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lunedì 10 settembre 2012Aggiornato il:

Shanghai, che fatica!



Diario di viaggio in Cina, giorno 6
7 agosto 2012

Stamattina ci alziamo prima dell'alba.
Facciamo colazione in cortile con calma e lasciamo l'ostello. Arriviamo in stazione un'oretta prima della partenza.
Il tempo è bellissimo, e mi dispiace davvero tanto andare via da Pechino.

In stazione funziona più o meno come all'aeroporto. Bisogna aspettare al gate indicato sul biglietto (controllando sui tabelloni che sia quello giusto) e quando ci si può imbarcare la scritta luminosa sopra all'ingresso diventa verde.
Ci viene controllato il biglietto, il passaporto e il bagaglio. Sul treno i posti sono assegnati e comodissimi: siamo sul treno proiettile che in circa 4 ore e 30 ci porterà a Shanghai, percorrendo 1318 km con una media oraria di 310 km/ora.

Durante il viaggio ci accorgiamo che il tempo diventa sempre più brutto man mano che ci allontaniamo da Pechino. Arriviamo a Shanghai che ci accoglie con un forte vento e il cielo grigio.

Il treno proiettile Pechino - Shanghai




La stazione di Shanghai Hongqiao è enorme, ed è collegata all'aeroporto (a due fermate di metropolitana).
Abbiamo bisogno di cambiare i soldi, e siccome troviamo una banca pensiamo di sbrigare subito questa commissione.
La signorina allo sportello ci dice che hanno disponibili solo 400 euro. La cosa ci sembra strana, ma sempre meglio di niente (oltretutto con quella somma in Cina ci vivi per giorni). L'ufficio del cambio non è lì, bisogna andare in un altro ufficio che si trova sempre all'interno della stazione. Ci fa accompagnare da una guardia.
Ok, lo seguiamo.

5 minuti. Sempre dritti, sempre dietro la guardia. 10 minuti. Non so che distanza abbiamo percorso ma stiamo camminando da un secolo. 15 minuti. Iniziano i cartelli "per l'aeroporto dritto di qua". Guardo Lore. Mi guarda. Dove cavolo ci sta portando?
La guardia ogni tanto sbuffa e mi guarda con la faccia che hanno i maniaci nei cartoni animati.
20 minuti. Siamo perplessi. Forse anche un pochino preoccupati.
Finalmente svolta a sinistra, noi dietro. Un ascensore. Un corridoio. Una banca. Guardo il nostro accompagnatore, che si piazza all'ingresso. Che fa? Non se ne va?

La signorina allo sportello parla un inglese che lasciamo stare. Ci fa compilare un modulo e poi perde 10 minuti a capire qual è il cognome e quale il nome, mentre Lore tenta di farle un corso accelerato di lingua. Altri moduli da compilare, passaporti da fotocopiare. Quando siamo finalmente al dunque si blocca. Mah, un momento, voi volete cambiare Euro in Yuan???
Ma secondo te che cavolo ce ne facciamo degli euro in Cina??
Non aveva capito niente, nè lei, nè quella santissima impiegata che abbiamo lasciato qualche chilometro fa.
Aaaah! Ma allora bisogna rifare tutto!
Tutto-tutto-tutto.

Io ormai sono svaccata sul divanetto e lancio occhiate assassine alla guardia, che finalmente gira i tacchi e se ne va. Dopo un'ora riusciamo ad avere i nostri yuan, missione compiuta, ma che fatica! Questa "gita" in stazione ci ha fatto perdere quasi due ore.

A Shanghai il prezzo del biglietto della metropolitana varia in base alla distanza.
La linea 10 è nuovissima. Mentre aspettiamo la metro quello che vediamo nelle tv non promette niente di buono.



Usciamo dalla metro e ci troviamo in un centro commerciale sotterraneo, con bancarelle come al mercato, passaggi stretti e gente dappertutto. Con le valigie (seppur piccole) non è il massimo. Usciamo in strada, ci orientiamo e imbrocchiamo la via giusta. Già da lontano riconosco il mega palazzo dove dobbiamo andare: è fatta! Al primo colpo!
Ho cantato vittoria troppo presto.

Cerchiamo l’ingresso del residence, troviamo quello dell’Hotel Peninsula dove un tassista mi offre aiuto ma lo capisco troppo tardi, quando ormai ci siamo persi in un mare di incomprensioni, ascensori, reception fantasma e una voglia matta di tornare a casa (a Pechino, non in Italia).


Cronaca di un’ora abbondante alla ricerca della Mayson Shanghai Bund Serviced Apartment.
Troviamo il portone d’ingresso, il citofono è numerico, niente scritte. Il portiere sulla strada ci apre e riusciamo ad entrare. Corridoio, ascensori. L’indirizzo sulla prenotazione dice 12F room 1210, saliamo al 12° piano. Non c'è nessuno. Ascensore, torniamo giù. Il piano terra corrisponde con il retro della hall dell’hotel, chiediamo a qualcuno, nessuno parla inglese. Mostriamo il foglio della prenotazione scritto anche in cinese e ci mandano al 12° piano. Di nuovo. Ogni volta l’ascensore ci mette un secolo ad arrivare, poi salire, poi scendere di nuovo. Tiro fuori il frasario: mostriamo in giro la parola RECEPTION. Ciccia. Ritorniamo giù. Chiediamo aiuto alla reception dell’hotel. La signorina dice ok, chiama un’inserviente e le chiede di accompagnarci. La signora ci riporta agli ascensori, 12 piano. Di nuovo! Ci dice bye bye e ci lascia lì. Mi viene da piangere.
Continuiamo a incontrare signorine che salgono e scendono con noi, sono senza ombra di dubbio le famose “massaggiatrici” e la conferma l’abbiamo quando incontrano (sempre in ascensore, dove stiamo passando il pomeriggio) una signora che tutte salutano e chiamano mamy.
Siamo stufi di muoverci con le valigie al seguito e le lasciamo davanti alla maledettissima stanza 1210 dove c’è un numero di telefono che non riusciamo a chiamare perché i nostri telefoni non vanno (sia maledetta anche la Tim e la sua schifo di carta vacanze attivata prima di partire). Torniamo giù e chiediamo alla signorina della reception dell'altro hotel se ci fa il piacere di chiamare per noi (io ho gettato la spugna e sto ufficialmente lacrimando).
Finalmente arriva la receptionist che ci porta al 12° piano (è un incubo: quante volte siamo già saliti?) e apre la maledettissima porta della stanza 1210.
Sospiro di sollievo, riusciamo anche a pagare con la carta di credito e quando entriamo finalmente nel monolocale la vista che si gode da quassù mi ripaga e mi consola.

Poco dopo sentiamo bussare. La signorina è tornata a spiegarci un po’ di cose dell'appartamento e a scusarsi per non essersi fatta trovare in reception. (Estiqaatsi! pensa che è stata molto carina a porgere sue scuse).

Il salotto e la sala da pranzo del nostro appartamento.
La scaletta porta al soppalco dove c'è il letto.


Oggi abbiamo perso un sacco di tempo, e tutto quello che abbiamo visto di Shanghai è stata qualche via sotto casa quando siamo scesi a fare un po' di spesa. Siamo in una zona particolare, dove resiste un quartiere ancora tradizionale ma stanno costruendo grattacieli tutto intorno, e prima o poi spariranno anche le ultime casette basse. 

Stasera ceniamo con ramen istantaneo e siamo così stanchi che non ci pensiamo proprio a uscire. Oltretutto sta iniziando a piovere, e alla tv dicono che il tifone sta proprio arrivando.

Ciliegina sulla torta: Lore ha la febbre.

I ramen istantanei sono davvero buoni!

 La vista dalla nostra enorme vetrata.






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Info pratiche:

Beijing south - Shanghai Hongqiao (treno delle 9:00)
1° classe 935 RMB - 2° classe 555 RMB

Mayson Shanghai Bund Serviced Apartment
Room 1210, 12F, 258 Wuchang Road
Hongkou - Shanghai, 200080 China
300 RMB a notte in monolocale

Metro Line 10 Shanghai Hngqiao - Tiantong Road 5 RMB
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13 commenti:

  1. La stanza è meravigliosa, ma immagino che in quel momento avreste dormito anche in una baracca piuttosto che dover fare su e giù dieci volte!
    Un applauso all'impiegata che voleva farvi cambiare gli yuan in euro, e soprattutto un enorme applauso a voi per non aver sbranato nessuno, nonostante ne abbiate avuto motivo più di una volta!

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    1. Sinceramente pensavo che saremmo finiti a dormire nel pianerottolo del palazzo! Non pensavo di certo che arrivando col treno a Shanghai alle 13.30 avrei messo piede a casa quasi alle 18!

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  2. questo viaggio è stata un'avventura continua!

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    1. Una faticaccia! Shanghai non ci ha portato tanto bene, però è bellissima.

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  3. Ma che super sfiga!!! Mi spiace!
    Però la stanza è favolosa!

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    1. Un appartamento fantastico! Pensa che era la sistemazione più economica, io una vista così non l'ho mai avuta in nessun viaggio precedente! Visto come girava la sorte appena ho aperto la porta ho pensato "con la fortuna che ho ci hanno dato uno studio vista cortile", e invece....

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  4. ma se me l'avessi detto che venivi...
    a pensarci, non avrei potuto fare molto, dato che in quelle date ero in italia. però qualche dritta te l'avrei data...
    le schede telefoniche, per esempio, sono molto economiche, puoi comprarle nei supermercati e con 50 yuan telefoni per ore...

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    1. Sapevo che eri in Italia, l'ho letto nel tuo blog. (Anche perchè altrimenti mi sarebbe piaciuto vederti!)

      Siamo poi riusciti a usare il telefono, ma in quel momento non sapevo più cosa fare! Di certo non riuscire a comunicare è stata la parte più difficile del viaggio.

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  5. caspita, io sarei scoppiata a piangere, conoscendomi!
    però quella bellissima stanza ripaga i contrattempi =)

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    1. Infatti ho pianto, in maniera poco plateale ma ho pianto! La stanchezza non aiuta in certi casi. Se ci penso adesso mi sembra esagerato, ma in quel momento mi sono davvero impanicata...

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  6. Che stress quando non ci si riesce a capire! Io in queste situazioni tendo a diventare discretamente aggressiva e la Dolce Metà cerca di bloccarmi (spesso senza successo) ;-P

    Mi sa tanto che se riuscirò ad andare in Cina i soldi farò che prenderli in Italia (o all'aeroporto), per evitare perdite di tempo. Quest'anno in Svezia non mi ero proprio posta il problema (rischiando, tra l'altro, di non riuscire a prendere la metro per arrivare in albergo a mezzanotte passata) XD

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    1. Avremmo dovuto andare in una banca in città. Per fare prima abbiamo perso un sacco di tempo, se mi avessero detto che l'altro ufficio era a due chilometri da lì col cavolo che ci andavo!

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