Per ogni tappa scelta, ho individuato le strutture presenti nei vari cofanetti e ho iniziato a mandare mail. Li ho già utilizzati in passato, quindi sapevo che non sarebbe stato semplice trovare disponibilità, soprattutto in periodo di alta stagione e con così poco preavviso.

Sul totale delle mail inviate, una struttura non mi ha risposto.
L'80% mi ha scritto che erano al completo.
I restanti mi hanno detto che potevo usare il buono, ma pagando un supplemento per svariati motivi (sono rimaste solo camere vista mare, alta stagione, festività).
Mi è rimasto impresso l'albergo che mi ha scritto che in caso di notte aggiuntiva avrei potuto usufruire dello sconto cofanetto, e pagare solo € 120 anziché € 190.
Un solo albergo ha accettato il buono senza ulteriori spese.

Che l'Italia sia cara, credo che non ci siano dubbi. Alla fine però tra buoni vacanza, supplementi, e una minuziosa ricerca sono riuscita a contenere le spese, considerando che viaggeremo con la Panda a metano (se qualcuno mi sa consigliare qualche applicazione valida per trovare i distributori di metano si faccia avanti). Tutto quello che risparmieremo sarà speso in cibo, ho intenzione di fare delle abbuffate galattiche di specialità regionali. E se riusciamo, forse realizzeremo anche un sogno (non lo rivelo per scaramanzia).


GattoSandro accaldato

giovedì 25 giugno 2015 Aggiornato il:

Chiacchiere di inizio estate

In genere per me giugno è un mese di transito, il fine per arrivare alla stagione che preferisco, e l'ultimo ostacolo tra me e il mio viaggio estivo. Quest'anno, complice uno stop sulle ferie imposto dall'alto, sono arrivata all'inizio dell'estate senza sapere ancora se, dove e quando potrò partire. Quindi, se da una parte sono in seria astinenza da viaggio, dall'altra sono libera dallo studio e dall'organizzazione dell'itinerario, perciò mi sono goduta la mia città come se fossi una turista.



Torino, ma chi l'ha detto che non sei bella? (cit.)

L'avrete sicuramente vista in tv nei giorni scorsi. Torino si è riempita di turisti per l'Ostensione della Sindone, e domenica scorsa c'è stata l'impressionante invasione in Piazza Vittorio e in tutto il centro per la visita del Papa. Non amo particolarmente le folle, e infatti mi sono tenuta alla larga dal centro, ma devo ammettere che mi sono sentita molto orgogliosa nel vedere (in tv) quanto era bella Torino.


Il luogo che mi piace di più è di sicuro il Parco del Valentino, la nostra location preferita per i compleanni quando iniziano le belle giornate. Dall'11 al 14 giugno il parco ha ospitato il Salone dell'Auto e il Gran premio, ci sono stata, e mi dispiace darvi la notizia in ritardo perché se vi piacciono le macchine vi assicuro che questo evento merita davvero una visita. Per non sbagliare mi porto avanti e vi metto il link della 2° edizione, si svolgerà l'anno prossimo, sempre a giugno.

Erano presenti anche diversi stand che avevano partecipato all'International Street Food Parade la settimana precedente.

Mi piacciono le macchine, e tra tutte quelle esposte ho trovato la mia preferita, quella su cui mi ci vedrei benissimo, soprattutto per la prospettiva di fare casa-lavoro in 4 minuti scarsi.


Il salone dell'auto all'aperto.
Parco del Valentino

La macchina dei miei sogni: Abarth 695 biposto
Abarth 695 biposto



Sono andata in gita a Milano per Expo, ma per sentirmi in vacanza mi basta una cena sul balcone con le prelibatezze che mi cucina Lore. Se poi c'è anche qualche amico tanto meglio, ogni scusa è buona per fare festa.

Tempura di gamberi e calamari
tempura



Sabato scorso, dato che incredibilmente non ero in turno, ne ho approfittato per andare all'inaugurazione della Trattoria del Vietnam (si trova in via delle Orfane 29, Torino). Si tratta in realtà di un ristorante vietnamita e thailandese, che proporrà piatti tipici di entrambi i Paesi, il che significa che finalmente anche a Torino potremo mangiare il Pho (chi è stato in Vietnam sa che provoca dipendenza).

Siamo arrivati presto ma c'era già parecchia gente, e la formula che hanno scelto per servire l'aperitivo si è rivelata poco pratica. Dopo aver pagato 7 euro alla cassa ci hanno consegnato un foglietto rosa per il bere, e i foglietti blu per il cibo, composto da quattro piatti.
Probabilmente non si aspettavano così tanta gente, dato che la birra fredda è finita quasi subito. I piatti, anziché essere serviti tutti e quattro insieme (stiamo parlando di piattini da spuntino) venivano dati uno per volta, e la coda per prenderli era piuttosto lunga.
La parola d'ordine della serata è stata "bisogna avere pazienza", e comunque l'atmosfera era piacevole e l'entusiasmo dei proprietari coinvolgente.
Immaginate però cosa significa mezz'ora di attesa per piatto: alle 21.30 ero ancora in coda per l'ultimo piattino, e quando ho visto che si trattava di un assaggino di tagliolini ho rinunciato.

Nonostante tutto, la qualità e i sapori dei piatti assaggiati sono ottimi, non vedo l'ora di provare la loro cucina una sera a cena.

Mix di involtini, spiedino di pollo speziato e uovo con salsa vietnamita, insalata mista e riso con gamberi. Birra Saigon e due birre thailandesi.
Trattoria del Vietnam


Per chiudere il mese in bellezza, come ogni anno, i fuochi di San Giovanni, che adoro perché mi fanno tornare bambina. Ho finito di lavorare abbastanza presto, e grazie ad un provvidenziale passaggio in moto ho raggiunto in fretta il centro. La posizione da cui li abbiamo visti non era ottimale, infatti la foto qui sotto l'ho presa dal web perché le mie sono inguardabili, ma li ho trovati bellissimi come sempre.

Fuochi di San Giovanni



Ed ora due cose a cui tengo tantissimo.

Prima di tutto, sono orgogliosa di aver vinto (parimerito con Pensieri in viaggio) il premio come miglior blog di viaggio ai MozAwards.

Chi ha un blog conoscerà di sicuro Moz, ragazzo da un milione di idee. Ho partecipato alla votazione (sono felice che nelle altre categorie abbiano vinto molti blog che adoro) e ammetto di essermi auto-votata, convinta di raccogliere solo una manciata di voti.
Di certo non avrei mai immaginato di portare a casa il premio.
Ok, non ho vinto l'Oscar e nemmeno un Tapiro d'oro, ma la soddisfazione è lo stesso tanta, perché significa che con costanza e impegno sto riuscendo a trasmettere la mia passione.

Non ho idea di chi mi abbia votato, ma evidentemente siete tanti, perciò grazie, grazie, grazie.


Seconda cosa.
L'estate è tempo di vacanze, e come vi ho detto io ancora non ho idea di dove andrò, il ché è abbastanza strano per me.

In ogni caso, qualunque sia la meta, vi consiglio di mettere in valigia un libro a cui sono affezionata. "Chiudi gli occhi e guarda" di Nicola Pezzoli. Lui nel web è conosciuto come Zio Scriba, e la nostra è stata una di quelle sintonie istantanee che io definisco amicizia a prima vista.
La storia parla di Corradino e della sua estate da dodicenne, del Mare con la emme maiuscola, e dei suoi ricordi in cui mi sono immedesimata tanto.
Non sono solita a "sponsorizzazioni" di alcun tipo, ma ho voluto raccogliere il suo appello e alimentare il passaparola.
Se non lo trovate in libreria lo potete acquistare qui.



Torno al mio bipolarismo da viaggiatrice, che mi fa controllare il sito delle Cinque Terre mentre tengo d'occhio i prezzi dei voli per Shanghai. Chissà se riuscirò a far pace con me stessa e trovare una soluzione ai miei desideri.

Buona estate a tutti.


mercoledì 17 giugno 2015 Aggiornato il:

Expo 2015

Nutrire il Pianeta - Energia per la vita
La mia esperienza a Expo 2015



Finalmente sono stata a Expo, e posso raccontare la mia esperienza. Volevo che fosse una sorpresa, perciò mi sono documentata il minimo indispensabile ma negli ultimi giorni ho iniziato a leggere qualche notizia e quindi sono arrivata con tante aspettative e un po' di ansia, dovuta alla prospettiva di passare la giornata in coda. Non è stato così.

Se fin'ora avete letto di code impossibili, attese lunghissime e la prospettiva di limitare la visita a tre o quattro padiglioni al massimo, tenete conto che è la situazione del sabato o domenica.
Io ci sono andata di lunedì, e ho atteso al massimo 10 minuti.

Sono partita da Torino Porta Susa alle 10.10 con Italo, e alle 10.50 sono arrivata a Rho Fiera. Sfruttando le offerte e gli sconti tessera ItaloPiù ho speso € 8 in totale (andata e ritorno).
Se andate sul sito ufficiale di Expo noterete che Italo non viene nemmeno nominato (forse perché Trenitalia è tra i partner?) ma vi consiglio di utilizzarlo se ne avete la possibilità.
Sempre in tema di sconti, i biglietti dell'Expo li ho comprati con la tessera SocioCoop (altro partner) direttamente al supermercato, pagandoli il 30% in meno.

Una volta in stazione basta seguire le indicazioni e dopo il sottopasso ci si trova subito nel piazzale della biglietteria. Bisogna attraversare i controlli come all'aeroporto, poi chi non ha il biglietto si ferma alla cassa mentre noi che già ce l'abbiamo lo passiamo sotto al lettore e usciamo dai tornelli. Ci mettiamo in tutto cinque minuti, siamo dentro.


Thailandia



Il giro del mondo in un giorno

Il primo impatto è di essere in un grande luna park. I padiglioni me li immaginavo più grandi, alcuni me li immaginavo più belli, altri mi hanno sorpresa. In generale mi sono divertita tantissimo.
Qualche giorno fa ho scaricato la cartina per segnare i Paesi da visitare, e nonostante ne abbia segnati davvero tanti posso dire di essere riuscita a vederli quasi tutti. Se ho saltato qualcosa è stato per mancanza di tempo, nove ore sono volate in fretta.

Siccome non voglio rovinare la sorpresa a chi ha intenzione di andarci, non vi racconterò per filo e per segno tutto quello che ho visto, ma solo le mie impressioni su alcuni padiglioni dei Paesi che ho visitato (una trentina in tutto).

Cina


I tre che mi sono piaciuti di più

Corea
Combattere le cattive abitudini alimentari riscoprendo la tradizione dell'Hansik, che si compone di piatti che rispettano le stagioni, le combinazioni e l'armonia. Super tecnologico, elegante e coinvolgente.

Arzebaigian
Esteticamente uno dei più belli, con le sfere di vetro su più livelli e i colori dei fiori che si illuminano lungo il percorso. Un Paese che ha saputo sorprendermi e affascinarmi attraverso il racconto del proprio cibo, delle proprie risorse in tema di cibo biologico e della propria cultura.

Kuwait
Una prima parte coinvolgente, dove il tema principale è l'acqua. Riuscire a sfruttare impianti eco-sostenibili per garantire l'acqua potabile è il tema centrale. La seconda parte è una vera immersione nella cultura del Paese, attraverso odori, tessuti, esperienze e splendidi colori.

Kuwait



I tre che mi hanno delusa

Vietnam
Bellissima struttura, che rappresenta l'acqua e i fiori di loto. All'interno però ho visto molti souvenir e poco Vietnam.

Uruguay
Un Paese che mi attira tantissimo, raccontato in maniera un po' superficiale attraverso un documentario che spiega come si punti sulle nuove generazioni per un futuro migliore senza approfondire però il tema della propria cultura culinaria.

Stati Uniti
Una serie di totem su cui passano random video in cui personaggi famosi (chef, attori e anche il Presidente Obama) parlano del cibo affrontando diversi temi. Tutto qui.

Vietnam



I tre chi mi è dispiaciuto non aver visitato

Brasile
Uno dei pochi posti dove c'era da fare coda, la folla sulla famosa rete mi ha fatto desistere.

Italia
Molta gente anche qui, sul momento l'ho scartata in favore di Paesi che non conoscevo. A posteriori mi dispiace non aver dato un'occhiata.

Qatar
Saltato per mancanza di tempo, avrei voluto capire meglio il tema proposto.


Un consiglio
Se avete tempo, date un'occhiata ai Cluster, i padiglioni dove i Paesi sono raggruppati secondo diverse tematiche. Andate per esempio nella sezione del caffè e delle zone aride. Ci sono Paesi molto interessanti, e siccome sono i meno frequentati dai visitatori dell'Expo gli standisti avranno più tempo da dedicarvi. In Palestina ho ricevuto una breve lezione sui loro tesori artistici, in Giordania invece gli addetti allo stand erano annoiati e poco propensi a parlarmi, ma in compenso c'erano mappe e depliant turistici a volontà.

Corea



Fattore cibo
Tema centrale dell'Expo, il cibo. Non solo da vedere, scoprire e imparare a conoscerlo, ma anche da assaggiare. I prezzi sono alti, è vero, ma non così tanto.

Lasciando perdere la polemica dei famosi €110 per la rinomata cucina kaiseki, che è un prezzo in realtà normale (in Giappone costa uguale se non di più) se volete restare in Giappone ci sono ottimi piatti a prezzi più che ragionevoli.
Io ho lasciato il sushi e il care raisu (il riso al curry giapponese) ai miei compagni di viaggio che non sono mai stati in Giappone e ho ceduto alla nostalgia quando ho visto che era presente il mitico Mos Burger (la mia catena di fast food preferita). Teriyaki burger e Coca Cola grande a € 12.

Ho anche provato l'asado argentino (un piatto € 13 ), la piadina coreana con bulgogi (€ 6) e le patate olandesi (€ 4 ). Se in Corea ci sono rimasta male nello scoprire che avevano solo Birra Moretti, in altri Paesi ho bevuto buona birra locale: Belgio, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Giappone (da € 3.50 a € 5).



Extra [1]
Sono presenti anche organizzazioni e associazioni che hanno a cuore il tema del cibo e dell'alimentazione. Mi è piaciuto molto lo stand di Save the Children, dove i visitatori sono invitati a immedesimarsi in un bambino in difficoltà attraverso un percorso interessante e molto toccante. La sensibilizzazione sul problema del cibo nel mondo attraverso una storia in cui si diventa protagonisti, anche se per poco tempo, credo che sia efficace e molto istruttiva.

Extra [2]
Mi sono divertita come una bambina, soprattutto a raccogliere i timbri dei Paesi nella mia agendina bianca. Ho scoperto che avrei potuto acquistare il Passaporto dell'Expo, ma ormai avevo già una discreta collezione (lo sapete, no, che adoro i timbri?).
E a proposito di bambini, pur non avendone, ho apprezzato l'attenzione degli organizzatori nei loro confronti. L'accesso ai padiglioni ha una corsia preferenziale per le famiglie con bimbi, e all'ingresso vengono distribuiti i braccialettini da mettere ai piccoli su cui scrivere il numero di telefono del genitore.
Inoltre ci sono diversi distributori gratuiti di acqua.

Extra [3]
L'anno prossimo Expo 2016 sarà ad Antalya (Turchia) col tema "Bambini e fiori". Nel padiglione della Turchia ci sono i depliant per candidarsi come volontari.



In conclusione
Da viaggiatrice, dopo questa esperienza sto sognando di visitare Paesi che nemmeno conoscevo, e la mia lista dei desideri di viaggio si è arricchita.
C'è tempo fino al 31 ottobre per visitare Expo, e potrei quasi pensare di tornarci. Al di là di ogni polemica credo che sia un'opportunità da sfruttare.




sabato 13 giugno 2015 Aggiornato il:

Meno male che ci sono i controlli di sicurezza

Il mio week end a Bordeaux si conclude con una mattinata di mini-shopping, perciò torno al Carrefour e mi dirigo nel reparto alimentari.

Voliamo con Easy Jet, dunque abbiamo i limiti del bagaglio a mano, ovvero, a malincuore, non posso portare a casa:
- nemmeno una bottiglia di buonissimo vino francese
- neanche una salsina tipo mostarda perché i barattoli sono giganti

Mi lancio dunque sul Camembert, anche perché è confezionato insieme alla cocotte di terracotta da mettere in forno. Ne prendo anche due mini porzioni, con la loro mini-cocotte.

Aggiungo qualche scatoletta assortita di patè di fegato, giusto per farle assaggiare agli amici.


In foto, ciò che si può fare con una cocotte piena di camembert.
Foto presa qui


Arriviamo in aeroporto con largo anticipo, e per quanto riguarda il controllo del mio bagaglio, è velocissimo. Siamo partiti con un trolley in due, quindi per la prima volta ho potuto volare con la mia borsa di tutti i giorni senza doverla infilare a fatica nella valigia per la regola dell'unico bagaglio a mano.

Aspetto io il trolley mentre Lore si riveste (ogni volta tra fibbie e cinture si deve togliere un sacco di roba) e appena spunta fuori faccio per prenderla ma l'addetta mi chiede "E' la sua valigia?" Eccallà. Mi dice qualcosa che non capisco, e intanto apre la valigia. Inizia a ravanare e io penso sarà mica il formaggio!
Macché, il formaggio va bene. Sono le scatolette ad essere sospette. Pericolosissime scatolette sigillate, di una nota marca francese, ancora nella busta del Carrefour (forse c'è anche lo scontrino).


Foto presa dal web, a puro scopo illustrativo.
Fate conto che le scatolette erano tipo questa.
Qui il sito


Il mio sguardo implorante non serve a nulla, finiscono nel sacco nero del bidone. A quanto ho capito il problema è legato al peso, sopra i 100 grammi non si può fare. Pazienza. Di certo non le vado a ricomprare nello shop dell'aeroporto, che costano 8 volte tanto.

Adesso vi chiederete come mai la faccio tanto lunga, per un paio di scatolette, che tra l'altro avrei dovuto sapere che non le avrei potuto imbarcare nel bagaglio a mano. Giustissimo. I controlli sono sacrosanti e ci mancherebbe altro.

Devo però fare un passo indietro e raccontarvi una cosa.

Quando siamo arrivati in hotel a Bordeaux, ci siamo ricordati di non aver chiesto durante il check-in in hotel la password del wi-fi. Mentre Lore chiama la reception io gli cerco carta e penna rovistando nella mia borsa (il mio bagaglio a mano), ed è in quel momento che scopro di essere partita col mio portapenne da borsa, che tra le altre cose contiene un taglierino nuovo di pacca, con 13 cm di lama nuova nuova. Sgomento, panico, e una domanda:
Ma come cavolo è possibile che non me lo abbiano sequestrato?

Ricapitolando, e qui mi sorge il dubbio sui controlli, ho volato da Torino a Bordeaux e da Bordeaux a Torino, involontariamente eh, con un taglierino. Ma per un motivo di sicurezza che mi sfugge, non ho potuto portare a casa tre scatolette di patè.

Non è abbastanza inquietante tutto ciò?

martedì 9 giugno 2015 Aggiornato il:

Week end a Bordeaux - terza parte

- post precedente: Week end a Bordeaux seconda parte -


Oggi abbiamo deciso di fare una gita al mare. La fortuna aiuta i viaggiatori perché la giornata è splendida, perfetta per la nostra destinazione.
Dopo una buona colazione al bar andiamo in tram a Pessac, dove prendiamo poi il treno per Arcachon.


Il cielo di Bordeaux questa mattina
Bordeaux


Il treno è pieno come un uovo, per fortuna il viaggio dura solo una cinquantina di minuti, perché sono in equilibrio precario tra una bicicletta messa di traverso e i ragazzi seduti vicino a me. Oltretutto fa un caldo terribile e ad ogni fermata sale gente. Ogni tanto arrivano a tradimento zaffate di puzza di cui è impossibile individuare il responsabile. Tutti con la faccia da gnorri, vai a capire chi è che ha mangiato fagioli a colazione tra tutta sta gente.

Finalmente arriviamo. Appena fuori noto subito i classici chioschi da mare, dove trovi giornalini e materassini gonfiabili, cappelli di paglia e cartoline.
Arcachon è famosa per la duna di Pilat, che pare sia la più alta d'Europa. Si trova a circa 13 km da qui, ma scopriamo che di domenica non ci sono autobus. Per arrivarci l'alternativa potrebbe essere il taxi oppure il traghetto, ma ci sembra una soluzione troppo dispendiosa per il tempo che abbiamo a disposizione.
Ci accontentiamo di vedere la spiaggia.

Prima di andare al mare ci fermiamo al mercato, attirati da ostriche e frutti di mare. La zona ristoro è piena di gente, in Francia si mangia a tutte le ore, ma è mattina e preferisco far merenda con macarons assortiti.


Le case di Arcachon
Arcachon

Macarons
Macarons


Adoro il mare, mi basta vederlo per sentirmi felice. Nonostante la bella giornata però non so se avrei il coraggio di fare un bagno primaverile nelle fredde acque dell'Oceano. Eppure di gente in acqua ce n'è. Io mi accontento della mia prima passeggiata in ciabattine e canottiera, che ai primi di maggio mi sembra già una conquista.


La spiaggia di Arcachon vista dal pontile
Arcachon


Camminiamo sul lungomare, poi ci addentriamo nelle stradine costeggiate da case che vanno dai castelli delle fiabe alle villette da sogno, per raggiungere Plage Pereire. Una distesa di sabbia chiara che mi fa pentire di non aver portato il costume, anche se fa troppo caldo per pensare di stare al sole.
Sto rivalutando l'idea di farmi un bagno. Sembra agosto.


Plage Pereire
Arcachon

E' ora di pranzo, e siamo affamati. Non ci sono molti ristoranti, e quelli che troviamo sono pieni.
Proviamo sulla spiaggia, dove c'è un ristorante molto grande, pieno di gente e con dei prezzi decisamente cari. Non c'è posto ma in qualche modo ci trovano una sistemazione e ordiniamo piatti piuttosto semplici ma che mi sembrano buoni. Forse perché mangiare guardando il mare mi fa apprezzare qualsiasi sapore.

Per la digestione poi, un gelato e una pennichella all'ombra sul prato, con il rumore del mare come sottofondo. Goduria.


Ostriche e calamari e altri piatti di pesce. Vista mare.
Club Plage Pereire

Tornare indietro è un po' più stancante, mi chiedo come mai la domenica non ci sia nemmeno un'autobus, ma camminare non ci ha mai spaventati. Sembra che in giro non ci sia nessuno, ma in realtà dalle villette sul mare si sente vociare. Sporgendosi un po' si nota che hanno l'accesso privato alla spiaggia, nascosto agli sguardi dei passanti. Diciamo che da queste parti la gente avrà anche dei problemi, ma di sicuro non quello di arrivare a fine mese.


Arcachon, Basilique Notre Dame
Arcachon, Basilique Notre Dame


Lasciamo Arcachon con le spalle scottate dal sole e la sensazione di sale sulla pelle anche se non abbiamo fatto il bagno.
Il viaggio di ritorno per Bordeaux è molto più confortevole dell'andata, siamo seduti e c'è addirittura l'aria condizionata. Siamo talmente comodi che ci addormentiamo tutti e quattro e per poco saltiamo la fermata.

Installazioni artistiche a Bordeaux
Bordeaux


Ultima serata a Bordeaux, si chiude in bellezza. Questa sera si cena a La Brasserie Bordelaise, ma prima prendiamo un aperitivo in Place du Parlament, dove ci sono molti locali e parecchia gente.
Ci presentiamo al ristorante puntuali, pare che se il tavolo non è libero all'ora prenotata si abbia diritto ad una consumazione offerta nell'attesa di potersi sedere, ma dopo un minuto ci fanno accomodare.

In prima sala c'è una confusione tremenda, ma nella nostra si sta un po' più tranquilli. Ci pensano i camerieri a portare il caos. L'ambiente è molto bello, mi piace l'arredamento e la sistemazione dei tavoli. Il menu è particolare, sembra un giornalino turistico con i piatti al posto dell'indice, e forse serve a intrattenere gli ospiti, dato che riusciamo a ordinare un'ora dopo esserci seduti.

Finalmente arriva l'antipasto, peccato che non ci abbiano ancora servito da bere. Nel tavolo a fianco a noi una cliente sta cazziando di brutto una cameriera che di lì in poi si terrà alla larga dalla nostra zona.
Vado in bagno e quando torno noto un vassoio con tre piatti che sembrano proprio le nostre bistecche, ma ci mette altri 5 minuti buoni ad arrivare, insieme al quarto piatto.
Forse mi sono fatta influenzare troppo dai programmi tipo Hell's Kitchen, dove Gordon Ramsey ti tira dietro il piatto se non va bene, ma la carne è freddina. Non mi piacere lamentarmi, ma anche se volessi al momento non c'è nessuno con cui farlo.
Almeno è buona? Certo che è buona, con 25 euro di bistecca ci mancherebbe pure che fa schifo.

In conclusione, il ristorante è bello, il menu è ottimo, ma purtroppo devo stendere un velo pietoso sul servizio.


Il coperto prevede pane e Paté de foie de porc. Sotto i miei piatti: tartare di salmone e filetto.
La Brasserie Bordelaise

Concludiamo la serata tra i palazzi illuminati di Place de la Bourse, e con una birra in Quai de la Douane. Domani si torna a casa, ma ho ancora un paio di cose da raccontarvi di Bordeaux e soprattutto di Easy Jet e dei controlli negli aeroporti.
Per oggi però è tutto.


Place de la Bourse
Place de la Bourse

- continua -


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Info pratiche:

Colazione: Café Napoleon 3
6 bis, cours du 30 juillet - Bordeaux
(Di fianco all'hotel 4 Soeurs, tra Place du Quinconces e l'Opéra)
Buono sia l'espresso che il croissant.

Come arrivare ad Arcachon:
prendere il tram B fino a Pessac (capolinea). Si ferma proprio di fianco alla stazione da cui parte il treno per Arcachon. Ci impiega circa 45 minuti, costa € 11
Oppure treno da Bordeaux Gare Saint-Jean a Arcachon.
Usciti dalla stazione sulla sinistra c'è l'ufficio del turismo, mentre di fronte ci sono le fermate degli autobus. ATTENZIONE: alla domenica niente autobus!
Per la cartina di Arcachon e tutte le info sui trasporti clicca qui 
Plage Pereire: dalla stazione sono circa 2,5 km a piedi, fermata degli autobus proprio all'inizio della spiaggia..
Pranzo: Club Plage Pereire - 12 Boulevard de la Mer, Arcachon

Cena: La Brasserie Bordelaise
50 rue Saint-Remi - Bordeaux
Qui il menu


Nella cartina:
Percorso treno Bordeaux-Arcachon e tragitto a piedi dalla stazione di Arcachon a Plage Pereire.

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sabato 6 giugno 2015 Aggiornato il:

International Street Food Parade Torino

In attesa di andare all'EXPO, con la voglia di immergermi nei profumi di cibo tipico regionale e internazionale, oggi sono andata all'International Street Food Parade.

Quattro giorni di cibo ed eventi che si svolgono nell'ex stabilimento industriale, di cui resta l'enorme tettoia e i pilastri rossi. Adoro questo parco, la sua storia e la sua evoluzione: sembra un po' di stare a Berlino, perciò se venite a Torino segnatevi questo posto.

Ma veniamo al festival, visitato nel primo pomeriggio, con circa 32°, temperatura che toglie l'appetito. Almeno fino a quando non ci si trova davanti alle bancarelle.

I miei assaggi:
- lo gnocco fritto, direttamente dall'Emilia Romagna una delizia con prosciutto crudo che nonostante il nome è leggero e poco unto. Talmente buono che mi sono dimenticata di fotografarlo prima di azzannarlo e farlo fuori in tre minuti. Prezzo: € 4, onesto.
- costine di manzo nello stand argentino, cotte molto bene e saporite (anche se mancava un po' di sale). Trovate la foto più giù. Prezzo: € 7, un po' caro.
- ovviamente non poteva mancare la birra, presa nello stand americano. Dopo un paio di assaggi ho scelto una bionda, amara e corposa. Prezzo: € 4, più che onesto.


L'ingresso è libero, ma negli stand i prezzi non sono molto economici.
Stasera ci sono anche i maxi schermi per la partita, nel caso non sappiate ancora dove andate.

Se invece non ci potete andare, consolatevi con la mia foto-cronaca.


Si parte subito con Quelli della Bombetta (involtino di capocollo)
Quelli della Bombetta

La tettoia e i primi stand 
Parco Dora

Birra americana
Birra americana

L'antica Farinata 
(bellissimo il furgone con i forni, ma € 5 per un pezzo di farinata mi sembra un po' troppo)
Farinata

Le fonderie Ozanam

Street fruit, un furgoncino che sembra uscito da un manga.
Street fruit

Vista d'insieme
Parco Dora

Berberè Eritrea
Berberè Eritrea

Cucina vegana con canapa
Cucina vegana con canapa

Asado argentino...
Asado argentino

... e le Costine
Costine


Per concludere vi lascio con la mia personale classifica.

Il Premio originalità va a Birrabus. Chi non vorrebbe un furgoncino così?
Birrabus

Il premio Stand più carino va a Tigelle emiliane. 
Un po' camper di Barbie, un po' camper dei miei sogni.
Tigelle

Il Premio pentolone più grande va alle orecchiette con cime di rape. Senza rivali.
Orecchiette

Premio resistenza alla signorina de Le miasse,
che nonostante il caldo torrido di oggi non si è mossa un attimo dalla griglia.
Le miasse

Menzione speciale per lo Gnocco fritto.
Gnocco fritto



International Street Food Parade
Parco Dora, Torino
4-5-6-7 giugno 2015
12.00 - 24.00


Vedi anche: La galleria fotografica in bianco e nero su La Repubblica

giovedì 4 giugno 2015 Aggiornato il:

Week end a Bordeaux - seconda parte




In Francia non è difficile trovare un posto dove fare colazione. Anche se il caffè non è mai buono come quello di casa ci si consola con la pasticceria e i prodotti da forno, che riempiono la strada di un buon profumo. In albergo la colazione a buffet costa € 8 a persona, una follia se pensate che spendiamo meno della metà da Brioche Dorée (croissant, pan au chocolat e due caffè).

Questa mattina ci diamo appuntamento in Place de la Victoire, dove si trova la porta d'Acquitania e una curiosa tartaruga di ferro. Aspettando l'ora di pranzo facciamo un giretto tra le bancarelle di Place Canteloup e poi entriamo nella Basilique Saint-Michel (Place Meynard) che ha il campanile alto 114 metri staccato dal corpo della chiesa.


Place de la Victoire
Place de la Victoire

Basilique Saint-Michel
Il mercato, il campanile di fronte alla facciata, i particolari delle statue all'interno, le vetrate e la navata centrale.
Saint-Michel

Basilique Saint-Michel, una vetrata
Saint-Michel


Oggi la giornata è dedicata al buon cibo, quindi aspettiamo l'ora di pranzo e ci dirigiamo verso il mercato.

Il Marché des Capucins è un mercato coperto dove si possono trovare diverse prelibatezze (io per esempio ho un debole per i formaggi) e alcuni banchi offrono la possibilità di pranzare al bancone o nei tavolini, che sono sempre affollati.
Troviamo un posticino per quattro da Chez Jean-Mi, e ordiniamo un tagliere di formaggi, uno di salumi e uno strepitoso plateau di ostriche e frutti di mare. Ad accompagnare il pasto una bottiglia di buon vinello bianco, che scende talmente bene da doverne prendere altri bicchieri extra.

Intorno a noi rumore di chiacchiere, posate, qualche guscio volante schizzato via da un piatto e tante facce soddisfatte. Un cameriere con una memoria di ferro, non un ordine scritto, con una faccia simpatica e l'atteggiamento positivo, a cui va tutta la mia stima. Alla faccia di chi dice che i francesi sono antipatici.

Marché des Capucins
L'influenza spagnola si nota nella proposta di tapas. La formula è uguale a quella giapponese dei sushi a nastro: ogni piattino ha un colore a cui corrisponde un prezzo. Interessante.
Marché des Capucins

Chez Jean-Mi
Piatti preparati e messi in vetrina in attesa di servirli ai tavoli.
Chez Jean-Mi

Selezione di salumi (tra cui il sanguinaccio, mai mangiato prima) e formaggi.
Chez Jean-Mi

Plateau di frutti di mare
Chez Jean-Mi

Dopo un pranzo del genere è d'obbligo fare una passeggiata. É anche uscito il sole. Le vie di Bordeaux mi sono già familiari, trovo che sia una città in cui è semplice orientarsi. La mia impressione è di trovarmi in una città che mette a proprio agio i turisti, che li accoglie e li tratta bene.

Riesco anche a fare un po' di shopping nel mio negozio preferito (resa un po' spavalda dal vinello oggi non bado a spese) e poi ci rilassiamo al parco, prima di un aperitivo insieme ad un'amica che abita qui.
Tornando verso l'hotel ci fermiamo al Carrefour Market (Place des Grands Hommes) di cui vi parlerò in seguito per raccontarvi come siano pericolosissimi i souvenir che abbiamo comprato.

I giardini pubblici di Bordeaux
Jardin Public

Carrefour Market
Carrefour Market

Rue Sainte-Catherine, sempre piena di gente.
Rue Sainte-Catherine

Camminare mette fame, e ce ne vuole parecchia per affrontare col giusto appetito Le Cochon Volant, ristorante che resterà famoso come uno dei migliori che io abbia mai provato.
Siamo arrivati per primi, ma nel giro di un'ora si è riempito (considerate che abbiamo dovuto prenotare ieri per riuscire a trovare un tavolo libero stasera). Il menu è esposto sui pannelli, e i piatti vengono spiegati e raccontati dal responsabile di sala con una cura e una pazienza che ha soltanto chi fa questo mestiere con passione.

I prezzi esposti sono un po' alti, ma dopo aver visto la dimensione dei piatti (e soprattutto la qualità) ho dovuto ammettere che sono più che onesti.

Come antipasto abbiamo preso Rillons de canard e formaggio al forno, mentre come portata principale c'è stato un tripudio di carne, giusto per stare leggeri. Credo che le foto parlino da sole (astenersi gente a dieta, vegetariani e salutisti, si consiglia la visione solo a chi è a stomaco pieno).

Rillons de canard (conserva di carne e grasso d'anatra) con pane tostato e sottaceti.
Ad un primo assaggio ricorda un po' lo Spuntì alla carne, ma molto più buono.
Attenzione: crea dipendenza.
Le Cochon Volant

Camembert al forno con pancetta e pane tostato.
Le Cochon Volant

La mia scelta: Cotelettes d'agneau. Un piatto di costolette d'agnello deliziose, succose e morbidissime. (Dalla dimensione non sembrano costolette di brontosauro?)
Le Cochon Volant

Gli altri piatti: Magret de canard (petto d'anatra), cote de porc e couston de porc (non credo serva traduzione). Ogni portata è accompagnata da patatine e insalata, i contorni non si ordinano a parte ma fanno parte del piatto.
Le Cochon Volant

Accompagniamo queste delizie con un buonissimo vino rosso (Chateau Bel Air), con cui brindiamo al mio compleanno, e concludiamo col dolce. Questa cena me la ricorderò per moltissimo tempo.


Bordeaux di sera si illumina, i palazzi si riflettono nel fiume e l'atmosfera è molto romantica. Perfetta per concludere questa bella serata.

La grosse cloche
porta storica di Bordeaux composta da uno dei più antichi campanili francesi.
La grosse cloche

Pont de pierre
(ponte di pietra) voluto da Napoleone che ha fatto costruire un'arcata per ogni lettera del suo nome.
Bordeaux Pont de Pierre

I palazzi illuminati visti dall'altra parte della Garonna.
Bordeaux

- continua -




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Info pratiche:

Pranzo: Chez JeanMi
Marché des Capucins (Place des Capucins) Stand 29 e 29b

Cena: Restaurant Bistrot Le Cochon Volant
22 Place des Capucins


I luoghi visti oggi:

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