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sabato 1 dicembre 2012Aggiornato il:

Viaggio organizzato o fai da te?

Prima di partire per la Cina ho avuto qualche dubbio sulla fattibilità del mio viaggio in completo fai da te. Non è stato facilissimo trovare tutte le informazioni di cui avevo bisogno e la scelta della meta mi metteva una certa soggezione.

Per capire se si può partire da soli o se è meglio affidarsi a un Tour Operator è bene valutare alcuni punti.


La meta del viaggio.

Valutando le mete considerate "sicure" (quelle in cui si possa decidere di andare senza far morire di paura nessuno), la scelta del luogo da visitare dirà già molto su che tipo di viaggio si vuole fare.

Ci sono dei posti in cui è importante affidarsi a professionisti, penso ad esempio alle spedizioni nel deserto del Sahara. Viaggi fantastici in Africa, in Paesi difficili da raggiungere.
Ma anche posti in cui la vacanza consiste nel mettersi in costume e stare una settimana a oziare sulla spiaggia guardando il mare (non riesco a non pensare alle Maldive).
Come lo vedete un gatto nero
in Africa?
Per questi viaggi la scelta del Tour Operator è perfetta, e anche consigliata.

Se si vogliono visitare le grandi città viaggiare da soli permette l'assoluta libertà, specialmente nella scelta dei posti da visitare e nei tempi di permanenza.

Parlando nello specifico della Cina, se si vuole visitare alcune città il fai da te è fattibile, invece per spostarsi nelle campagne e in zone più isolate credo che sarebbe meglio affidarsi a una guida.





L'itinerario del viaggio.

Il punto è simile al precedente. La differenza sostanziale è che se l'itinerario può essere percorso in maniera autonoma io prediligo sempre il fai da te. Tutt'al più si può prevedere un fai da te + guida locale reperita sul posto. In questo modo non solo si risparmia, ma si è sicuri di portare beneficio economico agli abitanti del luogo.
Inoltre, prevedere spostamenti con i mezzi di trasporto locali fa sì che si abbia un'esperienza più autentica. Se penso al viaggio in treno per andare a vedere la Grande Muraglia, e provo a immaginare il classico pullman turistico che accompagna fin davanti all'ingresso...beh, secondo me non c'è paragone.

Spesso gli itinerari dei T.O. sono fissi, non c'è possibilità di modificarli secondo il proprio gusto. Inoltre, come ho più volte sottolineato nel mio diario di viaggio in Cina, i pullman turistici tendono ad arrivare tutti insieme, nelle ore di punta. Questo rende le visite piuttosto caotiche e stancanti.


La scelta degli alberghi.

Nei viaggi organizzati si tende a proporre sistemazioni alberghiere di un certo livello. Generalmente questi hotel si trovano nei quartieri più nuovi della città, lontani dalla tradizione e dalla cultura locale. Inoltre capita spesso di sfogliare diversi cataloghi di una destinazione e notare che vengono indicati sempre gli stessi Hotel. Questo è indice di buona reputazione di una struttura che si propone soprattutto a una clientela internazionale e ha rapporti con più T.O. contemporaneamente.

Col fai da te magari si scende di livello ma si ha il vantaggio di poter scegliere in base ai propri gusti. Credo che il lusso non faccia schifo a nessuno, ma con un po' di pazienza si trovano ottime soluzioni senza spendere una fortuna.

Nelle mie ricerche do molta importanza alla zona, ma soprattutto alla posizione: l'hotel deve essere vicino ai mezzi pubblici (metropolitana, oppure stazione se si tratta di città piccole) per facilitare gli spostamenti.
Anche la tipologia della sistemazione è importante. Se posso scelgo la formula studio (monolocale con angolo cottura), oppure l'ostello, che spesso è situato nei posti più pittoreschi delle città e dà la possibilità di conoscere altre persone.


Il volo aereo.

Personalmente sono un po' maniaca dei voli. Inizio a controllare i costi appena decido la meta, e può essere anche 10 mesi prima della partenza. Trovare il mega offertone per i mesi estivi secondo me è impossibile, ma con un po' di costanza (controllando i prezzi almeno una volta alla settimana) e fidandosi del proprio intuito (se un prezzo sembra buono meglio non farselo scappare) si possono spendere cifre "umane".

Attenzione però, non bisogna guardare solo per il prezzo. C'è un altro aspetto fondamentale da valutare: gli scali.
Vi faccio un esempio. Stavo guardando i prezzi per un Torino-Bangkok a/r in date flessibili tra luglio e agosto 2013. Mi salta all'occhio un prezzo davvero ridicolo con la compagnia Turkish.
Controllando i dettagli di volo, ecco spiegato il motivo: tra il volo Torino-Istanbul e Istanbul-Bangkok lo scalo è di circa 16 ore. Praticamente tra volo, scalo, e fuso orario arrivi in Tahilandia dopo 3 giorni!

Dopo aver fatto tutte le ricerche, se trovo il volo che fa per me vado in agenzia e sfrutto la pazienza dell'operatrice. Più di una volta è riuscita a trovare offerte migliori per le date scelte, e sinceramente trattandosi di cifre considerevoli (per le mie tasche) preferisco staccare l'assegno da dare fisicamente a una persona, piuttosto di prosciugare la carta di credito con un pagamento via internet.


Il compagno di viaggio.

Io viaggio in coppia, e certe volte alcune difficoltà hanno fatto saltare qualche nervo a entrambi. Abbiamo superato certi momenti di sconforto grazie al fatto che ci conosciamo molto bene, ci sopportiamo, ma soprattutto ci vogliamo molto bene.

Il compagno di viaggio è importante, ed è ancora più importante sceglierlo bene. Primo, perchè influenza l'andamento della vacanza (se si va d'accordo è tutto bellissimo, se si litiga è un inferno). Secondo, perchè avrai il ricordo di un posto legato a quella persona (e si spera sempre che siano bei ricordi).

Non siamo una bella coppia?
In più, in un viaggio fai da te è ancora più importante siccome fa parte della "squadra".
Nel mio caso, io sono la mente organizzatrice, lui è il mio braccio destro, nonchè quello che si occupa delle pratiche più noiose (come il check-in negli hotel).

In un tour organizzato si vive a contatto con un gruppo abbastanza ristretto di persone mai viste prima. Bisogna aver fortuna e trovare gente possibilmente simpatica. Devo dire che abbiamo sempre fatto amicizia con i nostri compagni di viaggio, anche se non sono mai mancati i rompiballe!


Il cibo.

L'elemento più importante! Il fattore che più di tutti deciderà le sorti della vacanza!

Chissà perchè nelle agenzie si chiede sempre e solo "com'è l'albergo?" e si tralascia l'elemento che deciderà davvero l'esito del viaggio: come si mangia?

Lasciando perdere i villaggi vacanza dove la cucina può essere più o meno varia (con o senza cuoco italiano, che fa figo anche se non è bravo), nei viaggi organizzati si va tutti insieme nei ristoranti convenzionati, e come per gli hotel, in genere il T.O. sceglie soluzioni che possano accontentare un po' tutti.

Aggiungo solo un piccolo pensiero personale su chi cerca il cibo italiano all'estero. Probabilmente nei grandi Hotel proposti nei cataloghi verranno offerte cene in cui saranno proposti anche piatti occidentali.
Io sono dell'idea che chi ha l'esigenza di mangiare italiano debba andare in vacanza in Italia.

Per me la scoperta dei sapori locali, il cibo strano comprato per strada o anche la scelta sbagliata di un posto sono parte integrante e fondamentale per conoscere un Paese e i suoi abitanti.


La lingua.

La prima volta che sono andata in Giappone me l'hanno chiesto tutti. Come hai fatto con la lingua?
Ho fatto come in tutti i Paesi dove sono stata in cui non si parla italiano: ho tentato di comunicare in inglese, e se proprio non riuscivo a farmi capire ho parlato a gesti.

Bisogna distinguere, però. Bisogna capire in quali situazioni la gente ritiene necessario conoscere la lingua (e quindi avere una guida che parli al posto loro).

- Bisogno di parlare al ristorante? Esistono ristoranti che hanno menù in inglese, menù con le foto oppure menù appesi alle pareti. Ci è capitato di trovarci in un posto dove non c'era nessuno dei tre: abbiamo indicato a caso tre piatti sul menu in giapponese.

- Bisogno di parlare alla reception dell' albergo? Generalmente viene parlato un minimo di inglese in tutti gli alberghi. Ci è capitato un ryokan a Tokyo gestito da una famiglia che parlava solo giapponese: abbiamo mostrato il foglio con la prenotazione, preso la chiave della stanza, un paio di inchini e tanti sorrisi.

- Bisogno di parlare alla biglietteria? Idem come per l'albergo, ma se dovete fare i biglietti del treno in Cina fate come ho fatto io: evitate di parlare, scrivete in modo chiaro su un foglio dove e quando dovete partire e controllate i biglietti prima di pagare. E' più facile di quanto sembra.

- Bisogno di parlare in un museo? Nei luoghi di interesse può essere una buona idea prendere una guida, se siete particolarmente interessati a tutti i particolari.

- Bisogno di parlare per comprare qualcosa? Posto che nei tour organizzati in genere vi portano nei negozi per turisti, se siete da soli al mercato potrebbe più che altro servirvi una calcolatrice (che in genere avrà il negoziante).
Una sera a Zanzibar giravo tra le bancarelle e non ho più visto Lore. Dopo un po' l'ho trovato: era accucciato per terra che scriveva la cifra sulla sabbia. Il mercante scriveva un numero, lui cancellava e ne scriveva un altro...così via finchè non si sono messi d'accordo. Il tutto senza conoscere lo swaili!

Per qualsiasi situazione comunque, portarsi dietro un frasario è sicuramente una buona idea.

Ho semplificato le situazioni, ma non voglio far credere che sia tutto facile. In Cina (per quello che ho visto io) non sono molte le persone che sanno l'inglese, e spesso chi lo parla ha un accento tremendo. C'è stata più di una volta in cui la frustrazione di non riuscire a comunicare ha lasciato il passo allo sconforto. Bisogna tenerne conto, per non rischiare di far diventare la vacanza un incubo.


- Il prezzo.

A conti fatti, conviene il fai da te?

Controllando le proposte sui cataloghi dei più importanti Tour Operator ho cercato gli itinerari che si avvicinano come tempi e luoghi visitati al viaggio che ho fatto.

Uno in particolare propone un viaggio davvero simile a quello che ho fatto io: Pechino - Shanghai - Suzhou - Hangzhou.
11 giorni, 8 notti. Prezzo medio € 1850 a persona in camera doppia (cioè € 3700 a coppia).
Non ho capito molto bene
come si usa questa
calcolatrice...
Hotel 4 stelle - Guida parlante italiano - trasferimenti.

3 notti a Pechino (una cena libera, una occidentale in albergo, una cena a base di anatra).
2 notti a Souzhou (una cena occidentale in albergo, una cena libera).
1 notte a Hangzhou (cena occidentale in albergo).
2 notti a Shanghai (una cena occidentale in albergo, una cena libera).

Per i servizi offerti il prezzo è buono, anche se visitare tutti quei posti in così pochi giorni mi sembra un po' stancante. Inoltre i pasti sono quasi sempre "occidentali", il che mi fa pensare che con questo tour si avrà poca possibilità di sperimentare piatti della cucina locale.

Seguendo lo stesso itinerario noi siamo stati 15 notti, e abbiamo speso molto meno (preciso che abbiamo scelto sistemazioni economiche, abbiamo fatto tutto da soli e non avevamo la guida.)


- Difficoltà.

In riferimento al mio viaggio in Cina non posso certo dire che sia andato tutto liscio. Ho avuto soprattutto problemi di comunicazione, che probabilmente non avrei avuto in un viaggio organizzato.
Da soli ci si sente obiettivo facile per le fregature. Viene da sospettare che il tassista stia applicando una tariffa per turisti, che chi si avvicina per fare due chiacchiere stia in realtà tentando di truffarti. Tutta una serie di cose generalmente scritte sulle guide, ma che raramente ho riscontrato per davvero.

Senza dubbio bisogna essere più prudenti, fare molta attenzione alle proprie cose. Ma per il resto io credo che in viaggio ci vada anche un po' di sana incoscienza.

Sono sicura che con un viaggio organizzato in Cina avrei visto lo stesso un sacco di cose belle.

Ma non avrei imparato a prendere la metropolitana a Pechino. A fare un biglietto del treno. A fare la spesa al mercato. Mi sarei persa le mangiate notturne nei quartieri vecchi di Shanghai. Sarei andata in Piazza Tiananmen con l'autobus turistico, e insieme ad altre migliaia di turisti avrei seguito passo passo la guida aprendo bene le orecchie per sentire le spiegazioni in mezzo a quella bolgia.

E i quartieri meno famosi?  L'imprevisto? Lo sbaglio? L'incontro casuale?
L'aneddoto divertente da raccontare per far ridere gli amici?


- La scelta.

Un viaggio così bello in Cina è un'esperienza incredibile da raccontare. L'ho organizzato da sola, e anche se la difficoltà non era poi così alta (non ci siamo spinti nell'entroterra o nelle zone meno turistiche) sono molto orgogliosa di come sono andate le cose. Organizzare il viaggio mi piace tanto quanto farlo, poi quel viaggio tanto immaginato.

Mica tutti hanno tempo e voglia di star dietro ai prezzi dei voli, ai calcoli dei costi, o alla scelta degli alberghi. Giustamente, direi. Per questo motivo esistono le agenzie di viaggio e i tour organizzati.


Ognuno ha il diritto di essere il viaggiatore che vuole. Alla fin fine, l'importante è partire.


Tu di che viaggio sei?



* GattoSandro si è prestato a fare da modello per descrivere i vari punti. Solo che dopo tre foto si è stufato.


24 commenti:

  1. Io, come avrai capito, ho viaggiato veramente poco, ma credo che il viaggio non sia solo una vacanza, ma un modo per conoscere altre culture, per cui ben vengano le sistemazioni un po' rurali, tra la gente "vera".
    Solitamente quando non andiamo in campeggio, scegliamo anche noi la soluzione studio, più che altro perché magari mangiamo 1 o 2 volte fuori, ma poi per risparmiare cuciniamo da noi.
    Nell'organizzazione io mi occupò degli itinerari, mentre Mr. Fedo delle prenotazioni e dei voli perché io in questo sono una frana a cercare l'offerta migliore.

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    1. Essere campeggiatori per me è una cosa fantastica. Ho fatto campeggio solo quando ero piccola, e per i bambini è la soluzione più divertente. Ma per mio padre era una faticaccia, caricare la macchina, montare la tenda, sistemare tutto...io non ce la farei. Da questo punto di vista preferisco le comodità di un hotel!

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  2. Finora non ho mai affrontato mete "difficili", e se posso scelgo sempre il fai da te. Si risparmia davvero tanto, e se si riesce a trovare una sistemazione con cucina si dimezzano i costi del cibo, che su una permanenza breve (weekend lungo, settimana) incidono abbastanza.
    Poi anche a me piace organizzarmi da sola, scegliere tappe e tempi, o semplicemente evitare di programmare tutto nei dettagli e scegliere giorno per giorno dove andare.
    Mi è capitato di leggere di gente che pensava al tour organizzato per il Giappone a causa della lingua, ma onestamente non ne capisco la ragione. Il paese è sicurissimo, si può girare sempre e ovunque senza timori, la gente si fa in quattro per aiutare i turisti, e vedo tanti senza nessuna nozione di giapponese cavarsela egregiamente.
    Per la Cina immagino sia stato più complesso, ma hai dimostrato che è comunque fattibile. Come te le uniche mete per cui potrei pensare al tour organizzato sono quelle che potrebbero rivelarsi pericolose, ma altrimenti guida alla mano e penso a tutto io.

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    1. Per il Giappone ci sono tour organizzati a cifre pazzesche. Se poi sono inseriti nei cataloghi dei viaggi di nozze le cifre raddoppiano. Per me è assurdo, il Giappone è il posto ideale per viaggiare da soli. Ma capisco anche che c'è un sacco di gente che si sente più sicura con un viaggio organizzato, e allora piuttosto che rinunciare a una meta così bella meglio andare con un tour operator.

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  3. credo che siamo più o meno sulla stessa linea...io preferisco il fai da te, ma anche...
    ricordo un bellissimo viaggio fatto l'anno prima che conoscessi Yumichan, un mese in Messico: città del Messico, Chapas, Yukatan, Caraibi, Città del Messico ( saltando i dettagli in mezzo)...con solo la prime due notti di hotel prenotate dall'Italia...ma si parla del 2000 c'erano ancora le lire...zaino sandali...da fare da soli come viaggio...
    Europa tutta da soli e con tutti i mezzi :-) ... con l'età e con la mia compagna di viaggio e vita negli ultimi 11 anni ho aumentato gli standard e via via ho sostituito l'aereo alla macchina, mi sono fatto Arezzo Tampere su una 106 da universitario...l'auto mi dà un senso di libertà...ma Yumichan non guida quindi ho ridotto le distanze ;-)...
    In gruppo con Yumi abbiamo fatto la crociera sul Nilo, esperienza che da soli non si realizza(abbiamo avuto fortuna con la gente, eravamo in dicembre fuori stagione )e concordo che cibo è importantissimo...riguardo i villaggi "vacane" che temevo li ho un po' rivalutati, abbiamo scoperto lo snorkeling e dall'Italia, il Mar Rosso è comodo, basta esser chiari e cortesi e gli animatori girano a largo...e poi due chiacchiere lo scegli tu con chi farle...
    per il resto Ciccola mi pare che si segue le stesse regole la Signora organizza (spesso la chiamo mon General )e da quando ho capitro che lei ha sempre ragione non litighiamo nemmeno più ;-) ; poi i "ragazzi" in viaggio fanno altre cose da maschi (io di solito il facchino/ autista)...
    Un'altra cosa da dire è che per viaggiare da soli serve più tempo, a volte le piccole gite organizzate anche acquistate in loco ti portano più facilmente...anche se spesso sono fregature...comunque l'importante è viaggiare...anche poco...ma tutte le settimane fare un piccola visita prender l'auto o il treno e andare nella città accanto...nel paese, nella natura...per poi appena possibile salpare per lidi lontani ... una volta parliamo dei ritorni :-) ciao!

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    1. Eh già, con l'età anch'io ho alzato gli standard! Non ho più il fisico per fare la barbona in giro con lo zaino a dormire dove capita (anche per terra), a lavarsi poco e mangiare schifezze per risparmiare :)

      A me piace guidare (ho letto 106 e mi sono venuti gli occhi a cuoricino, abbiamo molte cose in comune!) ma in viaggio sono più brava come navigatore.

      Le piccole visite aiutano a vivere meglio nell'attesa del viaggio "vero", purtroppo il lavoro mi lascia poco tempo libero. In mancanza di gite mi godo la mia città...

      Eh, già! I ritorni!...Alle volte sono traumatici :)

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  4. Questo te lo condivido subito. Anch'io sono una fan del fai da te :)

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    1. Grazie Tiziana! Anche tu spulci tutte le guide e ti organizzi i viaggi da sola, è una passione che abbiamo in comune.

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  5. Per me dipende dalla lunghezza del viaggio, da quanto dobbiamo spostarci (noi, avendo poco senso dell'orientamento perdiamo un sacco di tempo negli spostamenti -.-), dalla meta e soprattutto dal budget. Però non prenderei mai un pacchetto completo perché mi piace provare cibo e cultura locali. Una mezza pensione è il massimo che concedo, di cibo italiano all'estero non ne voglio nemmeno sentire parlare. I villaggi vacanza mi terrorizzano, come idea non ci andrei mai, poi non ho provato.
    E secondo me se si va all'estero bisogna visitare il paese il più possibile, stare in spiaggia e basta è eresia. Ma in realtà lo penso anche abbastanza per l'Italia.

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    1. Hai ragione, si può prendere la mezza pensione così si è più liberi di sperimentare. Sfruttare gli spostamenti aiuta molto, soprattutto per i Ryoga come te!!! Mi fai morire :)

      Comunque ti dirò, io sono una visitatrice folle, macino chilometri e ogni volta che torno a casa e mi accorgo di aver tralasciato qualcosa mi mangio le mani. MA, una settimana spaparanzata al sole a fare NIENTE ogni tanto mi piacerebbe molto :)

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  6. Ciao Gattosandro, volevo farti sapere che che col mio blog Girovaga ho partecipato al concorso di Grazia. Se ti va di votarmi, ti scrivo il link:
    http://blogger.grazia.it/i-blogger?id=LIFESTYLE
    Bisogna scorrere con le freccette fino a Girovaga e cliccare sul cuoricino per votare. Grazie mille in anticipo!

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    1. Fatto! In bocca al lupo per il concorso.

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  7. Non sono molto eperta di viaggi, ma devo dire che i viaggi più belli della mia vita sono stati due:
    - Mosca e S. Pietroburgo;
    - Madrid.
    Il primo con T.O. visto che per la prima volta io e mia sorella partivamo da sole, il secondo fai da te, eravamo 4 persone.
    Con un pò di accortezza, buona preparazione su cosa vedere e come raggiungerla e il fai da te è fattibilissimo per tutti.
    Buon viaggio :)

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    1. Per Mosca e San Pietroburgo avete fatto bene ad andare con un T.O., specialmente se era il vostro primo viaggio da sole!

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  8. Fai da te, assolutamente.
    Adoro preparare il viaggio, comprare la guida, cercare i posti da vedere assolutamente e quelli, meno turistici, che sono senza dubbio i più belli.
    Uno dei viaggi più belli della mia vita preveeva come organizzazione il solo biglietto di andata :P
    Però è vero, se la destinazione è "difficile" bisogna affidarsi a una guida.
    E per quanto riguarda la vecchiaia... ho alzto anch'io gli standard :D

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    1. Solo il biglietto di andata! Io mi accontenterei di un biglietto col ritorno aperto, ma per ora mi devo limitare alle date fisse...
      ^_^

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  9. Decisamente fai da te ma, col passare degli anni - e la corruzione dei sani costumi di quando era ragazzina povera ma sempre in viaggio - con incursioni frequenti (e immotivate) in hotel 5* e viaggi in business.

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    1. Il viaggio fai da te non deve essere solo per spiantati! Tutti dovrebbero concedersi la possibilità di un hotel 5* ^_^

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  10. Complimenti per il post, davvero esaustivo e obbiettivo ^^

    Io ho iniziato con i viaggi fai-da-te (prima destinazione Atene, ad anni 18) e devo dire che quando mi capita di partecipare a quelli organizzati (Marocco, Tunisina e Turchia) mi sento sempre tanto vincolata. Sia per gli orari imposti, sia per le maledette e continue fermate pipì, sia per i pasti sempre a buffet nei grandi alberghi o nei ristoranti per turisti.
    Potendo mi dedico al fai-da-te, ho un compagno di viaggio con cui vado d'accordo (la Dolce Metà), che non si lamenta di camminare (anzi, a volte è maniacale nell'evitare i mezzi di trasporto pubblici per la gioia di fare "ancora due passi" - anche quando ormai abbiamo i crampi) e che mangia qualunque tipo di cucina (non potrei viaggiare con uno schizzinoso, io sono per provare tutte le cose più strane possibili) ^^

    Di solito organizzo io l'itinerario il volo e l'albergo e la Dolce Metà si occupa di portarci poi fisicamente nei luoghi, visto che ho il senso dell'orientamento di Ryoga. Per la lingua di solito parlo io in inglese (o con quel poco di francese che ricordo) e la Dolce Metà si occupa di esprimersi a gesti quando serve ^^

    PS Non hai idea di quanta voglia ho di provare il viaggio fai-da-te in Cina adesso *__*

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    1. Le fermate pipì!!! In Tunisia avevamo una signora abbastanza incontinente nella nostra jeep, credo di non aver mai fatto tante fermate ai bagni come quella volta :)

      Beh, direi che dopo il traguardo raggiunto un bel viaggio adesso te lo meriti proprio!

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  11. innanzi tutto complimenti per la tua organizzazione del viaggio in cina!
    ed anche per aver sviscerato le varie fasi dell'organizzazione di un viaggio fai da te.
    sono praticamente d'accordo su tutti i punti.
    il mio viaggio in giappone, tramite agenzia, sarebbe costato un bel po' di più. hai la libertà di fare sempre ciò che vuoi. e poi vuoi mettere la soddisfazione nell'organizzarlo, nel viverlo e nel ricordarlo con orgoglio pensando "ho fatto tutto da sola!"

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    1. Che poi ci sono anche dei giorni in cui magari si sta poco bene, o si ha voglia di fare niente. Se non hai tutto programmato sei più libero di viverti la vacanza come ti pare, secondo me.

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  12. Bellissimo post!
    Per il momento io ho sempre viaggaito col fai-da-te, ma devo dire di non aver afforntato mete difficili quindi risolversela da soli è sempre stato fattibile.
    L'idea del viaggio organizzato mi spaventa un po': non solo per il prezzo, ma per il fatto di essere vincolata a vedere i luoghi dove ti porta la guida e mangiare nei ristoranti turistici. Per me il viaggio è avventura, scoprire e conoscere, magari sbagliando, perdendoti e prendendoti delle sane cantonate. Essenziale, hai ragione, è avere un compagno di viaggio col quale si va d'accordo...io ho un caratteraccio e per questo ho fatto solo una vacanza di gruppo in tutta la mia vita ed è stata orrenda XD Mi va bene che il mio ragazzo ha tanta pazienza e mi lascia organizzare le cose :P Il suo compito è leggere la cartina, visto che il mio senso dell'orientamento è orribile XD, e usare la telecamera. Per il resto mi dà quasi sempre carta bianca (tappa stadio a parte XD).

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    1. Sono anni che cerco di mettere d'accordo un sacco di gente tra amici e parenti per fare il viaggio organizzato del secolo: colonizzare un intero villaggio turistico per una settimana di follia!
      Sarebbe divertente scoprire chi sono i mattinieri, chi non incontri mai, chi partecipa a tutte le attività degli animatori... Ci scriverei un libro :)

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente il codice captcha per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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